TERZA GUERRA MONDIALE/ Corea del Nord, Usa: ‘mano tesa’ a Pyongyang: Kim cosa farà?

- Niccolò Magnani

Terza Guerra Mondiale, ultime notizie di oggi 10 novembre 2017: oggi il probabile vertice Trump-Putin in Vietnam, sul tavolo la crisi nucleare in Corea del Nord

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Trump invita Putin alla Casa Bianca

TERZA GUERRA MONDIALE. E poi improvvisamente arriva una inattesa apertura dagli Usa alla Corea del Nord: la guerra che incombe, lo scontro e la mancanza quasi totale di diplomazia tra Trump e Kim Jong-un. Eppure, quanto affermato da Rex Tillerson (il Segretario di Stato e dunque capo della diplomazia americana) va proprio in direzione opposta a tutti gli scontri e i “climi” tesi nei mesi precedenti: «i canali di comunicazione diretta fra gli Stati Uniti e la Corea del Nord sono sempre aperti e Washington resta in attesa di un segnale da parte del leader Kim Jong-un». Segnale per cosa? Tillerson intende un possibile canale di diplomazia da aprire ulteriormente come aveva già ribadito lo stesso Segretario di Stato lo scorso settembre mentre era in visita a Pechino: il problema è sempre il solito, questa apertura è sincera o è frutto dello scontro interno Trump-Tillerson, con il primo che sembra delegittimare e rifiutare il lavoro del secondo? Già questa mattina all’Apec il presidente Usa aveva detto “non rimaniamo ostaggi del dittatore” e ora c’è l’apertura diplomatica. Resta da vedere cosa potrà fare/rispondere Kim con la speranza che nel frattempo non intervenga ancora il tycoon come l’ultima volta due mesi fa, «Perde tempo a negoziare»…

TRUMP ALL’APEC: “BASTA ESSERE OSTAGGI DI KIM“

Ha parlato questa mattina al vertice Apec in Vietnam il presidente degli Stati Uniti d’America e non ha potuto non citare l’attuale situazione convulsa in Corea del Nord dove da mesi sembra che una terza guerra mondiale possa scoppiare da un momento all’altro e finora, per fortuna, non è successo. «Non dobbiamo restare ostaggio delle fantasie contorte di un dittatore di conquista violenta e di ricatto nucleare – ha detto -. Per ogni passo che il regime nordcoreano fa verso più armi, è uno verso un pericolo sempre più grande». Trump rilancia verso ogni singolo stato indo-asiatico per provare a convincerli da che parte stare nell’ipotetico conflitto internazionale con Kim Jong-un: «bisogna muoversi assieme e contro di lui», con riferimento evidente al “Rocket man” di Pyongyang. Intanto voci ufficiali arrivate dalla portavoce di Trump,  Sarah Huckabee, spiegano che il vertice formale con Putin sarebbe saltato per «inconciliabilità delle agende»: i due leader però potrebbero incontrarsi lo stesso oggi o comunque nel prossimo meeting nelle Filippine, ma in maniera molto meno “formale”. 

VERTICE TRUMP-PUTIN (FORSE)

Dovrebbe alla fine tenersi oggi il tanto chiacchierato incontro in Vietnam tra Trump e Putin: guerra mondiale in Corea del Nord, crisi siriana e novità dall’Ucraina i temi principali che saranno posti sul tavolo (ancora non del tutto confermato da Usa e Russia, come potete leggere qui). È però ovviamente la crisi di Pyongyang a rappresentare il massimo e già urgente punto di partenza dello scambio tra i due uomini forse più potenti del pianeta: una prima apertura è arrivata ieri con le dichiarazioni del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, «il presidente Putin ha più volte parlato della necessità di una stretta cooperazione tra tutte le parti coinvolte per risolvere la crisi in Corea del Nord. L’invito di Trump alla Russia a cooperare sulla questione nordcoreana è quantomeno in sintonia con la ferma e ben nota posizione». Oggi però o tutt’al più sabato a margine del vertice Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation) in programma nella città vietnamita di Danang, potrebbe tenersi l’incontro in carne ed ossa con i leader che in maniera diversa finora si sono comportati nei confronti della minaccia nordcoreana: «Putin è molto importante perché i russi possono aiutarci con la Corea del Nord», ha detto di recente Trump; «Mi sembra che se costruiremo i nostri rapporti nel modo in cui si è svolto il nostro colloquio, ci sono tutte le ragioni per supporre che potremo almeno parzialmente ripristinare il livello di interazione di cui abbiamo bisogno», aveva detto Putin all’indomani del primo storico incontro tra i due leader lo scorso luglio. Da oggi si rafforzerà il difficile asse o vi saranno distanze incolmabili? L’impressione è che molto potrebbe passare da questo incontro, al netto del contenuto formale o economico; per Kim avere di fronte Putin, Xi e Trump intenti a far cessare la minaccia nucleare potrebbe essere molto complesso trovare un “partner” che continui ad appoggiarlo a livello internazionale. Certo, sempre che Cina e Russia invertano la rotta rispetto alle loro scelte sempre schierate pro-Pyongyang negli ultimi trent’anni di Consiglio di Sicurezza Onu…

TRUMP A XI: “ISOLARE PYONGYANG”

Prosegue il viaggio di Donald Trump in Cina e la terza guerra mondiale a rischio fortissimo con la Corea del Nord non poteva che essere uno dei punti centrali delle discussioni con Xi Jinping (oltre al vasto capitolo economico): ieri mattina l’inquilino della Casa Bianca ha fatto sapere che assieme al leader cinese hanno condiviso il fatto di applicare fino in fondo le sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in modo da aumentare sempre di più la pressione su Pyongyang «perché abbandoni un percorso pericoloso e spregiudicato», spiega ancora Trump sottolineando una rinnovata cooperazione tra Usa e Cina. Nell’incontro avvenuto ieri mattina, Trump ha aggiunto che «è stato molto proficuo per quel che riguarda il dossier Corea del Nord. C’è soluzione a questo problema: bisogna collaborare per risolvere questo come altri problemi che minacciano la sicurezza internazionale». Xi Jinping invece ha fatto sapere che il partner americano è qualcosa di irrinunciabile: «è nell’interesse delle nostre due nazioni, ma anche per il mondo, la stabilità globale e lo sviluppo: la cooperazione è l’unica scelta giusta».



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