MISTER FELICITÀ/ Il “guizzo” i “macigni” del film di Alessandro Siani

- La Redazione

Il nuovo film di Alessandro Siani è stato in testa al box office all’inizio dell’anno. Ma battute ed eventi scontati pesano come macigni sulla pellicola, spiega BRUNO ZAMPETTI

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Una scena del film

“La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo ogni caduta”. La massima di Confucio che apre Mister Felicità è forse il sunto migliore dell’ultimo film di Alessandro Siani. Il comico napoletano ha vissuto in questi giorni un “momento d’oro” con uno spettacolo al San Carlo di Napoli che ha avuto come protagonista Diego Armando Maradona: un evento di portata storica per tifosi partenopei e gli amanti del calcio in generale. Siani, come il “pibe de oro”, ha certamente un buon intuito, ma gli manca quella “tecnica” che ha consentito, per esempio, al numero 10 dell’Argentina di realizzare uno dei gol più belli della storia contro l’Inghilterra nei mondiali del 1986 (palla al piede da centrocampo è arrivato fino in rete scartando avversari e portiere). O almeno questo è quel che si deduce dalla sua ultima fatica da attore-regista.

La commedia parte lenta: Martino (Siani) è un napoletano emigrato in Svizzera che viene mantenuto dalla sorella. Quando lei si fa male e avrebbe bisogno di un’operazione costosa per non restare “menomata”, il nostro si ritrova a guadagnare soldi spacciandosi per il dottor Gioia (Diego Abatantuono), mental coach capace di motivare chiunque e di fargli tornare ottimismo e allegria.

Proprio quello di cui lo stesso Martino avrebbe bisogno. E che ritrova grazie ad Arianna Crof (Elena Cucci), pattinatrice sul ghiaccio di fama mondiale sprofondata in depressione dopo una comica caduta in mondovisione. Quando il ragazzo ritrova il sorriso e l’amore, pure il film acquista un po’ di ritmo, anche se le battute e gli avvenimenti scontati pesano come macigni sulla pellicola. Per non parlare delle scene in cui i protagonisti si trovano ad avere a che fare con un locale clan camorristico (in Svizzera?) che pare uscito fuori dalla peggior parodia di “Gomorra”.

Possiamo quindi provare a trattenere il buono di questo film, che ci ricorda come ognuno possa, senza bisogno di “regole”, mantra o coach particolari, trovare la forza di rialzarsi nei momenti più difficili. Di come non si debba buttare via ciò che ci fa star bene solamente perché non ci è capitato come lo immaginavamo noi. Tutti, quindi, anche se non siamo ricchi, se non siamo famosi o di successo, possiamo essere Mister Felicità. La pellicola resta però buona per una serata davanti al televisore, più che al cinema. Eppure è stata in testa al box office all’inizio di quest’anno. Come detto, l’intuito, il “guizzo” a Siani non manca davvero.

(Bruno Zampetti)



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