GIANPIETRO VIGORELLI/ Il giudice di Shark Tank che invita ad esagerare

Stasera avrà inizio Shark Tank, il talent show di Italia 1. Tra i cinque giudici di questa edizione del programma troviamo Gianpietro Vigorelli, Art director pubblicitario

21.05.2015 - La Redazione
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Gianpietro Vigorelli

Questa sera su Italia Uno va in onda la prima puntata del talent Shark Tank, il nuovo format televisivo basato sul mondo dellimprenditoria. Un programma che prevede la presenza di cinque imprenditori italiani che hanno avuto nel corso della propria vita un certo successo nel mondo del lavoro e che in questo caso vestono i panni dei giudici per valutare i business plan di concorrenti alla ricerca di investitore per realizzare le propria idee. Tra i cinque giudici cè anche il pubblicitario Giampietro Vigorelli che nella propria scheda di presentazione caricata sul sito ufficiale del programma, invita i concorrenti a seguire quella che è stata da sempre la sua linea e motto: Esagera!

 ormai in piena fase di decollo Shark Tank, il programma di Italia 1 basato su un format giapponese di grande successo, che vedrà cinque manager di chiara fama giudicare i progetti sottoposti alla loro attenzione da aspiranti imprenditori alla ricerca di finanziamenti. Un programma che è stato definito una via di mezzo tra The Apprentice e Boss in incognito ed è molto atteso dalla critica televisiva. Tra i cinque manager prescelti dalla produzione, c’è anche Gianpietro Vigorelli, noto in particolare per il ruolo di Art Director svolto in alcune delle più prestigiose agenzie pubblicitarie del nostro Paese, in particolare presso Saatchi & Saatchi.

Nato a Milano il 21 novembre del 1951, Gianpietro Vigorelli ha iniziato a lavorare presso piccole agenzie, per poi passare in JWT. Da quel momento ha avuto occasione di accumulare una lunga serie di esperienze che ne hanno fatto uno dei maggiori creativi pubblicitari italiani. Nella veste di regista ha dato vita a campagne come quelle per Renault, Danone, Philips, Baci Perugina, Swatch, Ferrarelle, Galbani, Motta, Tè Ati, Barilla, Mondadori, BMW e Campari. Nel febbraio del 1994 ha poi assunto la veste di Art Director e Vice Presidente di Young & Rubicam. Proprio in quell’anno, peraltro, ha pubblicato un libro presso Laterza, Lanima del commercio: pubblicità, informazione o altro, in cui ha tirato il punto sulla sua professione.

Tre anni dopo è stato chiamato in veste di autore, per l’edizione annuale del Festival della Canzone di Sanremo, in coppia con l’amico Maurizio D’Adda. Lo stesso con cui ha poi fondato, insieme a Riccardo Lorenzini, una personale agenzia di pubblicità, poi fusa con BBDO Italy. L’agenzia in questione ha ulteriormente rafforzato la sua posizione nel panorama pubblicitario tricolore, dando vita ad una lunga serie di spot pubblicitari entrati nell’immaginario collettivo. Tanto da fare di Gianpietro Vigorelli una sorta di piccolo mito, spesso consultato anche per dare giudizi in relazione ad altre campagne o iniziative pubblicitarie.

Proprio in questa veste, nel 2010 ha bocciato il logo del Partito Democratico, da lui considerato freddo, come del resto tutte le bandiere, ritenendolo il risultato di una scelta politica di compromesso e della tendenza di piacere a tutti, tipica della politica italiana. Una tendenza che porta a non fare scelte coraggiose, da lui duramente stigmatizzata. Nell’anno successivo ha quindi deciso di abbandonare l’agenzia da lui creata, al fine di prendersi un anno sabbatico in modo da potersi occupare dei suoi interessi personali, a tre anni di distanza dall’uscita di Lorenzini.

Va infine ricordato che Gianpietro Vigorelli è il padre di Francesco, noto alle cronache musicali con lo pseudonimo di Jake La Furia, uno dei membri di Club Dogo e della Dogo Gang, tra i rapper più famosi della scena musicale italiana. Ora anche per lui inizia l’avventura di Shark Tank, nella quale avrà occasione di scegliere progetti imprenditoriali in linea con le sue idee. Un ruolo nel quale probabilmente cercherà di privilegiare la chiarezza degli obiettivi e la capacità di proporre non solo innovazione, ma anche valori, in linea con la mission del settore dal quale proviene.

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