PIETRO GRASSO/ Il presidende del Senato ospite da Fazio: “Ma fu solo mafia?” (Che tempo che fa)

- Dario Ghezzi

Pietro Grasso è tra gli ospiti della prossima puntata del programma di Fabio Fazio Che Tempo Che fa e avrà modo di parlare sicuramente del suo libro. 

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Che fuori tempo che fa, conduce Fabio Fazio

Giunge subito nello studio di “Che tempo che fa” il presidente del Senato Pietro Grasso. Questa sera il presidente si trova su Rai 3 in una veste diverse rispetto alla solita da lui rivestita: questa sera egli parla del suo libro sulla mafia, in ricordo del periodo di Falcone e Borsellino. Egli era presente nel maxi processo contro la mafia, avvenuto a Palermo, in quanto giudice a latere. Pietro Grasso racconta del grande senso del dovere e del servizio di uomini come Falcone e Borsellino, che hanno dato la loro vita per il loro lavoro e per il loro paese. Fabio Fazio sottolinea le parole del presidente, affermando che spesso espressioni come “pubblico servizio” e “senso del dovere” possono sembrare superficiali e poco significative, ma che in realtà lo sono molto. Vengono mandate in onda alcune immagini girate nel palazzo di giustizia, dove Grasso si trova al fianco di Falcone nel palazzo di giustizia di Palermo. Grasso guarda queste immagini con commozione e amarezza. Nel suo libro il presidente del Senato dice di essere ossessionato dalla frase di Falcone “Ma fu solo mafia?” Grasso infatti conferma che molto probabilmente c’era molto sotto tutto quello che accadde in quel periodo in Italia. Fabio Fazio chiede a Grasso di parlare della mafia di oggi. Pare che la mafia sia infatti cambiata e non sia più la stessa di 20 anni fa: quei mafiosi sono morti o sono in carcere.

Pietro Grasso presenterà questa sera a Che Tempo che fa il suo libro “Storie di Sangue, Amici e Fantasmi”. Il volume, edito da La Feltrinelli, è stato protagonista nei giorni scorsi al Salone Internazionale di Torino, come documentato dal presidente del Senato sulla sua pagina Facebook: “ Leggere è una ricchezza privata ma nel contempo un bene comune, un ossigeno per la coscienza. Al Salone Internazionale del Libro di Torino, che oggi apre la sua 30esima edizione – ormai un punto di riferimento per l’Italia e l’Europa – si respira una bella aria piena di cultura e speranza. Con molta emozione, nel pomeriggio, ho presentato insieme a Pif e Francesco La Licata, il mio ultimo libro, Storie di Sangue, Amici e Fantasmi, edito da La Feltrinelli. Episodi, aneddoti a volte dolorosi a volte divertenti che questo libro mi ha dato l’occasione di ricordare e condividere. Da anni una parte del mio impegno per la legalità è nel raccontare le storie che ho vissuto e quelle di uomini e donne che hanno combattuto la criminalità organizzata. Quella di oggi è “una prima volta” che difficilmente dimenticherò. Grazie Torino e grazie a tutti quelli che si impegnano ogni giorno per rendere migliore questa nostra Italia”. Clicca qui per vedere Pietro Grasso al Salone Internazionale del libro di Torino

C’era anche Pietro Grasso, che stasera sarà ospite da Fabio Fazio a Che tempo che fa, alla marcia “Siamo 100mila”, organizzata a Milano a favore dell’accoglienza dei migranti. Il presidente del Senato ha postato nelle scorse ore una foto che lo ritrae insieme ai bambini presenti alla manifestazione: “Milano. Una manifestazione di gioia che lancia un bel messaggio a tutta l’Italia. Siamo animati dalla speranza di costruire una nuova società, più giusta e coesa, nella quale chiunque – cittadini, residenti, ospiti, migranti – contribuisca al bene comune con il proprio lavoro, la propria creatività e il proprio cuore, abbia eguali opportunità e diritti. Naturalmente, io so bene quanti problemi concreti sollevino i flussi di migranti, non bisogna sottovalutarli né nasconderli. È un errore dividere integrazione e sicurezza: chi è escluso dalla vita comune, chi non esercita i diritti di cittadinanza, chi è rinchiuso nelle periferie esistenziali delle nostre città è più debole, e quindi più vulnerabile al radicalismo ideologico e all’illegalità”. Clicca qui per leggere tutto il post.

È uno degli ospiti del programma di Fabio Fazio Che Tempo Che Fa. Il presidente del Senato è stato chiamato nella trasmissione della domenica sera per parlare, tra le altre cose, dei suoi due amici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un interesse ancora vivo quello per i due magistrati, dimostrato dalla grande fila di persone che hanno accolto Pietro Grasso al Salone del Libro di Torino, come riporta Il Sole 24 Ore. Grasso, infatti, ha pubblicato Storie di sangue, amici e fantasmi (Feltrinelli), una testimonianza della dura attività da magistrato. L’opera vuole essere una testimonianza di ideali e valori, per raccontare come ha combattuto che era intenzionato ad affermarli. “E’ necessaria una rivolta morale in questo Paese”. Secondo Pietro Grasso, anche se non ci fosse stato il maxi processo di mafia, Falcone e Borsellino non si sarebbero comunque fermati, intenzionati a realizzare gli obiettivi che si erani prefissati. Secondo Pietro Grasso, oggi c’è meno omertà e nessuno può dire “io non sapevo”.

Pietro Grasso è stato intervistato anche da Repubblica.it e ha raccontato degli aneddoti legati ai ricordi di Falcone e Borsellino. Ha anche menzionato quel giorno in cui, alcuni magistrati decisero di fare presidenti di seggio elettorali a Pantelleria per questa occasione ufficiale. Nel momento in cui erano in aereoporto, c’è stata una perquisizione perché inavvertitamente il figlio di Pietro Grasso mise una pistola giocattolo nella borsa di Falcone. “Borsellino lo incontrai per strada che stava per entrare in un supermercato e mi disse che gli piaceva girare tra i banchi del negozio”. Quindi, il racconto di due persone normali, nonostante il momento di tensione del maxi processo. “Erano due uomini eccezionali e diversi”.

Ha recentemente rilasciato un’intervista anche a Il Messaggero.it in cui ha parlato della sua vita e di come spesso si sia sentito l’alito della morte addosso. Pensa di essere un uomo fortunato e se l’è cavata per un pelo. “Ho fatto tutto il possibile per inseguire la verità, ma non sempre sono riuscito a raggiungere l’obiettivo. Provenzano avrebbe potuto chiarire molti aspetti oscuri” ha confessato riferendosi al maxi processo per mafia. Secondo Pietro Grasso, l’altro grande nome di Cosanostra e cioè Matteo Messina Denaro sarebbe ancora vivo e ha preferito curare solo i propri affari, non diventando capo. Secondo Grasso, oggi la mafia è in nessun posto e d’ovunque. “Dobbiamo rispondere con la globalizzazione della legalità e con le leggi che favoriscana la cooperazione giudiziaria”. Oltre a queste parole molte dure, nel corso dell’intervista Pietro Grasso ha anche parlato delle sue aspirazioni da bambino, che lo volevano sognare di diventare un calciatore. “L’Italia non ha perso un Totti”.

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