Ora legale, bocciata abolizione/ “Fa male alla salute”, in Italia negli ultimi anni risparmi minori

- Niccolò Magnani

Abolizione Ora Legale, il Parlamento Ue boccia la proposta dei Paesi di Nord e Est Europa. “Non fa male alla salute”: la Commissione Ue però può ancora decidere e cambiare l’orologio

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Immagine di repertorio

Insomma, il tanto paventato grande cambiamento sull’ora legale non ci sarà, almeno per ora. L’unico spiraglio rimasto aperto è quello relativo alla richiesta da parte del Parlamento Europeo di istituire una Commissione per valutare in maniera approfondita quelli che sono gli effetti sulla salute del cambiamento semestrale dell’ora. Questo per avere un dossier e un quadro clinico definito rispetto a quelli che sono i rischi lamentati dai paesi del Nord Europa, che avevano formalmente chiesto a Strasburgo di abolire l’ora legale e lasciare dunque l’ora solare per tutto l’anno, estate compresa.  L’Italia è sempre stata uno dei paesi che ha tratto maggior giovamento dalle più numerose ore di luce a livello di risparmio energetico, ma va sottolineato come negli ultimi anni i numeri e le cifre siano calati, apparendo meno convenienti, visto che l’utilizzo massiccio di condizionatori come il caldo ha fatto schizzare in alto i consumi energetici anche d’estate. (agg. di Fabio Belli)

E I CITTADINI SCELGONO…

Il nord Europa afferma che l’ora legale fa male, ma il Parlamento Ue dice il contrario: per  ora, in attesa della Commissione Ue, ha ragione il secondo e in qualche modo vedono una “vittoria” anche i cittadini italiani che hanno partecipato al sondaggio social lanciato nella giornata di ieri proprio in vista della decisione di oggi a Strasburgo. «Dite la vostra! Domani il parlamento europeo discutete di ora solare e ora legale. Voi cosa preferireste?», chiede l’account Twitter del Parlamento Ue. La risposta è netta, con il 52% delle risposte che preferisce lo status quo, ovvero tenere sia solare che legale come avviene ormai da tempo immemore; il 22% vorrebbe invece l’ora legale tutto l’anno, mentre il 26% opta per l’ora solare. Al netto dei pochi che hanno partecipato al sondaggio, è comunque indicativo di una sensazione che ormai è largamente diffusa: ci sono questioni ben più urgenti e pressanti che non stare un giorno a discutere in Parlamento europeo di tempi, orologi e presunti effetti “dannosi” dell’ora legale sull’orologio biologico umano. Torniamo allora sull’ora, intesa come “presente”: tutto il resto, forse, è chiacchiera. 

CIOCCA (LEGA NORD), “DISCUSSIONE INUTILE”

L’ora legale sarà abolita? Il Parlamento Ue ha deciso negativamente sulla proposta arrivata dagli eurodeputati dei paesi del Nord e dell’Est, anche se al tempo stesso ha affidato alla commissione europea una valutazione sugli effetti sulla salute. Nel corso della discussione in aula a Strasburgo ha preso parte anche l’europarlamentare pavese della Lega, Angelo Ciocca, che come rivela l’Ansa ha dato spazio ad una sorta di siparietto, portando con sé un grande orologio. “Il Parlamento europeo perde tempo ad occuparsi dell’ora legale. Propongo di spostare le lancette del mio maxi-orologio indietro di un’ora così da far risparmiare ai cittadini italiani ed europei 250 mila euro che ci è costato e ci costa questa inutile discussione”, ha commentato. Ciocca ha quindi ironizzato aggiungendo: “Tutti i cittadini si aspettano che un’aula importante come quella del Parlamento europeo, si occupi dei 5 milioni di poveri italiani, dei 4 milioni di disoccupati o del drammatico problema dell’invasione clandestina e invece, in modo ridicolo, siamo qui per decidere se abolire o non abolire l’ora legale”. A detta dell’europarlamentare della Lega, la discussione è stata inutile e occorrerebbe restituire i soldi ai cittadini. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

PARLAMENTO UE E IL “NO” ALLA PROPOSTA

Se pensavate che l’Unione Europea si occupasse di temi importanti, seri, scottanti per il destino e il presente di questa “scalcagnata” Europa avreste anche ragione, ma forse non oggi. “Si abolisca l’ora legale, fa male alla salute!”, gridano in coro la maggior parte dei Paesi del Nord e dell’Est Europa. E la risposta del Parlamento di Strasburgo è tanto netta quanto decisa: “no!”. Fine delle bizzarrie che ci avete concesso, inizio dei fatti reali, o meglio, dell’effettiva trasposizione di quanto abbiamo scritto nelle prime righe. Il Parlamento Europeo ribadisce la sua inamovibilità riguardo l’ultimo dell’ora legale che garantisce da fine marzo e fine ottobre secondo ritmi non corrispondenti a quelli “solari”. A proporre una forte revisione della norma è stata una larga coalizione di eurodeputati, tutti di Paesi del Nord o dell’Est (dove insomma le ore di luce sono alquanto complesse): «Turbare due volte all’anno l’orologio interno degli individui porta danni alla salute la nostra richiesta è basata su decine di studi», sostiene l’eurodeputata verde finlandese Heidi Hautala. Il Parlamento Ue però ha deciso l’esatto contrario, respingendo la richiesta di abolizione e sconfessando i “dati scientifici presunti” presentati dagli eurodeputati “ribelli”. Fine delle trasmissioni? Non proprio, visto che il Parlamento ha affidato alla commissione Ue una valutazione sugli effetti dell’ora legale, riservandosi possibili cambiamenti nei prossimi mesi.

OROLOGIO BIOLOGICO SCONVOLTO?

Insomma, il mistero continua e vede il “tempo” protagonista nelle stanze europee (e nei ritmi socio-culturali dei vari Paesi europei): come stabilisce una direttiva del 2000, l’alternanza tra ora legale e solare è di competenza dell’Unione europea. Secondo la proposta dei nordeuropei, si cercava di far rimettere ad ogni singolo Stato membro la decisione sull’abolizione o meno del passaggio all’ora legale; il Parlamento ha invece rimesso alla Commissione una valutazione approfondita sulla vicenda, ma ha lanciato anche un duro “nota bene” a tutti gli Stati membri «Introdurre orari nazionali non coordinati avrebbe ripercussioni negative sul mercato interno». Intanto il dibattito nella comunità scientifica si rianima e con le due opposte fazioni che prendono vita nuova dopo che già nei decenni scontri vi sono stati diversi pareri discorsi sul tema: «Proprio nei Paesi del Nord Europa, che ora si schierano contro il cambio d’orario, in passato si è sostenuto che un pomeriggio con meno ore buie favorissero il rientro a casa soprattutto dei bambini delle scuole primarie, che le società del Nord incoraggiano a tornare da soli. E anche per gli adulti pendolari guidare con la luce è meno pericoloso», spiega Repubblica in un focus poco fa. Per chi ci vede comunque, dietro questa bizzarra “battaglia” sull’orario, un modo per mettere in crisi la centralità dell’Unione Europea e il “ritorno” all’autonomia, beh non ci è andato molto lontano secondo noi..

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