Barbara d’Urso contro Selvaggia Lucarelli/ Blogger condannata per diffamazione: dal GF Vip parole di stima

- Silvana Palazzo

Barbara d’Urso contro Selvaggia Lucarelli: blogger condannata per diffamazione. “Ricorrerò in appello”, ha fatto sapere sui social. La conduttrice intende devolvere il risarcimento

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Selvaggia Lucarelli vs Barbara d'Urso

Selvaggia Lucarelli ha colpito ancora ma questa volta, non le è andata bene. Dopo aver diffamato Barbara d’Urso, la conduttrice ha vinto la causa. Il fattaccio risale al 2014 ma prima (e anche dopo) di allora, la blogger ha continuato a puntare il dito contro Barbara. Basta fare un giro sugli account social ufficiali, per trovare spesso e volentieri, una sua perla riguardante qualche affermazione e/o comportamento di Lady Cologno giudicato da lei scorretto. Nel frattempo, se la blogger continua a puntualizzare l’operato della conduttrice TV, qualcun altro la elogia ampiamente. Stiamo parlando di Raffaello Tonon che, dentro la Casa del Grande Fratello Vip, ha svelato come si lavora nel dietro le quinte del programma ideato dalla Barbarella Nazionale: “Ci sono tante discussioni dopo i salotti della d’Urso. Tra gli ospiti dopo la diretta spesso succedono casini, ‘tu hai detto, che lui ha detto, che io avrei detto’. Io per evitare queste cavolate mi alzo appena ho finito il talk e me ne vado, prendo il mio cachet e ciao. Mi tolgo da solo il microfono e vado via, punto. Non sono snob, ma ho finito di lavorare. Nemmeno saluto Barbara, vado. Lavorare con lei è meraviglioso, appena chiude va subito dietro. Ti dice tutto prima, con lei dietro le quinte è già tutto inteso, tutto fatto, poi è disponibile e cura tutti i dettagli. Dopo poi fa anche selfie con gli ospiti che vogliono, io non ho un selfie, perché ho già fatto il mio, mi alzo e vado. Per questo evito le liti con gli altri”. (Aggiornamento di Valentina Gambino)

LA LUCARELLI NON MOLLA: “RICORRERO’ IN APPELLO”

Barbara d’Urso 1, Selvaggia Lucarelli 0. La battaglia legale tra la conduttrice e la blogger è stata vinta dalla prima: lo ha deciso il Tribunale di Milano. La giornalista del Fatto Quotidiano, nota anche per le ospitate televisive, è stata giudicata “colpevole del reato di diffamazione aggravata”. La vicenda risale al 2014, quando Selvaggia Lucarelli usò Twitter e Instagram, social network dove ha un grosso seguito, per prendersela con Barbara d’Urso. In quell’occasione scrisse che l’applauso che il pubblico delle Invasioni le aveva tributato “ricordava più o meno quello alla bara di Priebke”. La conduttrice decise quindi di sporgere querela contro la blogger per diffamazione: il suo legale, l’avvocato Salvatore Pino, spiegò che quello era solo “l’ultimo di una serie di commenti al vetriolo e sovente di pessimo gusto”. Da qui la decisione di Barbara d’Urso di portare Selvaggia Lucarelli in tribunale. Durante il processo la conduttrice aveva chiarito che il commento travalicava i limiti della libera manifestazione del pensiero, risultato quindi gratuitamente offensivo. Selvaggia Lucarelli però non aveva mai accettato di scusarsi.

BARBARA D’URSO DIFFAMATA, SELVAGGIA LUCARELLI CONDANNATA

Selvaggia Lucarelli dovrà pagare una multa di 700 euro per la “diffamazione aggravata” nei confronti di Barbara d’Urso. A questa somma dovrà aggiungere quella relativa al risarcimento del danno e rifusione delle spese legali sostenute dalla persona offesa. Lo ha stabilito la sezione X penale, in composizione monocratica, del Tribunale di Milano. Le motivazioni saranno pubblicate tra 30 giorni. La nota conduttrice ha già fatto sapere che “devolverà il risarcimento ad una delle battaglie sociali che le stanno più a cuore, quella contro la violenza sulle donne”. Il Giudice dott. La Rocca “ha dunque colto la falsità del fatto posto alla base dell’affermazione offensiva” in questione e “la conseguente gratuità e strumentalità dell’attacco della Lucarelli”. Quest’ultima ha commentato la sentenza del primo grado di giudizio sui social: “Leggo di condanne, risarcimenti, mancate scuse (?!), beneficenza. Per la cronaca, è il primo grado e non ho dovuto liquidare la somma, ricorrerò in appello. Ci aggiorneremo eh”.



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