DONATELLA RETTORE/ Video, Imita Patty Pravo e “augura un buon 1819” (L’Anno che verrà)

Donatella Rettore torna in tv ospite de “L’anno che verrà”, lo spettacolo di Capodanno di Rai1 condotto in prima serata da Amadeus

31.12.2018, agg. alle 22:52 - Emanuele Ambrosio
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Donatella Rettore (Instagram)

Donatella Rettore è una delle protagoniste de “L’anno che verrà”, lo show di Capodanno di Rai1 condotto da Amadeus. La cantante venete travolge Piazza Vittorio Veneto a Matera con la sua energia e la sua carica. Sul palcoscenico propone alcune delle sue hit: da “Splendido splendente” a “Cobra” fino a “Dammi una lametta”. Fasciata in un completo nero, la Rettore si presenta sul palco accompagnata da un gruppo di ballerini confermandosi una delle dive della musica italiana. Unica nel suo genere, le canzoni di Donatella ancora oggi appaiono attuali. “Ma quanti anni è che ci conosciamo io e te?” chiede Amadeus e la cantante replica “tanti tanti”. Poi ha fatto il verso a Patty Pravo che lo scorso anno è stata protagonista di una divertentissima gaffe augurando un buon 1918. “Volevo fare come una collega che ha fatto l’anno scorso, volevo fare gli auguri di buon 1819” dice la Rettore imitando la voce della collega. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Donatella Rettore a L’Anno che verrà

Donatella Rettore è pronta a festeggiare il Capodanno 2019 partecipando all’evento televisivo “L’Anno che verrà” in onda lunedì 31 dicembre 2018 in prima serata su Rai1. In diretta da Matera, Amadeus sarà al timone della lunga notte di Capodanno di Rai1 che vedrà esibirsi sul palcoscenico grandi protagonisti della musica italiana e non solo. Tra questi ci sarà anche Rettore, che in questi giorni ha rilasciato un’intervista a Rolling Stones togliendosi diversi sassolini dalla scarpa. La cantante, che si definisce “brontolona, pignola e pragmatica” ha le idee chiare sui social: “frequento poco i social, ma sono diventati piuttosto aggressivi. E visto che io sono per il peace & love, vorrei che i leoni da tastiera rimanessero tali. E non li paragonerei ai leoni, che sono animali fantastici: sono zecche da tastiera”. Non solo, la Rettore è convinta di essere sottovalutata in Italia, cosa che invece non succede in Francia, Germania, Giappone ed Olanda dove le sue canzoni sono delle vere e proprie hit.

Sulla fattoria. “Eravamo nella cacca…”

Donatella Rettore ha anche parlato del Grande Fratello Vip, il reality di successo di Canale 5. Più volte il nome dell’interprete di “Cobra” è stato annunciato tra i concorrenti, ma in realtà la cantante ha precisato: “dal primo Grande Fratello Vip – che è stato l’unico che mi hanno proposto – il mio nome rimane fisso, ma io soffro di claustrofobia. Diventerei matta lì dentro”. La Rettore, invece, rivela che in passato è stata contattata per partecipare a “Ballando con le Stelle”, ma di aver rifiutato l’offerta. Parlando di reality, la cantante ha ricordato la sua esperienza a “La Fattoria”: “Eravamo un po’ tutti nella cacca, nello sterco delle mucche, però era un reality reale. Non avevamo il sapone e l’acqua corrente. Era ambientato nell’800, noi dicevamo «Ragazzi, a quell’epoca morivano a 30 anni, qui li abbiamo tutti superati. Dateci una brocca d’acqua”, mentre su “Ora o mai più” di Amadeus non ha apprezzato il fatto che dei suoi colleghi dovessero giudicare altri cantanti.

“La trasmissione non era giusta, l’ho trovata stridula”

Rettore boccia “Ora o mai più“: “Mi piace molto Amadeus come conduttore, lo trovo garbato e simpatico. La trasmissione non era giusta, l’ho trovata stridula. Il fatto che dei cantanti giudicassero altri cantanti meno importanti di loro non era bello eh. Poi chi dice che io sono più bravo di te? E mi pare che fossero più bravi i cantanti che venivano giudicati, di quelli che giudicavano”. A chi si riferisce la cantante? Non è un segreto che in passato tra la Rettore e la Bertè ci siano stati dei problemi, infatti durante l’intervista a Rolling Stones conferma: “Se c’è stata una rivalità è stata con Loredana Bertè. Che c’entro io con Marcella Bella? Niente”. Sul Festival di Sanremo, invece, dice: “è una trasmissione eccessivamente lunga, dovrebbero tornare alle tre serate classiche. È esagerato, un’indigestione”.



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