NEFERTARI/ Video, nella tomba della regina egizia (Freedom)

- Maria Laura Leo

La tomba di Nefertari, regina d’Egitto, apre le sue porte alle telecamere di Freedom – Oltre il confine, in onda giovedì 14 febbraio su Rete 4 con l’ultima puntata della stagione.

Il sepolcro della Regina Nefertari
Il sepolcro della Regina Nefertari, aperto alle telecamere di «Freedom»

La regina egizia Nefertari sarà protagonista dell’ultima puntata di Freedom – Oltre il confine, che spegnerà le sue telecamere fino a mercoledì 1 maggio. Roberto Giacobbo saluterà questa sera, giovedì 14 febbraio 2019, i telespettatori che lo hanno seguito durante questa stagione con un tema particolarmente emozionante e accattivante. Il conduttore ha ricevuto, dalle autorità egiziane, il permesso di portare il pubblico di Rete 4 all’interno del sepolcro di Nefertari, regina vissuta nel 1200 a.C.. Le stanze del sepolcro erano chiuse al pubblico dal 2003. La sala in cui riposa la regina sfoggia pareti ricoperte di dipinti dai colori straordinari, la cui precisione dà l’impressione di trovarsi di fronte a un’opera di moderna fattura. Freedom mostrerà al mondo un monumento dalla bellezza inestimabile, adatto a una sovrana capace di leggere e scrivere usando i geroglifici e dotata di grande cultura. Le sue qualità furono messe al servizio della diplomazia e della politica dell’epoca e le permisero di intrattenere una fitta rete di corrispondenze con gli altri re del suo tempo.

Nefertari nel cinema e nella letteratura

Non è la prima volta che i telespettatori sentono pronunciare il nome di Nefertari in tv. Già Alberto Angela, nel 2015, aveva compiuto un viaggio attraverso le stanze del suo sepolcro durante il programma Ulisse – Il piacere della scoperta. Ma anche il cinema ha puntato i riflettori sulla regina in passato.  Nel 1956, infatti, Cecil B. DeMille inserì il personaggio della regina egizia nel suo film I dieci comandamenti. A prestarle il suo volto allora fu l’attrice Anne Baxter. Nella pellicola la sovrana è rappresentata come una donna calcolatrice e vendicativa che si innamora perdutamente di Mosè, ma viene da quest’ultimo rifiuta. Sposa quindi, contro la sua volontà, l’odiato Ramses e, insieme, hanno un figlio, che muore durante l’ultima delle dieci piaghe d’Egitto. Dopo il tragico evento la regina spinge suo marito a inseguire Mosè fino al Mar Rosso, tra le cui acque l’esercito del faraone vedrà la sua disfatta e troverà la morte. Anche la letteratura ha dato spazio a Nefertari: è uno dei principali personaggi della serie di libri Il grande romanzo di Ramses, firmati dallo scrittore Christian Jacq ed è il cognome, nel manga (e anime) One Piece, della famiglia reali di Alabasta, isola che si ispira proprio all’antico Egitto.

La storia della regina d’Egitto

Nella storia Nefertari è ricordata per essere stata la sposa reale di Ramesse II, detto il Grande, faraone della XIX dinastia. È una delle sovrane più note dell’antico Egitto, oltre che una delle più potenti, sia grazie al suo matrimonio, sia grazie alla sua influenza. Dotata di grande cultura e di un’eccezionale educazione, fu una potente diplomatica. Oggi giace in una delle tombe più spettacolari della Valle delle Regine, chiusa al pubblico dal 2003, dopo un restauro durato diversi anni. Infiltrazioni di acqua crearono, infatti, gravi danni al sepolcro già negli anni ’50. Dopo una lunga chiusura, nel 1986, il Getty Conservation Institute e l’Egyptian Antiquities Organisation intervennero sul monumento con un restauro che durò dal 1988 al 1992. Nel 1995 le porte della tomba furono nuovamente aperte al publico, ma con severe restrizioni. La decisione della definitiva chiusura arrivò per preservare il fragile apparato decorativo interno. Ramesse, inoltre, fece costruire in suo onore un tempio, noto con il nome di “Tempio Minore”, nel complesso monumentale di Abu Simbel. In vita la regina poté sfoggiare diversi titoli, tra cui “Dolce d’amore”, “Signora di Grazia”, “Grande Sposa Reale”, “Signora delle due Terre” e “Padrona dell’Alto e Basso Egitto”. Suo marito le diede anche l’epiteto di “Colei per cui il Sole risplende”.



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