NAVE ALAN KURDI VERSO MALTA/ Sea Eye “cibo finisce”: Orlando “migranti in Sicilia”

- Niccolò Magnani

Nave Alan Kurdi diretta verso Malta, Ong Sea Eye “cibo sta finendo, aprite i porti”. Orlando “portino i migranti in Sicilia”: la denuncia a Salvini

Alan Kurdi migranti tirrenia
Nave Alan Kurdi (LaPresse, 2019)

Mentre la nave della ong Sea Eye si trova ormai al largo di Malta – e mentre dal Governo de La Valletta non sono giunte conferme certe di uno sbarco immediato nel porto centrale – dalla Sicilia arrivano le parole del Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, non certo la prima volta in aperto scontro e critica dell’attuale Ministro degli Interni proprio sul tema migranti. «Avete salvato vite e state onorando il comandamento morale di restare umani di fronte all’indifferenza e alla cultura egoista di tanti governi», ha spiegato Orlando in un colloquio telefonico con il responsabile della Sea Eye in Italia. «Vi invito ad aver fiducia nella Costituzione italiana e nella Giustizia italiana a garanzia dei diritti umani e di chi salva vite umaneNon attendete i tempi di una diplomazia mossa da interessi elettorali di “bassa Lega” – ha concluso il sindaco di Palermo – perché la vita umana non può essere soggetta né seconda ad interessi di nessuna parte». Intanto sul diario di bordo della nave carica di 64 migranti in viaggio nel Mediterraneo, si legge «quinto giorno sulla Alan Kurdi, speriamo che le menti politiche si rasserenino rapidamente per fare ciò che è umano: proteggere la vita umana». Per questo motivo la ong tedesca chiede al Premier Muscat affinché venga accettato l’invito allo sbarco di tutti i migranti, con il cibo che sta esaurendo e le condizioni a bordo che iniziano ad essere insostenibili: «le persone salvate devono sopportare condizioni insostenibili. Parte di loro deve dormire all’aperto sul ponte della nave ed è esposta al vento, alle onde e al freddo. Si avvicina una tempesta che metterà in grave pericolo le persone a bordo. La maggior parte delle persone soccorse è in condizioni fisiche fragili dopo la fuga e le condizioni estreme nei campi di detenzione libici» conclude la ong Sea Eye.

NAVE ALAN KURDI VERSO MALTA

I migranti a bordo della nave Alan Kurdi (della ong Sea Eye), dopo alcuni giorni di richiesta di sbarco al largo di Lampedusa, sono ora diretti con tutto equipaggio verso Malta dove saranno fatti scendere a terra senza dividere le famiglie come invece “prospettato” dal Governo italiano (che intendeva far sbarcare in un primo momento solo donne e bambini). L’ennesimo caso nel Mediterraneo di navi cariche di rifugiati e clandestini naufragati al largo della Libia – dopo la rinuncia di portarli nel porto più vicino, ovvero quello libico – sembra a questo punto dirigersi verso la propria conclusione. Mentre il Ministro degli Interni ha fatto sapere di essere soddisfatto di aver rispettato e controllato i confini ancora una volta, la ong tedesca si è scagliata contro il vicepremier Salvini: «ha umiliato i naufraghi e sfruttato tutto e tutti per ottenere il massimo vantaggio possibile da questa situazione». Intanto dalla stessa nave Alan Kurdi giunge l’appello d’emergenza per cibo e acqua a bordo: «Malta è il rifugio più vicino e la nave ha bisogno di protezione dalle intemperie, acqua potabile e possibilmente cibo», scrivono dalla stessa Sea Eye dopo che ieri pomeriggio avevano denunciato «Il nostro equipaggio si sta prendendo cura degli ospiti sulla Alan Kurdi ma il cibo è razionato per tutti, compreso l’equipaggio. Un sacco di gente è costretta a dormire sul ponte. Il tempo sta peggiorando significativamente. Abbiamo bisogno di un rifugio sicuro ora».

MEDITERRANEA DENUNCIA SALVINI

«Chiediamo di accertare se il divieto di ingresso in acque italiane, pur a fronte di un’evidente situazione di pericolo di vita e delle indifferibili esigenze di soccorso delle persone a bordo, sia atto illegittimo, contrario agli obblighi di assistenza e soccorso, che integra gli estremi di una condotta delittuosa e, nel caso a tal convincimento si addivenisse, identificare, perseguire e punire quanti ne risultino responsabili nelle indagini»: questo è invece l’esposto che la rete della società civile italiana “Mediterranea Saving Humans” ha presentato ieri alla Procura di Agrigento contro il ministro degli Interni Matteo Salvini in merito al caso della nave Alan Kurdi. Il testo della denuncia vede il supporto del team legale di Mediterranea con la firma in calce di Sandro Mezzadra, professore di filosofia politica dell’università di Bologna; Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci; Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci; e Cecilia Strada, tra le fondatrici di Emergency. Secondo la coordinatrice Alessandra Sciurba, «C’è una nave che ha salvato 64 persone ed è stata trattata dal governo italiano come una minaccia alla sicurezza nazionale. Vogliamo sia fatta luce sulla catena di comando e sulle procedure seguite per valutare la legittimità di queste scelte». Il vicepremier Salvini ha commentato sempre ieri «Possono aprire delle enciclopedie a mio carico, ma io non cambio assolutamente atteggiamento. I porti sono e rimangono chiusi e inibiti al traffico indesiderato». In diretta Facebook lo stesso Ministro ha aggiunto come «l’Italia difende i suoi confini, decidiamo noi chi entra e chi esce in casa nostra. Mi sembra che abbiamo il diritto di farlo».







© RIPRODUZIONE RISERVATA