TERZA GUERRA MONDIALE/ Merkel vs Trump: “isolarsi non aiuta e ci riporta alle catastrofi del passato”

- Fabio Belli

Terza Guerra Mondiale, ultime notizie: Merkel vs Trump, “isolazionismo non aiuta e ci riporta nel pasato”. Bengasi, due autobombe in Libia contro fedeli e vertici 007 del generale Haftar. 

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Angela Merkel e Donald Trump (LaPresse)

A Davos l’attendevano e lei non ha “tradito” le attese: Angela Merkel è intervenuta questa mattina al World Economic Forum in Svizzera davanti alla platea dei vertici mondiali. Il nemico? Sempre lui Donald Trump: «oggi, cento anni dopo la catastrofe della prima guerra mondiale, dobbiamo chiederci se abbiamo imparato la lezione della storia e a me pare di no». Flemmatica ma durissima la cancelliera tedesca che vede negli Usa post-Obama un grave problema per l’intero ordine mondiale: « La risposta alle carenze del commercio internazionale, alla mancanza di reciprocità e alle violazioni delle regole da parte di alcuni, non è l’isolazionismo. Occorre cercare rimedi multilaterali, non seguire un percorso unilaterale, protezionista», conclude la Merkel, immaginando una risposta altrettanto dura del presidente Usa nei prossimi giorni proprio intervenendo al forum di Davos da dove, sul fronte economico, si discute anche dei prossimi delicatissimi equilibri mondiali. (agg. di Niccolò Magnani)

LIBIA, STRAGE IN MOSCHEA: AZZERATI VERTICI 007

Un’altra strage tra il Nord Africa e il Medio Oriente, questa volta con possibili risvolti anche in politica internazionale: non solo rischi di guerre mondiali tra Libia, Siria, Iraq e Iran, dove tutti i giorni si gioca una delicatissima “partita” diplomatica per capire come assestarsi in un immediato futuro senza la presenza ingombrante dell’Isis. Con le due autobomba a Bengasi questa mattina sono stati azzerati in pratica i vertici degli 007 delle forze leali al generale Khalifa Haftar: morti e molti feriti tra le guide delle attività investigative e di intelligence dell’apparato sicurezza libico. Da più di tre anni ormai la città di Bengasi è sottoposto alla scontro fratricida tra Haftar e gli integralisti islamici che questa mattina hanno piazzato un ennesimo “doppio colpo” alla cittadinanza: due autobomba fuori dalla moschea in pieno orario di uscita dalla preghiera del mattino hanno fatto più di 30 morti e oltre 40 feriti, provocando terrore e ancora strisce di sangue e morte in pieno centro città. Inoltre sono stati colpiti i vertici 007, un attacco piuttosto simbolico contro le forze militari che “dialogano” con i big stranieri per il futuro della Libia: la cellula terroristica entrata in azione, secondo le fonti di Huffington Post, apparterrebbe allo «Shura Council of Benghazi Revolutionary, una coalizione di milizie integraliste islamiche tra cui la più nota è Ansar al-Sharia ma che comprende anche la brigata 17 Febbraio, la brigata Rafallah al-Sahati e altri gruppi terroristici».

LA CIA TEME ATTACCO IMMINENTE DA PYONGYANG

Nonostante le prossime siano settimane di tregua Olimpica, negli Stati Uniti si continua a pensare ad un attacco nordcoreano imminente, e la tensione che potrebbe portare allo scoppio di una Terza Guerra Mondiale rischia di raggiungere i massimi livelli. Almeno, a pensarla così è il direttore della CIA, Mike Pompeo, con il capo dell’intelligence americana che ha sottolineato come la Corea del Nord entro poche settimane potrebbe essere effettivamente in grado di sferrare un attacco missilistico, probabilmente di natura nucleare, verso il territorio degli Stati Uniti: “Non sapremo mai l’esatta natura di ciò che sta per accadere. Non sapremo mai l’esatto momento in cui faranno partire un’altra bomba nucleare. Ma il rischio al quale al momento ci troviamo di fronte è che il programma di armi nucleari della Corea del Nord sta continuando ad espandersi, ad avanzare, a diventare più potente, più capace, più credibile.”

UN PERICOLO CHE INCOMBE DA MESI

Parole che non possono non suscitare una certa preoccupazione da parte degli osservatori internazionali, ma non giungono certo nuove alle orecchie di chi sta seguendo e monitorando la situazione di crisi tra Stati Uniti e Usa ormai da mesi. Pompeo non si è in questo senso mai illuso che gli sforzi diplomatici tra Corea del Sud e Corea del Nord in vista delle Olimpiadi invernali, possano cambiare le carte in tavola relativamente a un imminente attacco. Anzi, già diversi mesi fa il capo della CIA aveva parlato di un possibile attacco imminente. “È vero – ha spiegato Pompeo – da diversi mesi ritengo molto probabile un attacco missilistico da parte della Corea del Nord rivolto ad obiettivi Usa. Spero di poter dire la stessa cosa tra un anno e che quindi questo pericolo non si concretizzi. Gli Stati Uniti stanno facendo tutti gli sforzi anche a livello diplomatico nel modo più diligente possibile per allungare questa scadenza.”

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