VERSO IL MEETING/ I “maestri” al cinema tra i film Pixar e la commedia italiana

- Antonio Autieri

Martedì 22 agosto al Meeting di Rimini si parlerà di cinema, italiano e internazionale, e sarà anche proiettato il film Lasciati andare di Francesco Amato. ANTONIO AUTIERI

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Una scena del film "Lasciati andare"

Anche il cinema si confronta, quest’anno, con il titolo del Meeting per l’amicizia fra i popoli, in programma a Rimini dal 20 al 26 agosto. Nella giornata di martedì 22, alle 15:00, si svolgerà infatti un incontro, “Padri e maestri: dal cinema italiano alla Pixar”, che ha lo scopo di far dialogare con la frase tratta dal Faust di Goethe (“Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”) due personalità e due aspetti del cinema contemporaneo. A rispondere alle suggestioni di questo tema, che coinvolge le figure dei padri e dei maestri, e la tradizione nel senso più ampio e più vivo, saranno uno studioso e un artista. 

Armando Fumagalli, docente di Semiotica e Storia e Linguaggi del Cinema Internazionale e Direttore del Master in International Screenwriting and Production all’Università Cattolica del Sacro Cuore (nonché consulente di sviluppo della casa di produzione Lux Vide), parlerà della Pixar, factory che ha segnato e stravolto la storia dell’animazione dagli anni ’90 in poi e che, pur acquistata dal colosso Walt Disney, non ha perso i tratti dell’originalità e la valenza “educativa” dei suoi film (con grande spazio dedicato alla famiglia e ai rapporti tra i suoi componenti). Parlare di Pixar significa parlare di John Lasseter, il suo vulcanico fondatore e leader, che è partito dalla tradizione di Walt Disney e, facendola sua, l’ha “superata” creando qualcosa di nuovo e spostando in avanti le frontiere dell’animazione, non solo dal punto di vista tecnico (Toy Story, nel 1995, fu il primo film di animazione completamente realizzato al computer), ma anche narrativo; con storie capaci di parlare a tutti (non solo ai bambini!) e di toccare temi anche dolorosi e drammatici. In questo, guardando a un altro maestro (stavolta contemporaneo): il giapponese Hayao Miyazaki, di cui Lasseter è ammiratore e amico.

Per quanto riguarda il cinema italiano, al Meeting interverrà Francesco Amato: giovane regista piemontese, che – già apprezzato dalla critica con i suoi primi film – ha visto quest’anno la sua consacrazione con il terzo lungometraggio, la commedia Lasciati andare. E alla grande commedia italiana guarda Amato come un riferimento sicuro, con i suoi “padri” imprescindibili come Dino Risi, Mario Monicelli, Pietro Germi, in un percorso formativo che ha avuto anche maestri diretti, essendo uno dei talenti usciti da quella grande fucina che è il Centro Sperimentale di Roma alias Scuola Nazionale di Cinema. Ma il regista – e nel suo ultimo film questo salta all’occhio – guarda anche a “maestri” internazionali, quelli della commedia americana classica (Lubitsch, i fratelli Marx) e contemporanea (Woody Allen).

E siccome di cinema è bello parlare, ma è ancora più bello vederlo, non solo all’incontro – che avrò l’onore di coordinare e moderare – saranno proiettati alcuni spezzoni di film che illustrano al meglio alcuni concetti di cui si parlerà. Ma in serata, sempre martedì 22, ci sarà il miglior corollario di tali riflessioni: la proiezione proprio di Lasciati andare (che Amato ha scritto con Davide Lantieri e – guarda caso – con Francesco Bruni, suo “maestro” al Centro Sperimentale…), tra i migliori film italiani visti di recente. Lasciati andare dimostra che la commedia non è un genere “inferiore”, come talvolta pensano critici e direttori di festival: e che si può ridere e sorridere, scoprendo nei personaggi tratti di umanità vera. 

Il protagonista, Elia Venezia, è uno psicanalista ebreo annoiato dai propri pazienti e dalla vita; pieno di fisime e contraddizioni, come l’essere separato dalla moglie ma ancora molto dipendente da lei, da tutti i punti di vista. La gelosia nei suoi confronti e l’incontro con una giovane, esuberante ragazza spagnola, una personal trainer che dovrebbe rimetterlo in forma, sarà l’inizio di uno stravolgimento totale della propria comoda, controllata esistenza. A incarnare lo psicanalista è un Toni Servillo per la prima volta impegnato in una commedia: davvero perfetto il grande attore (e anche regista, a teatro) nel rendere un personaggio insopportabile, che più cerca di scansare i problemi più se li tirerà dietro, per colpa del giovane tornado spagnolo (la rivelazione Veronica Echegui) che entra nella sua vita. Con effetti sorprendenti. 

Nel film, c’è spazio per altri grandi interpreti, tra cui Carla Signoris, Luca Marinelli e un inedito Giacomo Poretti per una volta senza i compagni Aldo e Giovanni.

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