GHEMON/ Video, il fantasma della depressione: “Una malattia che non si può dimostrare” (X Factor 2018)

- Emanuele Ambrosio

Ghemon è uno degli ospiti della puntata degli Home Visit di X Factor 2018. Il rapper sarà con Manuel Agnelli in Belgio per aiutarlo nella scelta dei concorrenti Under Donne

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Ghemon (Facebook)

Ghemon è uno degli ospiti speciali della puntata degli Home Visit di X Factor 2018. Il rapper campano approda nella fase più importante e decisiva del talent show di Sky Uno, che vedrà i quattro giudici Fedez, Asia Argento, Mara Maionchi e Manuel Agnelli chiamati a selezionare i 12 talenti da far accedere alla fase dei Live. A Ghemon tocca consigliare al giudice Manuel Agnelli della categoria Under Donne chi, tra le cinque concorrenti ammesse agli Home Visit, merita di passare di diritto alla fase dei Live. Una scelta ardua, visto che nell’ultima fase delle selezioni sono arrivate cinque voci davvero pazzesche. La scelta di Manuel Agnelli diventa così determinante e per questo motivo la voce degli Afterhours può contare sull’appoggio di Ghemon. Il rapper, che recentemente ha pubblicato il nuovo singolo “Criminale Emozionale“, arriva ad X Factor dopo un anno davvero importante e ricco di soddisfazioni. Nell’ultimo album dal titolo “Mezzanotte” ha raccontato il dramma della depressione, un fantasma che non si vede, ma c’è.

LA DEPRESSIONE

Chi è depresso soffre il doppio, perché è una malattia che non si può “dimostrare”: solo chi ce l’ha dentro ci deve fare i conti” ha raccontato il rapper a Vanity Fair. La depressione si è palesata all’età di 30 anni, ma grazie al padre della sua ex ragazza sta molto meglio: “Continuo con le medicine, con la terapia e con il lavoro su me stesso. È un lavoro lungo, ma sento di essere più solido. Quando arriva la giornata storta e vorrei solo mettermi a letto, riesco a dire “alzati che è meglio”. A dargli forza anche la musica e la scrittura di una autobiografia dal titolo “Io sono. Diario anticonformista di tutte le volte che ho cambiato pelle” pubblicato lo scorso 8 marzo per Harper Collins. Un libro autentico in cui il rapper di Avellino ha raccontato e riversato tutto il suo dolore, ma anche altro. Dalla musica agli amori, dai traslochi ai personaggi famosi incontrati durante la sua vita. Un libro verità che è stato come “una trapanata dentro di sé”. Un libro che Ghemon ha scritto per condividere la sua storia e la sua battaglia contro la depressione. “Dico tutta la verità, non v’è nulla di romanzato” ha raccontato a Vanity Fair fatta eccezione per dei cambi nome che ha fatto per non rivelare la vera identità di un amore finito, ma che l’ha segnato nel profondo.

TRANSGENDER MUSICALE

Musicalmente parlando si definisce un “transgender musicale” in grado di mixare l’hip hop al pop, il funk al jazz senza dimenticare la canzone d’autore. Nelle sue cuffiette, infatti, suona non solo la musica rap americana, ma anche i grandi classici di Claudio Baglioni e Stevie Wonder. Sul suo nome d’arte racconta che è nato all’età di 17 anni: “tornavo a casa, accendevo la televisione e ci trovavo il cartone animato di Lupin: il samurai alto e muto della banda, Goemon, era quello che mi affascinava di più. Anche se io sono l’opposto, parlo parecchio”. Per Ghemon la cosa più importante è la sincerità. “Ho dato tutto me stesso alla verità, l’ho scritta nei miei dischi e sono andato nudo su ogni palcoscenico a parlare delle mie debolezze e della mia forza” scrive nell ultime pagine del libro. Parole che confermano l’autenticità di uno dei rapper più talentuosi del panorama musicale italiano.



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