Coronavirus, Germania “certificato di immunità”/ Test su anticorpi di 100mila persone

- Emanuela Longo

Germania pensa ad un “certificato di immunità” per il reinserimento dei cittadini nella vita quotidiana dopo l’emergenza Coronavirus: test su 100mila persone

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Reparto di terapia intensiva (LaPresse)
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In Germania, i ricercatori stanno pensando di introdurre una sorta di “certificato di immunità” per il reinserimento nella vita quotidiana dei cittadini dopo il lockdown per l’emergenza Coronavirus. La gestione della crisi da parte della cancelliera Angela Merkel ha portato all’attuazione di svariate restrizioni ma ha già risposto con un deciso “no” a coloro che chiedevano di allentare le misure anti-contagio anche e soprattutto per paura che possano esserci delle gravi conseguenze sul piano economico. Intanto, sul fronte della ricerca medica si fa sempre più strada l’idea di dare vita ad un certificato di immunità attraverso il quale saranno gli anticorpi a “parlare” indicando se i partecipanti al test hanno di fatto avuto il Coronavirus, se sono guariti e quindi se sono pronti a rientrare nella società e soprattutto nel mondo del lavoro. Il progetto è condotto dal Centro Helmholtz per la ricerca sulle malattie infettive di Braunschweig e, come scrive Der Spiegel, sarebbe già stato annunciato uno studio su 100mila persone per stabilire se abbiano prodotti anticorpi per il Sars-CoV-2. Coloro che hanno superato e vinto il virus potranno ricevere l’apposita documentazione.

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CORONAVIRUS, GERMANIA “CERTIFICATO DI IMMUNITÀ”: VERSO RIAPERTURA DEL PAESE

I ricercatori tedeschi, stando a quanto riferisce il progetto, useranno le informazioni raccolte per determinare come porre fine al blocco in Germania. I risultati stabiliranno anche le modalità con le quali si procederà alla riapertura delle scuole e stabilirà al tempo stesso la possibilità di raduni di massa. Un vero e proprio piano di riapertura del Paese dopo l’emergenza Coronavirus, dunque. Secondo quanto fatto sapere dal Centro Helmholtz per le Ricerche sulle Malattie infettive (Hzi), il sangue delle persone sottoposte allo studio sarà regolarmente testato per la ricerca di anticorpi contro l’agente patogeno. “Si presume che i pazienti che si sono ripresi dalla malattia non possano essere reinfettati con la Sars-CoV-2”, ha spiegato in una nota lo Hzi. Tuttavia, “al di là delle infezioni registrate, a oggi non sono disponibili dati sull’esistenza o meno di un’immunità dal coronavirus”. Parlando alla rivista tedesca Der Spiegel, il capo del Dipartimento di Epidemiologia dello Hzi, Gérard Krause, ha inoltre ipotizzato che “agli individui immuni possa essere rilasciato una sorta di certificato di vaccinazione, che consentirebbe di essere esentati dalle restrizioni sulle loro attività”. Per i primi risultati dello studio occorrerà però attendere la fine del mese di aprile.

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