STUPRO RIMINI/ Polacca violentata davanti all’amico: perquisizioni nelle ex colonie (29 agosto 2017)

- Dario D'Angelo

Polacca stuprata a Rimini: gli investigatori stringono il cerchio attorno ad un gruppo di nordafricani. I sospettati sarebbero una 15ina, le telecamere li hanno immortalati

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Rimini, 61enne muore in mare davanti ai bagnanti

Continua senza sosta a Rimini la caccia ai 4 componenti del branco che nella notte tra venerdì e sabato hanno stuprato una turista polacca a Miramare davanti all’amico, che nel frattempo veniva picchiato e rapinato. I malviventi successivamente hanno anche abusato di una prostituta transessuale sulla strada Statale. Questa mattina, come riporta l’Ansa, gli agenti della Polizia Municipale e della Polizia di Stato hanno passato al setaccio le colonie abbandonate sul confine tra Miramare e Riccione e l’hotel ‘Le Conchiglie’, una struttura alberghiera abbandonata e occupata da comunità nordafricane. E proprio sulla popolazione maghrebina, a quanto appreso, viene esercitata la pressione degli inquirenti, speranzosi di ottenere una collaborazione da parte di chiunque possa essere a conoscenza di elementi importanti per rintracciare i quattro autori delle aggressioni. (agg. di Dario D’Angelo)

IL PRECEDENTE 

Uno dei punti decisivi per le indagini sullo stupro di Rimini è quello riguardante il precedente assalto tentato ai danni di una coppia di turisti di Varese. Lei 30 anni, lui 33, la notte del 12 agosto, in piena notte, i due sono stati avvicinati da un gruppo di malintenzionati che secondo gli inquirenti è lo stesso che ha compiuto l’aggressione e lo stupro nei confronti della polacca al Bagno 130 davanti all’amico. In quell’occasione i malviventi, armati di colli di bottiglia, avevano prima rapinato la coppia, poi si erano avvicinati alla donna con l’intento di molestarla. Come riporta Il Resto del Carlino, a salvare la malcapitata è stata soltanto una corsa folle e disperata, altrimenti la ragazza avrebbe potuto fare la stessa fine della polacco stuprata. Gli agenti sono sicuri che tra un aggressione e l’altra ci sia un collegamento. E il capo della Procura di Rimini, Paolo Giovagnoli, assicura:”Abbiamo una pista, sono fiducioso, la polizia sta lavorando bene, credo si possa arrivare a una soluzione in tempi brevi”. (agg. di Dario D’Angelo)

15 SOSPETTATI

Un’indagine vasta, ad ampio raggio, per essere certi che il gruppo di nordafricani che ha stuprato una donna polacca davanti all’amico al Bagno 130 di Rimini venga assicurato alla giustizia. Questo è l’obiettivo degli investigatori della Squadra Mobile che, secondo Il Corriere della Sera, avrebbe stretto il cerchio attorno ad una 15ina di sospettati, senza iscriverne per ora nessuno nel registro degli indagati. La volontà è quella di arrivare a delle prove certe prima di effettuare qualsiasi tipi di provvedimento, sfruttando pure l’opportunità di analizzare le telecamere di sorveglianza, una decina, che hanno immortalato il gruppo per strada prima dell’aggressione. Le vittime, messe dinanzi ai fermi immagine, hanno confermato che le indagini della Squadra Mobile riminese vanno nella giusta direzione:”Sì, sono loro”, hanno detto. Un gruppo di maghrebini, perlopiù algerini o tunisini, ben vestiti e curati, di cui non è chiara però la provenienza. Alla tesi che vuole gli aggressori “in trasferta” per spacciare droga nei locali, c’è quella che li vuole stabilmente residenti nella Riviera romagnola, frequentatori abituali dei locali di Rimini sud.

LA RAPINA POCHI GIORNI PRIMA

E questo gruppo di aggressori nordafricani, potenzialmente responsabile dello stupro ai danni della donna polacca al Bagno 130, pochi giorni prima della violenza avrebbe colpito ancora. Ne sono convinti gli inquirenti che hanno ascoltato il resoconto di una coppia di turisti di Varese, che la notte del 12 agosto hanno subito una rapina con molestie sessuali ma sono riusciti a scappare e a mettersi in salvo: “stiamo verificando se i responsabili possano essere le stesse persone”, fanno sapere dalla Questura. Di certo c’è che esistono due testimoni, due persone che la notte dello stupro hanno incrociato il branco, le cui deposizioni , come riporta Il Corriere della Sera, sono state messe in cima al fascicolo aperto dalla Procura di Rimini per violenza sessuale e rapina. Gli inquirenti però ne sono certi: non si tratta di sprovveduti o senzatetto. Il branco era composta da persone che comunque fanno uso regolare di sostanze stupefacenti e dedito allo spaccio.

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