Colapesce e Dimartino/ “Ornella Vanoni? In Toy Boy abbiamo tolto parole spinte…”

- Lucia Filardi

Colapesce e Dimartino formano la coppia che ha stravolto la scena musicale italiana. Il loro obiettivo è far uscire la musica indie dalla riserva indiana

Colapesce Dimartino
Colapesce Dimartino

Colapesce e Dimartino sono la coppia musicale che ha stravolto il panorama italiano grazie alla loro partecipazione all’ultimo Festival di Sanremo con “Musica leggerissima”. I due, però, fanno parte della scena indie pop/musica d’autore già da tempo: Colapesce si affermò nel 2012, quando vinse la Targa Tenco per l’album “Un meraviglioso declino”, mentre Dimartino quando arrivò ad aprire i concerti di Caparezza tra il 2004 e il 2006 assieme alla sua band dei Famelika.

Di strada ne hanno fatta e di cose in comune ne hanno parecchie, fra cui la gavetta e i sacrifici, tanto che oggi i due cantautori siciliani hanno deciso di unire le loro forze e formare un solo progetto. Quest’estate Antonio (vero nome di Dimartino) e Lorenzo (vero nome di Colapesce) sono insieme in tour e, intervistati da Rockol, hanno detto: “Quello che stiamo proponendo è un live molto suonato. Non è stata per nulla una passeggiata, siamo tornati a un certo tipo di produzione dopo quasi tre anni. La prima data di questa tournée è stata strana, abbiamo avuto bisogno di un po’ di tempo per ambientarci. Il palco rimane comunque il nostro habitat naturale”.

Colapesce: “Per Ornella abbiamo cambiato il testo del brano”

Il loro ultimo singolo è “Toy Boy“, uscito il 2 luglio, il quale conta sulla presenza della meravigliosa voce di Ornella Vanoni e su un video diretto da Luca Guadagnino (regista di “Chiamami col tuo nome”, candidato al Premio Oscar come miglior film). A Rockol hanno rivelato che il testo originale del brano era un po’ diverso, conteneva parole più spinte (come “dildo”), che hanno dovuto eliminare: “Abbiamo avuto l’esigenza di cambiarlo perché con l’ingresso di Ornella era inevitabile che alcuni aspetti si modificassero. Lei è entrata anche come autrice e ci sembrava giusto evitare parole che non l’avrebbero rappresentata“.

Sempre parlando di “Toy Boy“, Dimartino ha spiegato che nasce per segnare un dopo rispetto a “Musica leggerissima” e che “tutto è arrivato spontaneamente“, come l’idea del videoclip. “A dimostrazione della mancanza di qualunque pianificazione, mi ricordo che eravamo a cena con Luca Guadagnino che ci disse ‘Se fate un pezzo con la Vanoni il video lo giro io‘”. Citando invece l’incontro generazionale a cui stiamo assistendo quest’estate con diverse hit, a partire da Orietta Berti con Fedez e Achille Lauro e finendo con Eros Ramazzotti e Fabio Rovazzi, Dimartino si dice felice di vedere un pezzo di Morandi in classifica scritto da Jovanotti: “Credo che sia qualcosa di bello e positivo. Quando i linguaggi si mischiano con stile e il tutto non diventa grottesco, la musica ne beneficia”.

Dimartino: “Con Musica leggerissima non siamo cambiati”

Nonostante il loro ultimo singolo sia uscito giusto in tempo per l’estate, a Colapesce e Dimartino non interessa l’idea della hit estiva. Arrivano comunque dal genere indie e già hanno visto “Musica leggerissima” classificarsi quarta a Sanremo e vincere il premio della sala stampa; inoltre, è certificata triplo disco di platino. Se per alcuni artisti subentra un certo senso di amore-odio verso le canzoni che vengono definite solo tormentoni, i due siciliani hanno detto a Rockol che per loro non è così: “Quella canzone continuiamo ad amarla. A molte persone ha permesso di vedere la vita da un altro punto di vista”.

Dimartino ha inoltre specificato il fatto che non è cambiato niente con il passaggio dall’indie al mainstream e che “non siamo cambiati noi, ma il mondo intorno a noi”. La loro attività insieme procede dunque a gonfie vele, anche come autori di brani per altri colleghi, lavoro che consente loro di confrontarsi con persone dal linguaggio diverso: “E’ come un’opera di sartoria, cuciamo un pezzo addosso all’interprete”. Colapesce, infine, ha rivelato la sfida che lui e Dimartino si sono posti sin da subito con l’uscita dell’album “I mortali”, ossia quella di far uscire la musica indie dalla riserva indiana. L’obiettivo era di fare un disco popolare colto, ma non autoreferenziale: “Il nostro modello di riferimento è sempre stato ‘La voce del padrone’ di Franco Battiato”.

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