ULTIME NOTIZIE/ Oggi, ultim’ora: Il Pd spaccato dalle primarie, anche Bersani all’attacco (10 marzo 2016)

- La Redazione

Ultime notizie di oggi, le ultim’ora del 10 marzo 2016: Il Pd spaccato dalla scarsa affluenza alle primarie; anche Bersani va all’attacco. Regeni: emergono nuove torbide rivelazioni.

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Le ultime notizie di oggi (InfoPhoto)

La moglie del tecnico ucciso in Libia, Failla, ha dichiarato: “uno dei sequestratori mi chiamò e parlò in italiano”. “Mio padre era una persona buona. Non ci hanno aiutato a riportarlo a casa” è invece il commento della figlia, unendosi al dolore della madre Rosalba Failla che, durante una conferenza in cui ha espresso tutta la sua rabbia per come sono andate le cose, ha detto di non voler funerali di stato. Drammatica l’ultima telefonata del marito: “Ciao sono Salvo, i miei compagni li hanno portati via, io sono rimasto da solo e ho bisogno di cure mediche, ho bisogno di aiuto. Parla con giornali e tv, vedi di muovere tutto quello che puoi muovere”.  

È un partito distrutto quello che esce dalle primarie di Roma e Napoli, con infinite polemiche e diverse puntualizzazioni, sia da parte dei candidati che della dirigenza nazionale. A Roma più che sui candidati, l’attenzione si è focalizzata sull’affluenza, cercando di farla innalzare la dirigenza del partito ha “ordinato” il riconteggio delle quasi 3000 schede bianche, esse sono sembrate effettivamente molte, e sul loro numero si è appuntata l’attenzione in cerca di eventuali “brogli”. Ancora peggiore la situazione napoletana, con Bassolino che era intenzionato a presentare ricorso, ma che di fatto è stato “stoppato” dai vertici del partito. Pesantissime le dichiarazione dell’ ex sindaco, che di fatto accusa Renzi di aver voluto “sabotare la sua candidatura”. Nella giornata si registra anche l’attacco di Bersani, l’ex segretario punta il dito sulle modalità di voto, e sottolinea che “le primarie hanno evidenziato un problema molto serio”.    

Inizia lo scarico delle responsabilità tra Manuel Foffo e Marco Prato, riguardo l’uccisione del giovane Luca Varani. Il legale di Foffo intervistato oggi, alla fine dell’udienza di convalida, ha affermato che il suo assistito dinanzi ai giudici ha dichiarato che il “colpo finale” al giovane Luca non è stato assestato da lui, ma dal suo “ex amico” Marco. La sua strategia è chiara, cercare di evitare l’accusa di omicidio, e addossare la responsabilità all’altro arrestato. Sul fronte delle indagini importanti adesso le analisi effettuate dagli investigatori, queste sottolineeranno se l’ipotesi prospettata da Foffo ha una “valenza giuridica”. Intanto dopo l’udienza di convalida il GIP, si è riservato di decidere nelle prossime ore, se il fermo dei due debba essere convalidato.    

Emergono nuove prove, sul fatto che le autorità egiziane abbiano provato a “confondere le acque” attorno all’omicidio del nostro connazionale. Importante in tal senso la testimonianza di uno degli amici più cari di Regeni in Egitto, l’uomo un trentenne italiano di cui non sono state rese note le generalità, ha reso la sua testimonianza una volta rientrato in Italia. Il giovane ha dichiarato come ancora prima che il cadavere di Regeni fosse “ufficialmente ritrovato”, lui era già stato interrogato in diverse occasioni dalle autorità egiziane. L’amico di Regeni, in quelle circostanze era stato sottoposto ad un fuoco di fila di domande, soprattutto relativamente alle “inclinazioni sessuali” di Giulio e ad eventuali assunzioni di sostanze stupefacenti, da parte del dottorando friulano. La vicenda se fosse confermata getterebbe una luce totalmente nuova, soprattutto sul “timing” di ritrovamento del cadavere, o quanto meno sulla sua “comunicazione ufficiale” alle autorità italiane.    

Il magnate americano Donald Trump ha di fatto la “nomination in tasca”, dopo la vittoria nelle primarie tenutesi ieri in tre stati (su tre). Trump ha sbaragliato gli avversari in Michigan, Mississippi e alle Hawaii, e nonostante le avversione dei vertici del partito, sembra ormai dirigersi a grandi passi verso quella sfida a due, che lo potrebbe portare direttamente nello studio ovale. Nel campo democratico la Clinton pur conquistando il Mississippi, si è dovuta arrendere al suo avversario in Michigan, cosa questa che non inficia la forza della sua candidatura, ma che fa sicuramente suonare un “campanello d’allarme” tra i suoi sostenitori. Attesa adesso per le primarie nella Florida, da sempre decisiva per l’individuazione dei candidati in ambedue gli schieramenti, nel grosso stato del sud, le elezioni sono fissate per il 15 Marzo, e probabilmente in quel giorno si saprà chi saranno gli “sfidanti ufficiali”, per la carica di Presidente del paese più potente del mondo.

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