Baby gang a Massa, 16enne accoltellato: 3 arresti/ Pestato per apprezzamento social: accusa è tentato omicidio

Bbaby gang aggredisce e tenta di uccidere un 16enne coetaneo a Marina di Massa: il folle pestaggio e l’accoltellamento per dei presunti apprezzamenti ad un’amica del gruppetto

07.01.2019, agg. alle 18:36 - Niccolò Magnani
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Baby gang, immagini di repertorio

L’accusa formulata nei loro confronti è di tentato omicidio e al momento i tre autori materiali dell’aggressione, un 18enne e altri due minorenni che hanno partecipato ai fatti, sono agli arresti: tuttavia, mentre per il primo si sono aperte le porte del carcere minorile di Torino, per gli altri due è stata disposta l’ordinanza dei domiciliari. Il pestaggio avvenuto in una piazza di Marina di Massa, in provincia di Massa Carrara, da parte della baby gang ai danni di un sedicenne poteva finire in tragedia dato che la vittima è stata ferita alla gola con un oggetto contundente (si parla di coltellata ma sarebbe stato usato un temperino), prima di essere picchiato fino a svenire quando era già a terra. La brutale aggressione, secondo quanto si apprende dalle cronache locali, sarebbe scaturita da un innocuo apprezzamento fatto sui social network dal 16enne nei confronti di una amica dei tre arrestati, presto individuati dagli uomini della Squadra Mobile di Massa. Al momento, inoltre, pare che la posizione più grave sia proprio quella del 18enne rinchiuso nella struttura minorile del capoluogo piemontese. (agg. di R. G. Flore)

AGGREDITO PER UN APPREZZAMENTO SOCIAL

La polizia di Massa ha ricostruito le ore precedenti all’aggressione scoprendo che il 16enne accoltellato era stato contattato su Facebook da un componente della baby gang con una scusa per poi poterlo aggredire e punire per quel presunto apprezzamento social ad una loro amica: si evincerebbe dunque una premeditazione del tentato omicidio, fattore ovviamente aggravante per l’intera situazione penale dei tre minorenni (uno è 18enne a dir la verità), già piuttosto grave di per sé. Stando a quanto ha riportato la polizia di Massa, secondo fonti de La Nazione, tutti e tre i giovanissimi coinvolti nel pestaggio e accoltellamento del 16enne avrebbero alle spalle famiglie con svariati problemi e disagio sociale. Non è invece ancora chiaro se nella baby gang vi fossero anche altri componenti per ora sfuggiti alle indagini o se invece sia solo un terzetto ad aver aggredito la povera vittima.

BABY GANG A MASSA: 3 ARRESTI

Un nuovo tremendo caso di bullismo avviene nei nostri confini, questa volta a Massa (Toscana) dove una baby gang ha aggredito, picchiato, addirittura accoltellato, un loro coetaneo ai giardinetti del parco pubblico in pieno giorno: durante le feste di Natale, la cittadina di Massa è stata travolta dalla notizia del 16enne preso di mira da un gruppetto di minorenni che, pare per un apprezzamento fatto ad una ragazza, è stato quasi ucciso dalla furia e violenza dei “baby criminali”. Due minorenni e un diciottenne sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile di Massa con l’accusa di tentato omicidio, proprio per aver accoltellato un 16enne loro coetaneo. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, come riporta l’Adnkronos, i tre ragazzi lo avrebbero addirittura attirato nel parco pubblico per poi mettere a segno la loro “folle vendetta”.

L’ASSURDO PESTAGGIO E I MOTIVI DELLA RISSA

Tutto nasce infatti, pare, da alcuni apprezzamenti fatti su Instagram dalla vittima 16enne ad una ragazza amica della baby gang: lì la folle idea di volersi vendicare del minorenne e la “trappola” nel parco di Marina di Massa. Prima lo hanno insultato, poi accerchiato e picchiato e infine ferito alla gola con un temperino: le immagini di videosorveglianza però li hanno “fregati” e nel giro di pochi giorni sono stati tutti individuati e arrestati. Due al momento sono ai domiciliari mentre il terzo è recluso nel carcere minorile di Torino: tutti con l’accusa di tentato omicidio e aggressione, aggravati dai futili motivi. Secondo quanto riportato da Tg Com24, il pestaggio è continuato fino a che la baby gang – ritenendo di aver completato la spedizione punitiva – ha abbandonato il luogo lasciando solo il ragazzo ferito. Poi la disperata chiamata alla famiglia e per fortuna una storia che, almeno sotto il profilo delle indagini, si è chiusa. Ora il processo, ma soprattutto la paura di una ferita “profonda” che lo condizionerà negli anni a venire..

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