IL BAMBINO NELLA VALIGIA / Diretta streaming del film su Rete 4 con Florian Stetter e Peter Schneider: video trailer in lingua originale

- La Redazione

Il bambino nella valigia, in onda stasera (27 gennaio 2016) su Rete 4, a partire dalle ore 21.15. Un film che narra di un bambino ebreo nascosto in un campo di concentramento, ecco la trama

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La prima serata Mediaset di oggi

Rete 4 manderà in onda alle 21.15, dunque fra pochissimo, il film drammatico “Il Bambino nella Valigia”, con Florian Stetter, Peter Schneider, Sylvester Groth, Sabin Tambrea, Robert Gallinowski, Rainer Bock, Rafael Stachowiak, Thorsten Merten, Torsten Michaelis, Robert Mika.

Il Bambino nella Valigia, è un film del 2015 mandato in onda per ricordare le vittime dell’Olocausto in questa giornata. Siamo nel 1945, in un campo di concentramento ed un bambino viene nascosto in una valigia. La situazione nel campo è quella a cui si poteva assistere a quei tempi in un qualsiasi campo di prigionia: prigionieri scarni, emaciati, feriti nel corpo e nella mente, schiavi di un potere superiore che non permette in alcun modo la libertà ed i diritti.

I prigionieri vengono trattati come bestie, umiliati dagli ufficiali tedeschi senza alcuna pietà, picchiati, torturati. In questa terribile situazione di tensione e di sofferenza, alcuni prigionieri cercheranno di salvare la vita del piccolo, correndo innumerevoli pericoli e rischiando la loro stessa vita. Vi ricordiamo che il bel film è disponibile in diretta streaming video con il servizio gratuito del portale Mediaset, nella pagina dedicata a Rete 4, cliccando semplicemente qui. Ecco il trailer in lingua originale

Andiamo a scoprire un paio di notizie sul film in onda oggi su Rete 4 alle ore 21.15, Il bambino nella valigia. Il bambino diventa una vera e propria sfida: sfida contro la violenza delle SS che vogliono solo ucciderli tutti e non li considerano uomini; sfida contro il resto del mondo che di fronte all’Olocausto ha preferito far finta di non vedere e si è voltato dall’altra parte; sfida contro se stessi, per dimostrare al mondo di essere ancora degli esseri umani. Mentre i nazisti, capendo ormai che la disfatta è vicina, preparano il piano di evacuazione del campo e decidono come risolvere definitivamente la questione ebraica, il bambino nella valigia, circondato dall’amore di tutti i deportati, strappa – ora dopo ora – un po’ di vita al suo destino.

La pellicola in onda stasera su Rete 4 alle 21.15 è un film del 2015, diretto da Philipp Kadelbach. Il film Il bambino nella valigia viene proposto nella serata del 27 gennaio per celebrare il giorno della memoria. La pellicola tedesca – il cui titolo originario è Naked Among Wolves – ha una durata complessiva di circa 105 minuti. La sceneggiatura è affidata a Bruno Apitz in collaborazione con Stefan Kolditz. Nel cast ci sono, fra gli altri, Florian Stetter, Sylvester Groth, Thorsten Merten, Peter Schneider, Sabin Tambrea, Rainer Bock, Robert Gallinowski e Rafael Stachowiak.

La storia è ambientata nel 1945 nel campo di concentramento di Buchenwald, tristemente famoso perché uno dei campi di sterminio principali nei quali i nazisti cercano di risolvere la questione ebraica. Le voci provenienti dalle radio clandestine raccontano dello sbarco degli alleati in Normandia e dei tedeschi sempre più in ritirata. Le stesse notizie giungono anche ai prigionieri del campo che lottano ancora di più per mantenersi in vita, nonostante le condizioni proibitive di Buchenwald. Questa lotta prevede di lottare contro tutto e tutti, rubare anche l’ultima briciola di pane che si riesce a trovare – che vuol dire salvarsi la vita visto il livello di malnutrizione – e girarsi dall’altra parte quando la furia delle SS si abbatte sul compagno di baracca. Perché la lotta per la sopravvivenza abbrutisce e per salvare se stesso si è disposti a fare qualsiasi cosa, anche a discapito degli altri. In questa situazione così drammatica un giorno accade un fatto singolare: compare all’improvviso un bambino, senza famiglia, senza genitori, senza una storia. Di lui si sa solo che è ebreo e che, con molta probabilità, verrà presto ucciso dalle SS perché, data la giovane età, considerato improduttivo. A questo punto scatta qualcosa nell’animo dei prigionieri ebrei: invece di voltarsi dall’altra parte e fare finta di nulla, felici che per una volta la vittima sia un’altra, i prigionieri decidono di nascondere il bambino in una vecchia valigia e tenerlo lì fino a che gli alleati non verranno a liberare il campo. Questo piccolo bambino, indifeso e innocente, serve a risvegliare gli animi abbrutiti dei deportati che proteggendo e coccolando il bambino si riscoprono uomini, con un animo ancora capace di provare emozioni.



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