GOVERNO, CRISI APERTA/ Renzi fa dimettere Ministre Iv “ora tocca a Conte”. La diretta

- Niccolò Magnani

Crisi di Governo aperta: ora cosa succede, gli scenari in diretta. Renzi vs Conte, Italia Viva fa dimettere le Ministre nonostante l’apertura del Premier dopo salita da Mattarella

Renzi al Senato
Matteo Renzi al Senato incalza il Premier Conte (LaPresse)

E con un colpo di coda Matteo Renzi “smentisce” le aperture fatte da Conte, Pd e M5s e annuncia in conferenza stampa le dimissioni delle Ministre Teresa Bellanova, Elena Bonetti e del sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto. «Abbiamo fatto nascere questo governo contro il senatore Salvini che chiedeva i pieni poteri. Non consentiremo a nessuno di avere i pieni poteri», attacca il leader di Italia Viva che divide così la maggioranza, «Non abbiamo nessuna pregiudiziale né sui nomi né sulle formule. Noi – ha replicato Renzi – non faremo mai i ribaltoni, non daremo mai vita a un governo con quelle forze della destra antieuropeista e sovranista che abbiamo combattuto. Questa è l’unica pregiudiziale che noi mettiamo».

Difficile ora capire cosa potrebbe succedere già nelle prossime ore, dato che Conte aveva già fatto sapere che non può esistere un “nuovo Governo” con Italia Viva se le dimissioni delle Ministre fossero arrivate: «Spetta a lui decidere ora», spiega ancora Renzi, «si è pronti a discutere di tutto: un governo con la stessa maggioranza, un governo tecnico oppure andare all’opposizione. Non ci interessa il nostro destino ma quello del Paese». Sibillina la frase in conferenza stampa quando spiega che per Palazzo Chigi «non c’è uno solo nome» facendo intuire che la crisi difficilmente potrà risolversi con un Conte-ter. Pd e Movimento 5 Stelle parlando di gravissimo errore e di forte “irresponsabilità” da parte di Renzi, con il Colle che osserva preoccupato l’evolversi di una crisi ancora dal finale ignoto: «Ma come non c’è alcun veto o pregiudizio da parte nostra, sia chiaro che sia per questa maggioranza che per una eventuale forma diversa non c’è un solo nome per Palazzo Chigi. Chi dice ‘o tizio o voto’ è irresponsabile», conclude Renzi. Per il Centrodestra l’unica strada al momento sono le Elezioni, mentre il “cerino” rimane in capo a Conte: congelare le dimissioni e convocare leader della maggioranza, dimettersi andando al Colle nelle prossime ore oppure andare in Parlamento cercando i voti per sostituire i renziani. Queste le 3 ipotesi principali e al momento uniche per superare la crisi di Governo che comunque – ufficialmente – è aperta.

COLLE RICUCE LA FRATTURA?

In attesa della conferenza “chiarificatrice” di Matteo Renzi, la crisi di Governo vive altre ore di stallo: di sicuro, la salita inattesa di Conte al Colle ha cambiato le carte in tavola con la proposta di Palazzo Chigi, Quirinale, Pd e M5s sul rinnovo del “patto di legislatura”. Poco fa l’ideologo dem Goffredo Bettini su Facebook ha scritto: «Le parole di Conte, dopo l’incontro con il Presidente Mattarella, interpretano lo stato d’animo del Paese. Siamo di fronte a prove terribili. La classe dirigente democratica deve sapersi unire per affrontarle al meglio nell’interesse dei cittadini. Ci sono le condizioni, dopo il buon lavoro con il contributo di tutti sul Recovery Plan, per definire un’intesa di fine legislatura, nei confini dell’attuale maggioranza che in questi mesi ha ottenuto risultati importanti».

Alcune voci interne a Italia Viva parlano di possibili passi indietro dello stesso Renzi, con possibilità addirittura di un vertice straordinario tra Conte e i leader della coalizione (Zingaretti, Crimi, Speranza e lo stesso Renzi) già stasera per ricucire la frattura sulla crisi e rilanciare il Governo giallorosso dopo giorni di altissima tensione. «Se c’è questa disponibilità a rafforzare la coalizione con un patto di legislatura, come ha appena detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, va subito esplorata», spiega così al Corriere della Sera la senatrice renziana Donatella Conzatti a pochi minuti dall’inizio della conferenza stampa del leader Matteo Renzi.

CONTE APRE A RENZI: RESTA LA CRISI?

«Con Mattarella abbiamo parlato dello stato di salute della coalizione e dei prossimi passaggi», spiega un Premier Giuseppe Conte letteralmente assediato davanti al Quirinale all’uscita dal colloquio tenuto sul Recovery Plan e – inevitabilmente – sulla crisi di Governo imminente. Dalle poche parole proferite nella discesa dal Colle, il Presidente del Consiglio “tende” una mano a Italia Viva e non parla di strappo, anzi «Mi auguro che Renzi non ritiri le ministre. La crisi non sarebbe compresa. Ritroviamoci attorno a un tavolo se c’è volontà». Conte rivendica l’interesse fino all’ultimo secondo a lavorare per «rafforzare coesione e squadra di Governo. Dimissioni con l’addio delle Ministre Iv? Spero non si arrivi a questo».

Poco prima della conferenza stampa di Renzi alla Camera, Conte prova l’assist ma senza enunciare i contenuti della “mano tesa”: anche per questo, Italia Viva rilancia in una nota all’Adnkronos – in risposta alle “voci di spiraglio” sul possibile accordo Renzi-Conte – «Si sono scordati di avvisarci. Spiraglio? Lo ha detto Casalino». Il Quirinale chiede di contro di risolvere al più presto la crisi, come trapela dalla “nota” giunta all’Ansa «il presidente Mattarella ha sottolineato la necessità di uscire velocemente da questa condizione di incertezza, a fronte dell’allarmante situazione causata dalla pandemia».

CONTE SALE AL QUIRINALE DA MATTARELLA

Arrivano nuovi aggiornamenti sulla crisi di Governo. Come reso noto da fonti di maggioranza, il premier Giuseppe Conte è salito al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sky Tg 24 evidenzia che si è trattato di un incontro interlocutorio. C’è grande attesa per la conferenza stampa di Matteo Renzi, in programma alle ore 17.30, da casa Italia Viva arrivano le parole di Luciano Nobili: «Ci sono risorse ingenti che non possiamo sprecare e scelte che non si possono rinviare. Il governo vuole fare questo? Ci saremo con i nostri voti e idee. Preferiscono sbatterci fuori e vivacchiare con Mastella o Scilipoti 2.0? Non saremo complici».

Sono minuti decisivi per la tenuta dall’esecutivo, Pd e LeU provano a ricompattare la squadra giallorossa. Pietro Bartolo di Liberi e Uguali ha parlato di «crisi irragionevole» in una nota diramata pochi minuti fa. Da casa Centrodestra registriamo il giudizio di Giovanni Toti, leader di Cambiamo: «Se questa è la situazione si prenda atto della gravita’ della crisi del Paese e si trovi la soluzione per fare un governo di unità nazionale». (Aggiornamento di MB)

DIRETTA CRISI GOVERNO, SALVINI: “CINQUE PUNTI INSIEME…”

«Si apre spiraglio tra Conte e Renzi per la soluzione della crisi»: con questa enigmatica e schietta agenzia giunta dall’Adnkronos si capisce come la crisi di Governo sia tutt’altro che “limpida” all’orizzonte. Le trattative tra Pd e M5s per convincere Renzi a fare un passo indietro sono frenetiche, con la “scadenza” alle 17.30, quando Italia Viva in conferenza stampa dovrebbe annunciare l’uscita dal Governo e la conseguente apertura della crisi. Al di là dei prossimi due Cdm già convocati (stasera per Dpcm, domani per scostamento di bilancio) il nodo è sulle richieste di Renzi e le condizioni di Conte: Mes, rimpasto, progetti Recovery e nomine commissari opere pubbliche.

Tanto, forse troppo per trovare una “quadra” in poche ore: nel frattempo Beppe Grillo, rilanciando la lettera del responsabile M5s al Senato Giorgio Trizzino, lancia l’appello a tutti i partiti «Non può esistere in questo momento una distinzione tra maggioranza ed opposizione perché tutti i rappresentanti del popolo devono contribuire uniti a sostenere, in uno dei momenti più bui della sua storia, il Paese. Nessuno cerchi scusi o pretesti per sottrarsi a questa grande responsabilità o ancor peggio faccia in questo momento biechi calcoli elettorali sul proprio futuro». Un patto «tra tutti i partiti» per traghettare il Paese fuori dalla pandemia, questa la ricetta di Grillo diretta in primo luogo a Conte e in secondo a Renzi. E l’opposizione? Matteo Salvini fuori dal Parlamento rilancia «Su cinque punti precisi, cioè salute, lavoro-imprese, scuola, infrastrutture e giustizia, un’alternativa in Parlamento ci può essere ed è nostro dovere offrirla agli italiani». Governo di Centrodestra, senza però alcun contatto con Pd e M5s, «sempre che non ci siano le Elezioni»; da sottolineare, non viene esclusa Italia Viva dal novero degli accordi con il Cdx…

RENZI VS CONTE: OGGI LA RESA DEI CONTI

Italia Viva alle ore 17.30 terrà una conferenza stampa congiunta Renzi-Bellanova-Bonetti-Scalfarotto per sancire l’uscita formale dalla maggioranza ma non per questo la crisi di Governo vede una “semplice” soluzione: le convulse 24 ore precedenti hanno portato allo scontro totale Renzi-Conte con scambi di accuse reciproche e conferma totale dello stato di crisi interno al Governo giallorosso. Il Recovery Plan nella notte è stato approvato in Cdm ma con l’astensione di Italia Viva e con lo scontro accesissimo tra le ministre renziane e l’asse Pd-M5s che al momento rimane “saldo”.

«Servono serietà e responsabilità in questo momento storico. Tutti facciano un passo indietro per amore del Paese […] La vera crisi la stanno vivendo gli italiani, non la politica» attacca Luigi Di Maio stamane su Facebook. La tensione è palpabile con i renziani pronti allo strappo ma non per questo convinti che Conte se ne andrà da Palazzo Chigi: «Hanno trovato i numeri per un nuovo governo: dopo Conte-Salvini e Conte-Zingaretti è pronto il Conte-Mastella», ha attaccato ieri sera a “Cartabianca” Matteo Renzi, convinto dunque che la pattuglia di “responsabili” sia stata trovata da Conte nelle ultime settimane, «Noi abbiamo avanzato delle richieste. Cosa ha fatto Conte? Ha scelto di non parlare con noi, ma ha scelto del tutto legittimamente di andare in Parlamento perché è convinto di avere il voto dei responsabili».

CRISI DI GOVERNO: COSA SUCCEDE OGGI

La rottura è totale ma la road map della crisi nelle prossime 24 ore è tutt’altro che semplice: l’agenda infatti prevede il voto oggi pomeriggio al Senato delle risoluzioni di maggioranza sulle comunicazioni del Ministro Roberto Speranza, in serata il Consiglio dei Ministri per approvare il nuovo Dpcm e il Decreto legge che proroga lo stato di emergenza Covid fino al 30 aprile, infine domani nuovo Cdm per lo scostamento di bilancio da votare il prossimo 20 gennaio in Parlamento (per finanziare il Decreto Ristori 5). Su tutti questi punti, Italia Viva ha già fatto sapere che al di là della crisi di Governo, voterà compatta per garantire il regolare svolgimento dei provvedimenti anti-Covid in scadenza.

Ma il dialogo con la restante parte della maggioranza è tutt’altro che semplice, tanto che appunto Conte sta già pensando un passaggio in Aula in stile agosto 2019 (crisi Salvini-Papeete) per la “conta” decisiva su chi sta con lui e chi contro. Oggi pomeriggio in conferenza stampa Renzi chiarirà quantomeno la sua posizione, ma potrebbe non bastare per avere chiara la situazione davanti: il Quirinale si dice «assai preoccupato» (cfr. Marzio Breda sul Corriere della Sera) per una crisi al buio nel pieno della pandemia e vorrebbe in ogni modo evitare l’iter di consultazioni e accordi-disaccordi nei prossimi giorni.

QUALE SARÀ IL PROSSIMO GOVERNO

Per capire dunque chi guiderà e come sarà composto il prossimo Governo potrebbe non bastare la giornata di oggi: da un lato il Conte-ter con maxi rimpasto e più Ministri renziani sembra ormai tramontato, mentre un terzo Governo Conte con “responsabili” (Forza Italia? Mastelliani? transfughi da Italia Viva ed ex M5s?) potrebbe essere la “scommessa” del Premier, anche se molto rischiosa visti i numeri al Senato. Per questo motivo Mattarella sonda tutte le possibilità, da un Governo di unità nazionale (appoggiato da Centrodestra, centristi e Renzi) magari con Draghi in cabina di regia, oppure l’extrema ratio del “Governo del Presidente” con figure come Marta Cartabia o Carlo Cottarelli alla guida del Paese per traghettarlo a nuove elezioni nel 2022. Matteo Salvini, di contro, spiazza e commenta la crisi di Governo «Noi siamo pronti a prenderci responsabilita’ di governo. Ovviamente non con il Pd o con i 5 stelle» ma non esclude Italia Viva e i renziani, indizio molto importante sulla possibilità di un’alternativa qualora Conte non riuscisse a costruire una nuova maggioranza. Una infinita partita a “poker” che sta per consegnare quantomeno le mosse dei protagonisti: a chi il 2 di picche, a chi l’asso di cuori. Solo che al momento, ancora non è dato sapere chi siano i rispettivi giocatori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA