ULISSE – IL PIACERE DELLA SCOPERTA/ La Basilica di San Pietro. Replica e riassunto puntata 21 novembre 2015: video streaming

- La Redazione

Ulisse - Il piacere della scoperta, replica e riassunto puntata 21 novembre 2015: ecco come vederla in video streaming sul sito di Rai.tv. La Basilica di San Pietro a Roma

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Ieri, sabato 21 novembre 2015 il programma Ulisse – il piacere della scoperta, in occasione del Giubileo straordinario della misericordia indetto da Papa Francesco che avrà inizio l’8 dicembre, ha riproposto la storia della Basilica di San Pietro, la cui porta sarà la prima ad essere aperta come rito che darà inizio all’anno santo. Nel corso dei secoli i più grandi artisti hanno fatto della Basilica di San Pietro un luogo di straordinaria bellezza. La basilica ha due livelli sotterranei, uno famoso, costituito dalle famosissime grotte vaticane e un altro, scoperto solo negli anni ’40 del secolo scorso, costituito da una necropoli. Il luogo è rimasto nascosto nel tempo in quanto fu sotterrato dall’Imperatore Costantino quando nel IV secolo d.C. decise di iniziare la prima costruzione della basilica, che oggi non esiste più, sostituita dalla odierna, che prese forma durante il Rinascimento e che si trova, secondo le fonti storiche, nell’area dove fu crocifisso e sepolto San Pietro.

Gli scavi archeologici voluti da Pio XII nel 1939 e iniziati partendo dall’altare papale dell’attuale basilica, hanno scoperto i resti dei precedenti altari succedutisi nel corso dei secoli, tutti in linea nella stessa verticale. La ricostruzione al computer, sulla base dei reperti ritrovati, ha poi dato maggior valore alla ipotesi che tutti gli altari siano sorti in quel determinato punto, proprio sopra la prima tomba dove fu sepolto nel ’64 d.C. il corpo di San Pietro. Costantino fu il primo imperatore che difese in modo netto la comunità cristiana che nei secoli precedenti aveva subito varie e sanguinose persecuzioni e nel 312 d.C decise di erigere una basilica dove i cristiani potessero svolgere liberamente il loro culto. La basilica era imponente, lunga 123 metri, composta da cinque navate, delle quali la centrale era altissima, poteva raccogliere in preghiera migliaia di persone. La basilica fu il centro della cristianità a Roma per più di mille anni, sede dei Papi e luogo di incoronazione di re e imperatori (Carlo Magno fu incoronato qui), quando fu distrutta per far posto a quella attuale iniziata e sviluppata nel corso del Rinascimento. Vicino alla basilica si sviluppò Castel S. Angelo, divenuto nel tempo, prima un’attrezzatissima fortezza e poi residenza papale.

L’efficienza bellica e militare lasciò il posto all’arte, vennero realizzate al suo interno grandi ambienti e sale di rappresentanza sapientemente disegnati e adornati da famosi architetti, scultori e pittori. L’ambiente più vistoso e impressionante è la Sala Paolina, disegnata e realizzata da Perin Del Paga, un allievo di Raffaello, dove troneggia la figura dell’imperatore Adriano. Ci sono anche degli ambienti caratteristici come il bagno voluto dal Papa Clemente VII, un capolavoro dell’arte e dell’ingegneria idraulica del Rinascimento, dove i papi potevano giungere attraverso un passaggio lontano da occhi indiscreti e fare le loro abluzioni, o la camera che contiene la cassaforte dove si conservavano preziosi tesori, che ha la porta di larghezza minore di quella della cassa, proprio per rendere più difficile l’asportazione. All’interno di Castel S. Angelo ci sono ovviamente moltissime strutture legate al cibo e alla sua conservazione, per le guarnigioni e per resistere agli assedi, come un magazzino che riunisce centinaia di otri per l’olio, internati nei muri, o silos per raccogliere il grano e il mulino per la sua trasformazione in farina.

Per secoli Castel S. Angelo è stata anche una temutissima prigione, utilizzata soprattutto durante l’epoca dell’Inquisizione, dove venivano incarcerati, torturati, processati e bruciati gli eretici. In cima al castello risalta la statua dell’Arcangelo Michele eretta dopo la pestilenza del 590 e che ha dato il nome al castello. Il Papa Nicola V ebbe per primo l’idea di costruire una nuova basilica, ma è con Giulio II che il progetto prende corpo. I lavori ebbero inizio con il progetto faraonico del Bramante che iniziò i lavori nel 1506, con la costruzione di quattro enormi colonne che dovevano sostenere tutta la struttura, non riuscendo poi a finirli per la sopravvenuta morte e successivamente per quella di Giulio II. I lavori furono ripresi dal papa Claudio III Farnese che chiamò Antonio da Sangallo il Giovane, che si mise all’opera impiegando, assieme ai suoi artigiani, otto anni per costruire il modello che rappresentava la sua idea. Il suo progetto purtroppo non fu realizzato per l’improvvisa morte del Sangallo. Per continuare e finire la costruzione della basilica il papa chiamò Michelangelo, che pur avendo all’epoca settantuno anni, decise di accettare.

Costruito un modello in legno, ancora visibile e disponibile, iniziò la sua opera avendo come primo riferimento la realizzazione finale della cupola, che doveva essere imponente per rappresentare degnamente l’autorità cristiana. La cupola grandiosa poté essere realizzata applicando due strategie originali per l’epoca, la prima con la costruzione dei cosiddetti esterni che dovevano fare da struttura portante, la seconda con l’applicazione concreta della , con una più interna, e dopo un’intercapedine di aria in mezzo, un’altra più esterna che fungeva da protezione nei confronti della dilatazione termica sullo strato di piombo che copriva la prima cupola. Michelangelo purtroppo morì e non poté portare a termine personalmente i lavori, quando mancava solo la cupola. La realizzazione fu proseguita da Giacomo della Porta che ebbe il permesso di modificarne la forma, rendendola più stretta e slanciata, quando Michelangelo invece l’aveva progettata semisferica e finì i lavori in soli due anni.

Replica Ulisse – Il piacere della scoperta, puntata 21 novembre 2015: come vederla in video streaming – È possibile vedere o rivedere la puntata di Ulisse – Il piacere della scoperta andata in onda il 21 novembre 2015 grazie al servizio di video streaming disponibile su Rai.tv, cliccando qui.





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