ETTORE MAJORANA/ “La fantapolitica non c’entra, il mistero è quasi risolto”

- Eleonora D’Errico

Ettore Majorana, parla il pronipote Stefano Roncoroni, «Nessuno scenario fantapolitico, Majorana sparì per ragioni personali e venne ucciso dal fuoco amico»

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Ettore Majorana, per il pronipote il mistero è quasi risolto

Centinaia di inchieste, tavole rotonde, trasmissioni televisive, pubblicazioni, saggi, docufilm e opere liriche, ma la scomparsa di Ettore Majorana resta ancora oggi un mistero. Non per tutti, però, ad esempio non lo è quasi più per Stefano Roncoroni, pronipote del fisico, che dagli anni Sessanta ha cominciato a indagare su questo giallo, scoprendo dettagli importanti che l’hanno indotto ad affermare la sua verità, ovvero che il mistero di Majorana sia oramai quasi risolto. Anche se dal giorno della scomparsa del fisico siciliano, avvenuta a Napoli il 27 marzo 1938, restano ancora aperti un numero considerevole di interrogativi, in un’intervista ad Avvenire, il 77enne autore e regista televisivo parla del più grande giallo del Novecento, commentando di come la vicenda “sarebbe a un passo dalla soluzione, se solo si riuscisse ad abbattere le ultime pareti omertose”. Nel suo saggio “Ettore Majorana lo scomparso e la decisione irrevocabile”, Roncoroni spiega il suo punto di vista, ovvero quello secondo cui Majorana avesse sì deciso di sparire e di non fare più ritorno in società, ma non per ragioni politiche o di spionaggio internazionale. Molto semplicemente, le ragioni della sua decisione di scomparire sono solo di carattere personale.

«NESSUNO SCENARIO FANTAPOLITICO»

«Non c’erano ancora le condizioni per collegare la sua scomparsa a questioni di ipotetiche conoscenze atomiche», spiega ad Avvenire. Majorana, che era un genio assoluto, era secondo Roncoroni affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo, nota anche come disturbo pervasivo dello sviluppo. Questa malattia fu una delle ragioni che lo spinsero ad andarsene. Nel periodo in cui Majorana si rese introvabile, le future nazioni belligeranti, Stati Uniti tra i primi, avevano cominciato una massiccia e selettiva cooptazione dei migliori scienziati atomici. Certamente qualcuno dei suoi vecchi compagni, secondo il pronipote, avrà chiamato Majorana, ma lui rimase fermo sulla sua decisione irrevocabile di non tornare mai più indietro. Secondo il 77enne, non solo Majorana non avrebbe viaggiato oltreoceano per raggiungere Fermi, ma non avrebbe mai lasciato nemmeno l’Italia, non sarebbe mai andato da nessuna parte dove fu protagonista di un’ipotetica seconda vita. Insomma, secondo Roncoroni, la scomparsa di Majorana non è legata a strane ragioni di fantapolitica, ma solo a questioni di carattere personale.

«LA MORTE DA PARTE DEL FUOCO AMICO»

Sono le cause della sua morte, invece, che vanno ricercate al di fuori della sua sfera privata. «Forse è tempo che si indaghi la pista del “fuoco amico” piuttosto che appassionarsi a seducenti scenari di fantapolitica…» commenta Roncoroni ad Avvenire. Stando alla meticolosa ricostruzione, dopo la scomparsa, Majorana lasciò Napoli e si imbarcò per Palermo, per fare poi ritorno a Napoli, dove approfittò dell’ospitalità del professor Antonio Carelli e della sua casa cilentana a Perdifumo (Salerno). Qui, per un mese soggiornarono anche i fratelli di Ettore, Luciano e Salvatore, che fecero di tutto per convincerlo a tornare a casa senza riuscirci. Fu la polizia fascista secondo Roncoroni a ritrovarlo. «Non poteva non averlo ritrovato. Chiuse semplicemente un occhio dinanzi a quella famiglia influente, che si poteva permettere una ricompensa di trentamila lire a chiunque avesse ritrovato Ettore, e archiviò il caso in fretta e furia». Lo scienziato, il genio immaturo come si autodefinì a ventun anni lo stesso Majorana, doveva essere rintracciato a ogni costo per volere di Benito Mussolini in persona e alla fine, secondo Roncoroni, così fu. E successe prima del settembre del 1939.

Ettore Majorana è stato un fisico italiano. Operò principalmente come teorico della fisica all’interno del gruppo di fisici noto come i “ragazzi di via Panisperna”: le sue opere più importanti hanno riguardato la fisica nucleare e la meccanica quantistica relativistica, con particolari applicazioni nella teoria dei neutrini. La sua improvvisa e misteriosa scomparsa suscita, dalla primavera del 1938, continue speculazioni riguardo al possibile suicidio o allontanamento volontario, e le sue reali motivazioni, a causa anche della sua personalità e fama di geniale fisico teorico.

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