Claudia Pandolfi/ “Mio figlio Gabriele? Non sono una mamma ingombrante”

- Alessandro Nidi

Claudia Pandolfi ha parlato del suo rapporto con il figlio Gabriele e con Alessandro Gassmann, con cui ha recitato sul set della fiction “Un professore”

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Claudia Pandolfi (Unomattina, 2021)

Claudia Pandolfi è intervenuta ai microfoni di “Unomattina”, trasmissione di Rai Uno, nella giornata di oggi, giovedì 11 novembre 2021. L’attrice, che questa sera vediamo impegnata nella nuova fiction Rai “Un professore”, ha parlato brevemente del suo personaggio: “Interpreto Anita, la mamma di un adolescente scapestrato e una donna che va avanti a testa alta, che non si vergogna di cosa indossa e delle scelte che fa. Questa sua grinta e questo coraggio li ha messi nel crescere il figlio scapestrato. D’altra parte, non si può pretendere che a quell’età un ragazzo sia saggio e controllato”.

In questa serie, ha spiegato, si vedono i ragazzi molto più risolti degli adulti, molto più capaci di gestire la vita. “L’adulto si porta forse appresso troppe zavorre”, ha dichiarato Pandolfi, focalizzandosi poi sul suo rapporto con il figlio maggiore Gabriele: “Andiamo d’accordo. Lui va a scuola volentieri, va anche abbastanza bene, che è un equilibrio tra l’andare molto bene e l’andare in maniera pessima. Cerco di non essere una mamma ingombrante e finora non ho avuto bisogno di mettergli così tanta ombra addosso. Ho preferito fornirgli gli strumenti per gestirsi da solo”.

CLAUDIA PANDOLFI: “ALESSANDRO GASSMANN È PIÙ SIMPATICO RISPETTO A 20 ANNI FA”

Nel prosieguo dell’intervista, Claudia Pandolfi ha detto la sua su Alessandro Gassmann: “Eravamo molto diversi 20 anni fa, io ero una margheritella ingenua. Adesso siamo più vecchi, più controllati, più saggi, genitori entrambi. Avevamo bisogno di riportare in scena tutta l’autenticità, metterci dentro sfumature dialettali, poterci lasciare andare a improvvisazioni. Lui è molto più simpatico rispetto a prima, forse anche io”.

Lavorare sul set è “bellissimo e subdolo: se ti prendi troppo sul serio perdi. Perdi nelle relazioni con gli altri, nelle tue performance… Serve un atteggiamento più leggero. Non tutti i miei colleghi sono capaci di salutare alle 6.30 del mattino, ma quanto aiuta il mondo offrirsi alla vita un po’ più rilassati?”. Infine, ripensando alla sua carriera scolastica, Pandolfi ha asserito: “Che studentessa ero? Innanzitutto non ho fatto filosofia… Ero furba, un briciolo di intelligenza l’avevo. Ero empatica, instauravo rapporti personali con i professori, non con strategia. Un 7 lo festeggiavo tantissimo. Sono uscita dalle superiori con 42”.



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