Ballottaggio/ Come si vota alle Elezioni comunali 25 giugno: il divieto di fare foto

Ballottaggio, elezioni comunali 2017: come si vota e dove. 4 milioni di italiani chiamati al voto domenica 25 giugno, dalle ore 7 alle ore 23, per eleggere i propri Sindaci

23.06.2017 - Fabio Belli
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Elezioni Comunali Amministrative 2018, Lazio e Campania (LaPresse)

Tutto pronto per i ballottaggi delle elezioni comunali 2017. Due settimane fa, in occasione del primo turno, non sono mancati casi di elettori che hanno fotografato il loro voto in cabina, finendo per essere denunciati. Val la pena ricordare che anche nel caso del ballottaggio, il Presidente di seggio deve invitare gli elettori a depositare telefoni cellulari e altre apparecchiature in grado di fotografare e registrare immagini prima di entrare in cabina. All’interno del seggio dovrà essere anche apposto un avviso sulle sanzioni previste in caso di contravvenzione al divieto, che possono prevedere anche l’arresto da tre a sei mesi con un ammenda fino a 1.000 euro. Inoltre, in caso di non rispettato divieto, il voto espresso deve essere considerato nullo e l’elettore non può essere riammesso al voto. Le autorità di forza pubblica in esercizio nel seggio possono anche disporre il sequestro della scheda.

Nella giornata di domani, dalle 7 alle 23, si potrà votare per i ballottaggi delle elezioni comunali 2017. In questo modo si saprà il nome del nuovo sindaco di oltre 100 comuni italiani. È certamente importante sapere come esprimere la propria preferenza evitando che il voto venga annullato. La scheda, infatti, si presenterà con due grossi rettangoli, in cui saranno riportati, in ciascuno, il nome dei candidati che sono stati più votati al primo turno e i simboli delle liste che li sostengono. I nomi dei candidati sono a loro volta contornati da un rettangolo. È raccomandabile esprimere il proprio voto barrando con una croce il nome del candidato sindaco prescelto. Tuttavia le istruzioni del ministero dell’Interno fornite dicono che nel caso si tracciasse un segno su uno dei simboli delle liste che sostengono il candidato, il voto sarebbe da ritenersi valido. Lo stesso avverrebbe mettendo una croce sia sul nome del candidato e su uno o più simboli delle liste collegate. L’importante è che non si scelga un candidato e una lista collegata al suo avversario. 

Forse erroneamente c’è chi pensa che ai ballottaggi delle elezioni comunali 2017 si voti solo per scegliere il sindaco della propria città tra i due candidati che hanno raccolto più preferenze due settimane fa (senza però raggiungere il 50% più uno dei voti). Sulla scheda si trovano in effetti solo i due nomi tra i quali scegliere, ma in realtà con il voto si influisce anche sulla composizione del consiglio comunale. Come spiega il sito Ancitel, che fa quindi riferimento all’Associazione nazionale dei comuni italiani, “per stabilire la composizione del Consiglio si tiene conto dei risultati elettorali del primo turno e degli eventuali ulteriori collegamenti nel secondo. In pratica, se la lista o l’insieme delle liste collegate al candidato eletto Sindaco nel primo o nel secondo turno non hanno conseguito almeno il 60% dei seggi ma hanno ottenuto nel primo turno almeno il 40% dei voti, otterranno automaticamente il 60% dei seggi. I seggi restanti saranno divisi tra le altre liste proporzionalmente alle preferenze ottenute”.

Per chi non è andato a votare al primo turno, è inderdetto il voto al ballottaggio? Per le elezioni comunali amministrative ogni volta è la stessa storia: purtroppo circolano le consuete “bufale” su chi può e non può recarsi alle urne per esprimere il proprio voto anche al secondo turno. Su alcuni siti si leggono presunti regolamenti che vietano il voto del ballottaggio se non si è andati alle urne al primo turno: bene, nulla di più falso visto che il regolamento è chiarissimo. Chiunque può esprimere il voto al ballottaggio, anche in questo 25 giugno 2017, anche se al primo turno per qualsivoglia motivo non si è presentato al proprio seggio elettorale. Ricordiamo inoltre che votano solo gli elettori che abbiano compiuto i 18 anni entro la data dell’11 giugno, ovvero proprio il primo turno di questa tornata di Elezioni Amministrative. (agg. di Niccolò Magnani)

È una combinazione che è successa pochissima volte nella storia repubblicana, specie nelle grandi città, eppure in linea teorica potrebbe presentarsi nel ballottaggio delle Elezioni Comunali. Se i due candidati sindaci dovessero terminare il secondo turno ancora in perfetta parità (ovvero con lo stesso numero di voti-preferenze), cosa succederebbe? Gli elettori che domenica 25 giugno si presenteranno alle urne per votare il loro candidato scelto per il secondo turno delle Amministrative dovranno semplicemente fare un segno su uno dei candidati sindaco: ad essere eletto sarà chi semplicemente prende più voti, senza più il quorum come nel primo turno. Ma se al termine dello spoglio i voti presi dovessero risultare gli stessi, come si districherebbe l’intricata matassa? Viene proclamato sindaco il più anziano di età, secondo il regolamento stabilito dalla legge elettorale con doppio turno delle Comunali italiane. Inutile dire quale sia la probabilità di questa combinazione particolare, eppure in termini di legge così dovrà avvenire qualora si arrivasse ad estremi del genere. (agg. di Niccolò Magnani)

Domenica 25 giugno centinaia di Comuni italiani torneranno alle urne per eleggere i loro Sindaci. E’ il secondo turno delle elezioni amministrative 2017, per tutti quei Comuni che non hanno visto nessun candidato raggiungere il 50% + 1 dei voti nel primo turno di domenica 11 giugno. A contendersi le poltrone da primo cittadino saranno i candidati più votati al primo turno di ogni Comune. Stavolta la scheda sarà molto semplice, con i nomi dei due candidati e le liste collegate opposti uno contro l’altro. Basterà che l’elettore metta una croce sul riquadro del candidato scelto (non importa se sul nome o sulle liste, è sufficiente che sia chiaro dove va la preferenza, quindi niente segni fuori dai riquadri) per vedere il suo voto convalidato. Il bipolarismo tra centrodestra e centrosinistra è tornato molto forte, con qualche eccezione per candidati indipendenti o del M5S presenti in questi ballottaggi.

Il ballottaggio riguarda tutti i Comuni con più di 15.000 abitanti in cui nessun candidato ha superato i 50% dei voti. Ci saranno ben 22 comuni capoluogo di provincia chiamati ad eleggere i loro Sindaci al ballottaggio, ovvero l’Aquila, Catanzaro, Genova (queste tre città sono anche capoluogo di Regione), Piacenza, Parma, Gorizia, Rieti, La Spezia, Como, Lodi, Monza, Alessandria, Asti, Lecce, Taranto, Oristano, Trapani, Lucca, Pistoia, Belluno, Padova e Verona. Gli elettori chiamati alle urne solo per queste 22 città saranno oltre due milioni, per la precisione due milioni e duecentomila, e rappresentano oltre la metà dei cittadini che in tutta Italia saranno chiamati a recarsi alle urne per i ballottaggi. Il centrosinistra parte in vantaggio nella maggior parte di questi Comuni, ma il voto dei candidati del Movimento 5 Stelle esclusi potrebbe ribaltare molti pronostici e consegnare diverse città al centrodestra.

Come in occasione del primo turno, per il ballottaggio di domenica 25 giugno gli elettori potranno recarsi al loro seggio dalle ore 7 alle ore 23, una fascia oraria abbastanza ampia per garantire la possibilità di andare a votare anche a chi vorrà ritagliarsi buona parte della domenica per andare al mare, visto il bel tempo previsto su tutta la Penisola. Per quanto riguarda i documenti, nessuna modifica: per votare sarà necessario avere con se la propria tessera elettorale e un documento d’identità. Per chi avesse smarrito la tessera o avesse terminato due settimane fa gli spazi per i timbri, c’è la possibilità di richiederne una nuova presso gli uffici elettorali del proprio Comune, che saranno aperti anche nella giornata di domenica. Per evitare disagi, è bene munirsi di tessera elettorale comunque nei giorni precedenti alle elezioni. In ogni caso, sarà eletto Sindaco chi avrà conquistato il maggior numero di voti, essendo la sfida a due candidati.

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