SFOOTING/ Appello per Fabio, il primo robot al mondo licenziato (e perché? Roboh!)

- Comic Astri

In Scozia era stato assunto in un supermercato per assistere i clienti. Ma quali diritti sindacali, si chiedono i COMICASTRI, hanno questi lavoratori metal-meccanici e metal-digitali?

ROBOT_PIXABAY
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“L’istruzione fa delle macchine che agiscono come uomini e produce uomini che agiscono come macchine” (Erich Fromm). Chissà se il grande psicanalista e sociologo tedesco contemporaneo (nato, per la precisione, a Francoforte nel 1900 e morto nei pressi di Locarno, in Svizzera, nel 1980, così anche lo Zingarelli, il “nostro” vocabolario che sa tante cose perché le ha rubacchiate un po’ qua, un po’ là, in giro per il mondo, non potrà dire che nelle nostre scorribande settimanali non si produce cultura) avrà mai immaginato un mondo nel quale le macchine potevano essere licenziate.

Proprio lo “Zinga” ci ha però rivelato che una volta pose la questione direttamente al Fromm, dopo aver letto i primi appunti di un libro mai approdato alle stampe, “Avere (un robot) o essere (un robot)?”. E quale fu la sua risposta? Uno stringatissimo ed enigmatico: “Roboh!”. Eppure il fatto è accaduto veramente, giorni orsono in Scozia: un supermercato di Edimburgo aveva assunto un robot, dal familiare nome di Fabio, impiegandolo nel servizio accoglienza clienti.

“Dove posso trovare la pasta?”, gli domandavano i clienti alquanto incuriositi. “Negli scaffali della pasta”. “E il riso?” “Negli scaffali del riso”. Le risposte di Fabio 2.0 alle orecchie dei poveri avventori giungevano laconiche e metalliche, quantomeno nel timbro. “Ma se lo rendessimo più affabile, con quel pizzico di sense of humour che non guasta mai?” chiesero i datori di lavoro di Fabio alla società licenziataria del prodotto. Detto fatto, con qualche aggiustatina, Fabio 3.0 tornò a incuriosire con la sua presenza il centralissimo supermercato di Edimburgo.

“Dove posso trovare la pasta?”. “Pasta che lei me lo ordini ed io la accompagno. Ah, ah, ah… Le è piaciuta la mia battuta?”.  “Insomma, so and so… E il riso?”.  “Il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi. Ah, ah, ah… Le è piaciuta la mia battuta?”. Notte fonda. Giorno dopo giorno, Fabio 3.0 si ritrovò a far battute alle aragoste del reparto pescheria.

“Non diamoci per vinti! – ripresero coraggio i responsabili del punto vendita (essendo loro scozzesi e Fabio ancora in garanzia, non avevano voglia di spendere altri soldi per ordinare un altro automa) -. Il cliente vuole precisione e cortesia, non ha tempo da perdere…”. La risposta della società licenziataria non tardò a palesarsi: poche settimane dopo, Fabio 4.0 tornò a far bella mostra di sé.

“Dove posso trovare la pasta?”. “Queste sono le coordinate geografiche da lei richieste: Latitudine N 41° 53’ 24”, Longitudine E 012° 29’ 32”!”. “E il riso?”. “Queste sono le nuove coordinate da lei richieste: Latitudine N 41° 53’ 30”, Longitudine E 12° 30’ 40”!”. Di lì a qualche giorno, il calo delle vendite era già diventato un dato avvertibile. Così, nonostante il pianto di qualche collega “umano”, Fabio 4.0 fu relegato per un breve periodo alla distribuzione carrelli e, dopo qualche settimana, definitivamente spento.

A conforto del povero robot, ormai ridotto a ferrovecchio dimenticato dai suoi produttori, dai suoi datori di lavoro del supermercato e dai suoi client (come Fabio chiamava affettuosamente “i clienti”), va registrata la dura presa di posizione della FederAutomi (l’associazione europea di robot, automi, macchine e lavoratori digitali), nella persona del suo presidente, lo svizzero Walter Wilfredo Wilbur (per gli amici, semplicemente WWW, perché nessuno sa se abbia un nome e due cognomi o due nomi e un cognome o più semplicemente quali siano il nome e il cognome): “Stigmatizziamo il comportamento anti-sindacale della proprietà, invochiamo maggiori diritti e tutele sindacli sul posto di lavoro e proclamiamo uno sciopero a oltranza. Chiediamo una massiccia partecipazione, affinché, assordanti, risuonino nelle piazze le nostre URL di protesta: giù le mani dai lavoratori automi, operai metal-meccanici e metal-digitali!”.

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