LE MERAVIGLIE DEL MARE/ Il film per far amare (e rispettare) un mondo in pericolo

- Ilenia Provenzi

Il documentario di Jean-Michel Cousteau vuol farci innamorare di un luogo di cui sappiamo probabilmente troppo poco e che è in pericolo. ILENIA PROVENZI

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Una scena del film

Tutti abbiamo sentito parlare della barriera corallina. Qualcuno di noi magari si è immerso per vedere le creature meravigliose che popolano i fondali marini. Ma quanto sappiamo davvero del mondo sommerso? Nel corso di un viaggio lungo tre anni, Jean-Michel Cousteau e i suoi due figli, Céline e Fabien, hanno attraversato gli oceani per esplorare un universo tanto sorprendente quanto fragile e delicato. Il documentario Le meraviglie del mare è il risultato di questo progetto, che vuole non solo mostrare i “giardini” che crescono sotto gli oceani, ma anche e soprattutto sensibilizzare il pubblico sul delicato tema dell’ecologia. 

Il viaggio comincia alle isole Fiji, per proseguire in California e terminare alle Bahamas. Con la voce, tra gli altri, di Arnold Schwarzenegger, il film racconta la passione della famiglia Cousteau per la flora e la fauna marine, dal plancton agli squali, i grandi predatori che vengono avvicinati con rispetto e amore, non con paura. Ogni creatura che abita i fondali, grande o piccolissima, diventa protagonista. La telecamera insegue gli inconsapevoli, imprevedibili attori che popolano un ambiente in cui l’uomo è solo spettatore, attento e curioso. 

Dal punto di vista tecnico, le riprese sono straordinarie. I colori e i movimenti dei coralli, dei pesci, delle alghe, dei crostacei, sono sottolineati da una musica mai invasiva e dal gioco di buio e luce che rende il quadro ancora più suggestivo. Si alternano emozioni diverse nel documentario, dal rispetto allo stupore, dalla curiosità alla preoccupazione. Il mondo sommerso, infatti, è un mondo in pericolo. Senza retorica, il film evidenzia gli enormi rischi che corrono gli oceani, in cui si riversano rifiuti di plastica che distruggono l’ecosistema marino. Anche il riscaldamento globale contribuisce ad alterare un equilibrio fragilissimo, da cui dipende la salute dell’intero pianeta. 

Il regista sfrutta il grande schermo per lanciare un messaggio ambientalista, mostrando con chiarezza il legame che esiste tra tutte le creature viventi, uomo compreso. Ma non solo. Per difendere qualcosa, bisogna conoscerlo e amarlo. Lo scopo del documentario è proprio questo, farci innamorare di un luogo di cui sappiamo probabilmente troppo poco. Polpi intelligenti, coralli danzanti, pesci letali e minuscole creature fluorescenti si lasciano “spiare” dalle telecamere che cercano di carpirne i segreti. 

Ogni abitante del mare ha un pregio e un difetto, una caratteristica che lo rende più forte di qualcun altro e un punto debole che lo rende vittima di chi sa sfruttarlo. È il cerchio della vita, una catena necessaria, il modo in cui la natura si mantiene in equilibrio perfetto e garantisce che la vita continui. L’immagine della barriera corallina morta, grigia e deserta, è uno schiaffo che dovrebbe svegliare le coscienze. Perché non basta ammirare e meravigliarsi. Bisogna prendere coscienza delle devastanti conseguenze del comportamento umano, spesso indifferente a ciò che è lontano e poco conosciuto, e impegnarsi a difendere un ecosistema dal quale noi tutti dipendiamo.

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