Maria Chindamo, il cognato/ “E’ come se fossi già condannato, ma non so nulla”

Maria Chindamo è scomparsa da Reggio Calabria tre anni fa: parla il cognato

Maria Chindamo a Quarto Grado
Maria Chindamo (QG)

Dove è finita Maria Chindamo? La 44enne di Laureana di Borriello è sparita il 5 maggio del 2016 nei pressi della sua azienda agricola fra Limbadi e Laureana, e da quasi tre anni non si trova. Al momento sarebbero tre le persone indagate, fra cui il cognato della donna, accusato di omicidio, sequestro di persona e occultamento di cadavere. La trasmissione di Rete Quattro, “Quarto Grado”, ha intervistato proprio il parente della Chindamo, catturato nei pressi dei campi appartenenti alla stessa scomparsa. «In quel campo ci sono quasi due ettari di kiwi – racconta – che a suo tempo mio suocero ha voluto intestare a Maria nonostante mia suocera non volesse, ma Nando ha insistito tanto perché c’era una pratica della comunità europea e l’aveva fatto. Nonostante ho saputo che hanno preso dei bei soldi, visto che il Kiwi Gold è il prodotto migliore, l’hanno abbandonato e non so il motivo».

MARIA CHINDAMO: “HO LA COSCIENZA A POSTO”

Il cognato racconta di essere stato messo sottotorchio dagli investigatori: «Mi hanno interrogato per due ore – spiega – noi abbiamo una carta chiara e tonda che dice che siamo informati dei fatti. “Cosa significa?”, ho chiesto al mio avvocato, e lui mi ha detto che significa che sono accusato». Secondo lo stesso cognato della scomparsa, la trasmissione di Rete Quattro ci sarebbe andata con il “piede pesante” nei confronti del suocero: «Siete di Quarto Grado? E’ stato il canale che è stato il più aggressivo nei confronti della buon’anima di mio suocero – le sue parole – è stato additato come il mandante della morte di Maria mia cognata, mancavano e mancano tutt’ora gli esecutori, si rimane con quella linea». Il cognato racconta come i rapporti con il padre di Maria non siano idilliaci: «Vado al bar da Vincenzo e mi guarda negli occhi e mi dice “Noi vogliamo sapere la verità”. “Da me?” gli dico, e mi ha buttato praticamente fuori dal bar. Poi, dopo qualche mese ha chiesto solidarietà. Ma come solidarietà? Ci accusate. Poi ci hanno chiamato da Vibo Valentia per il tampone, ma era negativo, ho la coscienza a posto».

MARIA CHINDAMO: “COME SE FOSSI GIA’ CONDANNATO”

I carabinieri hanno perquisito la sua casa, nonché quella del suocero e del cognato: «Da me non hanno mai scavato – precisa il parente della dispersa – perché con i kiwi non si può scavare, non si può lavorare. Sono venuti qui vicino a scavare ma non si è trovato nulla. Mio suocero è sotto accusa, i suoi terreni sono stati scavati mille volte ovunque, sempre alla ricerca del corpo di mia cognata». A quell’uomo sono stati sequestrati anche due fucili, detenuti regolarmente, nonché due automobili, così come fatto ad altri parenti della vittima: «E’ giusto – spiega – bisogna indagare, però io non capisco perché stanno cercando di trovare mille modi di accusarci, praticamente siamo già condannati noi, non c’è niente da fare signora». E così si conclude l’intervista. Qui il video del servizio di Quarto Grado

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