GHOSTHUNTERS/ Il “mix” che fa funzionare il libro di Cornelia Funke al cinema

- Claudia Cabrini

Tratto dal romanzo di Cornelia Funke, per la regia di Tobi Baumann, nei cinema italiani è arrivato un film con un fantasma per protagonista. La recensione di CLAUDIA CABRINI

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Una scena del film

Il mio film di fantasmi preferito da sempre, inutile negarlo, è stato uno ed uno soltanto: Casper, 1995, firmato da Brad Silberling. Ma, difficile ammetterlo, al cinema è arrivato un suo incredibilmente divertente, mostruoso e imperdibile concorrente: Ghosthunters che, infatti, ha fatto balzare Casper nella mia classifica personale al… secondo posto! Proprio così, ho trovato un mostriciattolo verdognolo capace di rubarmi il cuore più di quanto il bellissimo principino Casper non sia riuscito a fare in tutti questi anni. Prodotti filmici sicuramente molto differenti l’uno dall’altro, se non simili in un punto unico soltanto: entrambi indimenticabili.

E così, basato sull’omonimo romanzo di Cornelia Funke, e con Anke Engelke, Milo Parker, Bastian Pastewka e per la regia di Tobi Baumann, questo irlandese-austriaco-tedesco prodotto cinematografico sono certa riuscirà a conquistare i cuori di grandi e piccini, sommergendoli tra le altre cose anche e soprattutto di dolci emozioni e calde risate. 

L’AIG è una squadra di veri duri, appassionati di fantasmi e soprattutto assolutamente intenzionati a cacciarne uno fra tutti: quello del ghiaccio! Questo mostriciattolo infatti vuole congelare l’intera città, e ovviamente mettere così a repentaglio la vita di molti. Ma ci penseranno Tom (magrino, 11 anni, spaventato dalla sua stessa ombra), Hetty (una vera cacciafantasmi che nonostante voglia fare la dura alla fin fine è la più romantica di tutti) e Hugo (una pozzanghera verde senza forma ma molto simpatica) a risolvere la situazione. La domanda è: riusciranno i nostri eroi a non farla però precipitare ulteriormente, combinando un divertentissimo danno dopo l’altro?

Ghosthunters è veramente ben fatto, quasi nello stile “Harry Potter” – e peraltro si vedrà la stessa Hogwarts citata più volte nel corso del film -, dalla ritmica incalzante e dal retroscena avventuroso. Un mix di colori e di fili narrativi capaci di spaziare dal film per ragazzi, all’horror, al racconto comico e divertentissimo, senza tralasciare un po’ di sentimentalismo.

Non banale e per nulla noioso, Ghosthunters ha l’abilità di non cadere nell’insufficienza, né tanto meno nel ridicolo, nonostante il rischio – con un mix di animazione e recitazione attoriale – sia stato certo alto. Il web a tal proposito sta impazzendo. Moltissimi gli articoli infatti pubblicati a tal proposito, cattive alcune recensioni dalla Gran Bretagna, ma, nel complesso, tanta attesa per i più piccoli che pare in UK soprattutto stiano sulle spine poiché effettivamente legati ai racconti dell’autrice Cornelia Funke. La Funke, infatti, tedesca d’origine, è divenuta molto famosa oltremanica soprattuto grazie ai best seller per ragazzi “Il re dei ladri” e la trilogia “Cuore d’Inchiostro” (da cui fu tratto il film Inkheart, uno dei miei prodotti cinematografici del cuore), “Veleno d’Inchiostro” e “Alba d’Inchiostro”. 

Un film, questo, capace di farti sognare, indipendentemente dall’età. Sì, perché Ghosthunters fa respirare un’aria di fantasia e avventura che fa bene proprio a tutti, ex sognatori grandicelli soprattutto. Una capatina al cinema, allora, dovrete proprio farla. Consigliatissimo per la famiglia intera, ma anche per chi magari una sera si trovasse senza compagnia e volesse passar una serata fuori dal (para)normale. Se siete mamme e papà, invece, tranquillissimi: i vostri bimbi il fantasmino Hugo lo adoreranno.

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