Consuelo Ronzani/ “Minacce di morte e botte da mio marito mentre ero incinta”

- Raffaele Graziano Flore

Consuelo Ronzani, protagonista questa sera ad “Amore Criminale” (Rai 3). L’avvocato di Biella, che lotta contro la violenza di genere, vittima di stalking: “Amare non è violenza”

"Amore Criminale", il logo del programma
"Amore Criminale", il logo del programma (Instagram, 2021)

CHI È CONSUELO RONZANI, L’AVVOCATO DELLE DONNE VITTIMA DEL MARITO

Questa sera torna su Rai 3, in seconda serata (ore 23.55) la replica di “Amore Criminale”. Nella replica di questa sera, intitolata, “Le storie di Consuelo e William”, il focus della conduttrice Veronica Pivetti si sofferma sulla vicenda di Consuelo Ronzani, avvocato specializzato da tempo sui temi legati alla violenza di genere dopo essere stata lei stessa vittima di stalking e maltrattamenti.

Il caso di cronaca legato a Consuelo Ronzani è catalogabile come un vero e proprio incubo vissuto dalla diretta interessata: al centro della vicenda c’è questa giovane donna di Biella (Piemonte) che si è raccontata nel corso di una intervista non lunghissima ma molto intensa alla sopra citata Matilde D’Errico. E la storia di questa giurista, da sempre impegnata nella difesa delle donne vittime di violenza, è interessante perché Consuelo delle suddette vessazioni è stata anche vittima, vivendo sulla sua stessa pelle i dolori di tante altre donne. Tutto nasce anche stavolta da una storia d’amore che sembrava avere i crismi della normalità e che poi è sfociata in un matrimonio fallito: capita, anche quando la persona in questione, a detta della diretta interessata, “sembra l’uomo della tua vita”. Invece poi, dopo essere rimata incinta nel 2014, proprio durante la gravidanza l’uomo dei sogni diventa un altro…

LA STORIA DI CONSUELO RONZANI AD “AMORE CRIMINALE”: COSA LE E’ SUCCESSO

Già madre di un bimbo, Consuelo era in attesa della seconda figlia quando il rapporto col suo uomo cambia: da lì quello diventa un incubo a partire dal primo episodio che la diretta interessata racconta alla D’Errico (a questo link la puntata completa): “Ha cominciato a insultarmi dicendo che ero vestita come una prostituta” ricorda a proposito di un paio di pantaloni bianchi indossati in auto e che le sono costati insulti e persino l’abbandono sul ciglio della strada mentre l’uomo, richiudendo la portiera, se ne andava via. Come sovente accade, la Ronzani ha poi spiegato il motivo di tanto subire senza reagire: “Da un lato mi rendo razionalmente conto che sta succedendo qualcosa che non va e che è grave e pericoloso. Ma nello stesso tempo sono fortemente aggrappata al ricordo del ragazzo di cui mi sono innamorata, che è l’uomo dei miei sogni. Ed è impossibile che l’uomo dei miei sogni sia diventato un mostro” ha spiegato in merito a quella che è conosciuta come una forma di dipendenza affettiva con cui si giustifica sempre e comunque il compagno.

Da lì il racconto degli altri episodi di violenza domestica, spesso per problemi legati al figlio, in una vera e propria escalation in cui l’uomo non aveva riguardi nemmeno per la bimba che Consuelo portava in grembo. “Non ha minimamente pensato né alla bambina né a me” ha aggiunto, ripensando anche ai momenti in cui non sapeva dove rifugiarsi. Poi l’evento che le ha cambiato la vita: le minacce di morte a lei e al figlio dopo essere stata sbattuta al muro, le botte e le mani al collo con la donna che pregava di non ucciderla perché incinta. “Ho dovuto arrivare al punto limite” si rammarica, spiegando come solo allora si decise per la denuncia ai Carabinieri che nel gennaio del 2016 arrestarono l’uomo (a cui fecero seguito 7 mesi di custodia cautelare e poi il patteggiamento della pena a due anni). “L’amore è esattamente l’opposto della violenza” conclude Consuelo aggiungendo che “puoi aver commesso la cosa più grave del mondo, ma nessun essere umano ha il diritto di picchiarti, di umiliarti, di insultarti”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA