ATLANTIS/ Anticipazioni e diretta streaming puntata 14 giugno 2015: Giasone, Ercole e Pitagora cercano di aiutare Medusa

- La Redazione

Atlantis, anticipazioni puntata 14 giugno 2015: Giasone e Pitagora aiutano Ercole a trovare un rimedio per le sorti di Medusa. Ma il prezzo che Ercole dovrebbe pagare è davvero molto alto

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Atlantis 2, in onda su Rai 4

Su Rai 4 alle 21:10 va in onda “Atlantis”. La serie tv giunta al decimo episodio della prima stagione, intitolato “Price of Hope”, narra le imprese del coraggioso Jason, deciso ad indagare nelle profondità del mare per fare luce sulla sparizione del sottomarino guidato dal padre: durante le ricerche si imbatterà nella città perduta di Atlantide. Clicca qui per seguire la diretta streaming di “Atlantis”.

Stasera, domenica 14 giugno 2015, Rai 4 continua a mandare in onda la prima stagione di Atlantis: oggi verrà trasmesso il decimo episodio, intitolato The Price of Hope. Ecco qualche anticipazione: i tre amici vengono a sapere che c’è un modo per guarire Medusa. Si mettono quindi alla ricerca, affrontando mille peripezie e venendo catturati dai briganti. Medusa, intanto, si nasconde in una grotta. Giasone, Ercole e Pitagora vengono salvati da Atalanta che li porta fino a lei. Scoprono però che lunico modo per salvare Medusa è che Ercole dia la sua vita per lei.

Medusa (Jemima Rooper) girovaga da sola nella notte e all’improvviso le arriva alle spalle Ercole (Mark Addy). Spaventata in principio, si lascia andare a tenere effusioni e i due passano finalmente un po di tempo insieme. Mentre sono distesi Ercole viene colpito violentemente con un bastone e portato davanti al malvagio Kyros, che rapisce la donna e lo prende in ostaggio. Sotto la minaccia di un boia che vuole decapitarlo con una spada, Kyros gli chiede di scendere nell’Ade per recuperare uno scrigno in cambio della libertà di Medusa. Kyros gli da tempo fino alla mezzanotte dell’indomani. Ercole viene ritrovato legato da Giasone (Jack Donnelly) e Pitagora (Robert Emms) ai quali racconta la disavventura e la necessità di fare presto per salvare Medusa. Tutti però sanno che scendere agli inferi significa morte certa, ma discorrendo pare che ci sia stato qualcuno che invece ne è uscito sano e salvo. Si mettono quindi alla ricerca di chi può aiutarli: lo Ierofante Eunapio che può rivelargli i segreti dell’Ade. Arrivati presso il tempio espongono il loro problema, ma Eunapio sostiene di non poterli aiutare.

Si ritrovano sotto rito dei seguaci del tempo ma non si arrendono. Alla fine, sotto la minaccia della spada, lo Ierofante accetta di rivelargli come fare. Devono purificare i loro corpi, bruciare una ciocca di capelli in sacrificio a Persefone, bere il veleno che rallenterà al minimo il battito del cuore come fossero morti e alla fine suonare il corno per tornare nel mondo dei vivi. Al suono del gracchiare dei corni Pitagora dovrà risvegliarli e farli tornare. L’Ade è un luogo buio, freddo e nebbioso dove incontrano un sinistro traghettatore che li invita a salire sulla barca. Intanto, Pitagora sente il gracchiare di un uccello che scambia per un corvo. Non sicuro va a controllare sul tetto, cade violentemente e sviene. Nella stanza dove si trovano Ercole e Giasone dormienti scoppia un incendio. Nell’Ade i due incontrano un gruppo di defunti tra cui si trova anche Ciro, amico di Giasone, che pensa che i due siano morti, ma gli spiegano cosa è successo. Ciro si offre di fargli da guida e intanto Pitagora rinviene, ma non trova più Ercole e Giasone. 

Una donna gli dice che sono morti e sono stati portati via dal becchino dove si reca di corsa. Intanto Ciro, Ercole e Giasone di calano in un pozzo oscuro dove si trova lo scrigno. Pitagora intanto sbaglia becchino perché quello che ha prelevato i suoi amici si trova dall’altra parte della città e quindi ricomincia la sua ricerca in tutta fretta. Nell’Ade Ercole solleva una pesante pietra a guardia della parte più profonda, dove si trovano le anime più tormentate. Fanno piano per non farsi sentire nè vedere da loro perché potrebbero toglierli la vita. Camminano lungo un serie di strette gallerie e arrivano finalmente allo scrigno, ma un mostro con la coda gli tiene la guardia. Iniziano così una battaglia impari dove Giasone riesce a recuperare lo scrigno e a mettere fuori gioco il mostro, che li avvisa della sua pericolosità.

Non deve essere aperto perché contiene ogni sorta di male. Altre anime si ribellano e i tre scappano ma, nell’impossibilità di raggiungere la botola suonano il corno. Pitagora, però, non riesce a trovare i due amici mentre sente cantare il corvo. Li trova, ma sono già stati seppelliti e comincia quindi a scavare a mani nude per recuperarli. Nell’Ade raggiungono la botola ma non riescono a sollevarla e suonano ancora una volta il corno. Le anime stanno per raggiungerli, mentre Pitagora riesce a disotterrarli e a trovare il modo di riportarli nel mondo dei vivi. i due si risvegliano e si accorgono di essere stati seppelliti. Il problema però è capire cosa fare dello scrigno e Giasone è deciso a non consegnarlo a Kyros scongiurando di liberare tutti i mali del mondo. Giasone quindi pensa di fare una copia dello scrigno e mettere all’interno qualcosa che distragga Kyros e gli dia il tempo di salvare Medusa e fuggire. Giasone quindi nasconde il vero scrigno sotto una botola del pavimento e partono alla volta della dimora di Kyros, ma sulla strada incontrano i suoi uomini che li conducono da lui.

Kyros chiede di mostrargli lo scrigno in cambio di Medusa che gli viene riconsegnata prima dello scambio. Giasone lancia lo scrigno verso Kyros che attende e appena lo apre trova un serpente e ordina ai suoi uomini di ucciderli. Intanto Medusa fugge a casa di Ercole dove è nascosto lo scrigno e i tre amici rimangono a combattere. Giasone uccide Kyros, ma Medusa è in pericolo a causa dello scrigno dal quale sente provenire degli strani rumori e lo apre. I tre amici capiscono che lo ha aperto dalle persone pietrificate che circondano la casa. Ritrovano Medusa che non vuole farsi vedere affermando di essere diventata un mostro. Giasone avverte Ercole di non guardarla negli occhi perché rimarrebbe pietrificato e gli da uno scudo dove può vedere il suo riflesso. I capelli di Medusa si sono trasformati in serpenti e lei fugge per non essere uccisa dalle guardie. Giasone vuole rompere l’incantesimo che ha colpito la sua amica e consegna lo scrigno ad Afrodite, che purtroppo gli predice che si troverà nella condizione di dover uccidere Medusa. Giasone però non si arrende e chiede agli dei di aiutarlo nell’impresa.



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