MAREA NERA/ Kevin Costner e il regista di Avatar al lavoro per salvare il mondo come in un film di fantascienza

- La Redazione

Mondo minacciato dalla marea nera come nei film di fantascienza. Al punto che soltanto l’estro di un regista come James Cameron, o una star di Hollywood come Kevin Costner, possono trovare l’idea per salvare i mari e gli oceani del pianeta, che rischiano di finire travolti da un’ondata di petrolio

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James Cameron

Mondo minacciato dalla marea nera come nei film di fantascienza. Al punto che soltanto l’estro di un regista come James Cameron, o una star di Hollywood come Kevin Costner, possono trovare l’idea per salvare i mari e gli oceani del pianeta, che rischiano di finire travolti da un’ondata di petrolio. E proprio come nei migliori film d’azione, quando la suspense raggiunge l’apice è necessario il colpo di scena, o un eroe in grado di salvare il mondo. Chi meglio quindi di Cameron e Costner per tirare la Bp (e l’umanità intera) fuori dai guai?

Infatti, il regista di Titanic e Avatar, e Kevin Costner, l’attore di Balla coi lupi hanno offerto il loro aiuto al colosso petrolifero. Anche perché Cameron, nel film Abyss del 1989, ha realizzato una profezia impressionante del disastro che ha coinvolto la Bp. Il regista, la cui fama è stata riconosciuta anche da diversi Oscar, è conosciuto del resto proprio per il fatto di avere applicato le tecnologie più innovative del mondo reale per aumentare la credibilità delle sue fantasie epiche. Tuttavia pare che Bp abbia rifiutato l’offerta di aiuto di Cameron.

Il regista americano aveva proposto di usare le tecnologie usate per la realizzazione dei film per portare un contributo nell’emergenza davvero reale del disastro della piattaforma Deepwater Horizon. Non è da meno Costner che, come rivela il sito Internet del network Usa Abc, ha finanziato un team di scienziati per 15 anni nella speranza di sviluppare una tecnologia in grado di pulire le massicce fuoriuscite di petrolio. Grazie alla sua ricerca, Costner ha creato una potente centrifuga sostenendo che sarà in grado di separare il petrolio dall’acqua e scaricare il combustibile in un gigantesco serbatoio. Costner e i rappresentanti di «Ocean Therapy Solutions», la ditta che ha sviluppato il macchinario, hanno presentato la centrifuga ai dirigenti della Bp a New Orleans la scorsa settimana. «Credo che vorranno fare la cosa giusta», ha dichiarato Costner ai cronisti in quell’occasione, riferendosi alla possibilità che la tecnologia sia utilizzata per risolvere le conseguenze del disastro.

 

Non è stato da meno Cameron, che si è incontrato con scienziati, ingegneri e dirigenti del dipartimento Usa dell’Energia e dell’agenzia di protezione ambientale durante una riunione a Washington martedì per condividere le idee su come ridurre il danno provocato dalla massiccia fuoriuscita di petrolio. La discussione è stata descritta dall’amministrazione Obama come una «sessione di ascolto», anche se non è un segreto il fatto che la Bp è in serie difficoltà nel trovare la tecnologia adatta a intervenire a quelle profondità, un miglio sotto la superficie dell’Oceano. Come scrive il quotidiano inglese Guardian, due settimane fa Cameron aveva offerto alla Bp l’utilizzo della sua flotta privata di sottomarini, attualmente ormeggiata nel lago Baikal nella federazione Russa.

 

Il regista di Avatar, il film con il maggiore incasso nel mondo, oltre che di Titanic, che deteneva il record precedente, è considerato un esperto delle tecnologie di immersione nelle profondità sottomarine, avendo utilizzando sottomarini in una serie di film. E’ suo per esempio Abyss, del 1989, girato sott’acqua attorno a una piattaforma petrolifera contro cui si è schiantato un sottomarino nucleare americano. E il set del film era stato nientemeno che un canyon nelle profondità del mare dei Caraibi conosciuto come Caiman Trough. Ed è davvero una coincidenza sorprendente il fatto che la compagnia che nel film possiede la piattaforma si chiami proprio Bp, cioè Benthic petroleum. Durante la preparazione del film Titanic, Cameron ha creato una nuova generazione di mini navi telecomandate provviste di telecamere, abbastanza piccole per entrare all’interno della nave affondata riprendendo così la scena da angolature imprevedibili.

 

Cameron è quindi ritornato sul luogo dove il Titanic era affondato, per realizzare un documentario 3D sui resti della nave, intitolato Ghosts of the Abyss e uscito nel 2003. In aggiunta alle sue creazioni sottomarine, Cameron ha lavorato con i sommergibili di fabbricazione russa Mir, noleggiati dall’Accademia russa delle scienze. Il regista ha registrato fino a due miglia sotto la superficie del mare, cioè il doppio della profondità di Deepwater Horizon. Durante una trasmissione della Npr, radio pubblica americana, una volta ha dichiarato: «Esistono quattro sommergibili nel mondo in grado di scendere fino a 20mila piedi di profondità, ed è come tentare di esplorare un’area grande come tutti i continenti del mondo messi insieme a bordo di una jeep». Cameron lavora a stretto contatto con il suo collega canadese Phil Nuytten, progettista di imbarcazioni d’alto mare comandate a distanza o provviste di equipaggio.

 

L’ANNUNCIO DEI TEST – Anche Nuytten era presente al summit di Washington. Jeff Heaton, un pilota che lavora con Nuytten, ha dichiarato al quotidiano canadese Globe and Mail: «Non è questione di attaccare o puntare il dito contro la Bp. Ciò che conta è considerare tutte le possibilità, che cosa può accadere se falliscono questa o quella situazione». Ma anche il coinvolgimento di Costner non è affatto soltanto sul piano dell’immagine, ma con un ruolo di consulente operativo. Non a caso, parlando della centrifuga creata dall’attore, il portavoce della Bp Mark Proegler ha rivelato al sito internet di Abc: «Abbiamo accettato la proposta di testarlo». I dirigenti di Ocean Therapy Solutions hanno dichiarato che uno dei loro macchinari è in grado di pulire fino a 800mila litri di acqua al giorno. L’apparecchiatura lascia l’acqua depurata al 99% dal petrolio, ha fatto sapere la ditta.

 

«I macchinari sono fondamentalmente dei dispositivi a centrifuga in grado di gestire un enorme volume d’acqua e separarlo dal petrolio in quantità mai raggiunte in precedenza – ha sottolineato John Houghtaling, ad di Ocean Therapy Solutions -. Sono stati sviluppati a partire da una tecnologia a centrifuga meno innovativa. Le normali macchine a centrifuga sono infatti molto lente e risentono delle variazioni nella composizione della miscela di acqua e petrolio». I dispositivi, che possono essere portati sul luogo della fuoriuscita attraverso delle chiatte, hanno delle dimensioni differenti. La Bp sta utilizzando sei dei macchinari di Kevin Costner nei suoi test.

 

La star di Hollywood ha dichiarato ai giornalisti: «E’ da anni che sono coinvolto nel progetto, si erano verificate delle fuoriuscite di petrolio e mi domandavo perché non potessimo ripulirle». Il gruppo di ricerca finanziato da Costner è stato guidato finora dal fratello dell’attore. E la speranza è che riesca a rimediare a una catastrofe dalle proporzioni record, che in un mese ha contaminato 119.094 chilometri quadrati di Oceano.

(Pietro Vernizzi)

 

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