UCCISE IN TEMPESTA EMOTIVA: GRAVE PER TENTATO SUICIDIO/ Atteso ricorso in Cassazione

- Davide Giancristofaro Alberti

E’ in gravi condizioni Michele Castaldo, l’uomo che uccise in preda a tempesta emotiva. Intanto si attende il ricorso in Cassazione

Regime carcerario
Il regime carcerario in Italia (LaPresse, 2019)

Michele Castaldo, la cui pena per omicidio era stata praticamente dimezzata da 30 a 16 anni perché in preda ad una tempesta emotiva, è in gravissime condizioni. Rinchiuso in carcere, ha tentato di suicidarsi ingerendo una smisurata quantità di farmaci, ed ora è ricoverato in gravi condizioni. Secondo quanto emerso, pare che lo stesso 57enne emiliano non abbia retto il peso delle accuse degli ultimi giorni, i numerosi pareri negativi in merito proprio alla sentenza dimezzata. Ma per Castaldo la vicenda potrebbe non essersi ancora esaurita. Si attende infatti il ricorso ufficiale da parte della procura generale di Bologna in Cassazione, l’ultimo e definitivo grado di giudizio. A questo punto la palla sarà nelle mani dei giudici, che potrebbero di fatto confermare i 16 anni di galera, oppure, rispolverare la vecchia condanna a 30 anni di detenzione, sbugiardando quindi la sentenza in appello. Un processo che potrebbe essere influenzato in qualche modo dal clamore mediatico di queste settimane. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

UCCISE PER TEMPESTA EMOTIVA: GRAVE DOPO SUICIDIO

L’uomo che uccise in preda ad una tempesta emotiva, ha tentato nuovamente il suicidio. Il 57enne della provincia di Ferrara, Michele Castaldo, versa attualmente in gravi condizioni presso il reparto di rianimazione dell’ospedale locale, dopo aver tentato di togliersi la vita in carcere ingerendo dei farmaci. Castaldo era stato condannato a 16 anni di reclusione per aver ucciso l’ex compagna Olga Matei, ma il suo caso aveva fatto discutere perché dopo la condanna a 30 anni in primo grado, la pena era stata dimezzata in appello, con il giudice che aveva concesso pochi giorni fa l’attenuante della “tempesta emotiva”, visto che il killer era stato accecato dalla gelosia durante l’atto criminale. Il clamore mediatico suscitato dalla sentenza, che ha fatto non poco discutere perché ritenuta da molti troppo lieve, abbia spinto il Castaldo al tragico gesto. Pochi giorni fa, sottolinea Il Corriere di Romagna, il condannato avrebbe scritto una lettera al suo avvocato in cui sottolineava di sentirsi demonizzato e di volersi infliggere la giusta pena da solo. Così ha preso dei farmaci e li ha ingeriti.

UCCISE PER ‘TEMPESTA EMOTIVA’: TENTA IL SUICIDIO IN CARCERE

I fatti tragici risalgono al 5 ottobre del 2016 quando Michele Castaldo uccise a mani nude la fidanzata Olga Matei, una donna moldava con cui aveva intrapreso una relazione da circa un mese, per poi tentare di togliersi la vita a sua volta. La sua compagna gli aveva comunicato che voleva troncare il loro rapporto, e Castaldo, preso dalla gelosia visto che da un paio di giorni la donna si “messaggiava” con altri uomini, la soffocò a mani nude, uccidendola. Il giorno dell’omicidio Castaldo l’aspettò davanti a casa, quindi i due entrarono e iniziarono a parlare; durante la conversazione l’uomo confidò le sue insicurezze e la sua gelosia a Olga, ma la donna gli chiese di andarsene non mostrando comprensione. A quel punto scattò un litigio e Michele uccise la fidanzata. La condanna in primo grado fu di 30 anni di carcere (con il rito abbreviato), quindi in appello la riduzione ulteriore della pena a 16 anni.

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