RAGAZZO DISABILE PAGA “AMICI” 7 EURO L’ORA/ Come illudersi di comprare un dono…

Cristian Viscione, un ragazzo disabile di 20 anni di Reggio Emilia, è disposto a pagare 7 euro l’ora per avere “amici”

27.12.2018 - Roberto Persico
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Disabile cerca amici: la storia di Cristian (Facebook)

Il più inutile proprio nel senso di in-utile: non appartiene al mondo dell’utilità — del guadagno, del tornaconto, dell’interesse… Per dirla con C.S. Lewis, “L’amicizia è il meno naturale degli affetti, il meno istintivo, organico. Essa, da un punto di vista biologico, non è affatto indispensabile per la specie. Non ho il dovere di essere amico verso nessuno, e nessuno ha il dovere di esserlo nei miei confronti. L’amicizia è superflua, come la filosofia, l’arte, l’universo stesso (Dio, infatti, non aveva bisogno di creare)”. L’amicizia — chioserei — è gratuita.

Ma se l’amicizia — prosegue Lewis — “non ha valore ai fini della sopravvivenza”, essa è “una di quelle cose che danno valore alla sopravvivenza”. Io rincaro: è indispensabile. Senza amici non si vive. Si sopravvive, certo; ma senza qualcuno che condivida la tua vita — i desideri che hai, la bellezza che scopri, la fatica che fai — non si vive davvero. È devastante, la solitudine. Tanto che Cristian, vent’anni, malato di atrofia muscolare spinale, bloccato a letto ma lucido e vivace, ha offerto su Facebook sette euro all’ora per avere amici disposti ad andare a trovarlo.

Si stringe il cuore. Peraltro è, nella sua chiarezza, un caso estremo; ma non certo unico. Anni fa, una mia alunna timida, introversa, impacciata pagava un’“amica” perché la accompagnasse in giro. Quanti ragazzini sbeffeggiati abbiamo visto offrire questo e quello a compagni più spavaldi perché li tenessero con sé, perché dessero loro una parvenza di compagnia? Quanti ricchi e potenti si circondano col loro denaro di corti adoranti? Le situazioni sono diverse, la dinamica è la stessa: illudersi che l’utile — il guadagno, il tornaconto, l’interesse — possa comprare l’in-utile.

Ma non può. L’amicizia è gratuita. È un dono. Come il dono dell’amicizia di Dio, la cui irruzione nel mondo abbiamo appena celebrato. Come quello dei primi commenti comparsi sulla pagina di Tgcom 24 che dà la notizia di Cristian: “Ci vengo volentieri a trovarti e gratis ovviamente!”; “voglio essere tuo amico ma no minteressa [sic] soldi sei un ragazzo adorabile spero di condividere amicizia che dio ti aiuti”.

Il cuore torna ad allargarsi. Guardarsi in faccia liberamente, senza tornaconto venale, solo per condividere un pezzo di strada, un pezzo di vita, è ancora un miracolo possibile. In un mondo che cinicamente sembra adorare solo l’utile, è ancora possibile l’in-utile amicizia fra gli umani, segno e presentimento della grande Amicizia di cui tutti, consapevolmente o meno, abbiamo nostalgia.

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