Cristiana Ciacci, figlia Little Tony/ “Solitudine e anoressia, per me tanti dolori”

- Dario D'Angelo

Cristiana Ciacci, figlia Little Tony, ospite a Dedicato di Serena Autieri: “Lontananza, solitudine, senso di abbandono, anoressia: ho avuto tanti dolori”.

Cristiana Ciacci, figlia di Little Tony
Cristiana Ciacci, figlia di Little Tony (YouTube, 2021)

Cristiana Ciacci, figlia di Little Tony, ospite a Dedicato. Nel programma di Rai Uno condotto da Serena Autieri si parla di un personaggio che ha lasciato un segno indelebile nel cuore (matto) degli italiani. E non solo per le pagine di storia che ha scritto nella musica italiana. Scorrono le clip e sono tante le emozioni, i ricordi, anche gli aneddoti simpatici che a Cristiana Ciacci tornano in mente vedendo le immagini di papà Little Tony passare sullo schermo: “Sul fatto dell’altezza lui era fissato, diceva sempre: ‘Se avessi avuto 5 centimetri in più avrei conquistato il mondo!’. L’8 gennaio, che è il giorno che è nato Elvis, è nato il mio primo figlio. E lui mentre io stavo partorendo girava tutta la clinica dicendo: ‘Il mio primo nipote nascerà lo stesso giorno di Elvis!’, aveva fatto i manifesti, per lui era stato un segno del destino. Se fa il cantante? No, non fa il cantante!“.

Cristiana Ciacci, figlia Little Tony: “Dalla solitudine all’anoressia, per me tanti dolori”

La partecipazione a “Dedicato” di Cristiana Ciacci costituisce anche l’occasione per presentare il suo ultimo libro ad un’ampia platea come quella del pubblico di Rai Uno: “Ho scritto questo libro per tanti motivo, sicuramente dovevo rifare pace un po’ con la mia vita, con il passato e con i miei grandi dolori. La mia vita è stata meravigliosa sotto alcuni punti di vista, perché avere un papà come il mio mi ha permesso di fare esperienze straordinarie, di girare il mondo, vivere e crescere su un palcoscenico, però c’è sempre il rovescio della medaglia e ci sono stati tanti dolori“. La figlia di Little Tony ne elenca alcuni: “La solitudine, la lontananza, il senso di abbandono, io poi avevo anche mia mamma che faceva la hostess di lungo raggio, quindi ero proprio sola da entrambi i lati. Sono figlia unica, quindi è stata un’infanzia e un’adolescenza un po’ complicata. Ho vissuto la tragedia della perdita di un genitore in tenere età, l’anoressia, spero questo libro possa essere di conforto, per me è stato terapeutico. Il messaggio finale è comunque positivo: io ho fatto molta forza sulla famiglia, sui figli, sugli affetti cari, se ne può uscire“.



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