DALIDA/ Com’è morta? Una vita di tragedie e passioni (Techetecheté)

- Fabio Belli

Dalida, com’è morta? La vita di tragedie e passioni del “Diamante del Cairo”, 170 milioni di dischi venduti e un’anima tormentata (Techetecheté).

Dalida film tv con Sveva Alviti

Techetecheté dedicherà la sua puntata monografica su Rai 1 a Dalida: la grande cantante francese, Iolanda Cristina Gigliotti il suo vero nome, nata a Il Cairo ma di origini italiana, protagonista di un’appassionata storia d’amore con Luigi Tenco che ha caratterizzato molto la sua carriera e la sua vita. Nata nel 1933 nella capitale egiziana, Dalida si è tolta la vita nel 1987 al culmine di una depressione che l’aveva accompagnata per lunghi anni, seguendo così il destino di Tenco che aveva compiuto lo stesso gesto: proprio il suicidio di Tenco aveva provocato un precedente tentativo di togliersi la vita da parte di Dalida.

Una vita tormentata a fronte di tanti straordinari successi musicali: basti pensare che nella sua carriera Dalida ha venduto oltre 170 milioni di dischi in tutto il mondo: il primo disco di diamante della storia, nel 1981, fu creato appositamente per lei al raggiungimento degli 85 milioni di album venduti, un primato impensabile nella discografia di oggi.

DALIDA, L’INCONTRO CON LUIGI TENCO

Dalida aveva genitori calabresi originari di Serrastretta, in provincia di Catanzaro, seconda di tre fratelli, Orlando e Bruno. Suo padre, Pietro Gigliotti, era primo violino all’Opera del Cairo, mentre sua madre, Filomena Giuseppina d’Alba, era una sarta. Ad aprirle le porte del mondo dello spettacolo fu la vittoria del concorso di Miss Egitto, nel 1954, anno in cui adottò il nome d’arte Dalila, molto popolare all’epoca fra le ragazze del Cairo, che nel 1956 cambiò in Dalida, su consiglio dello scrittore Alfred Machard.

Negli anni Sessanta, dopo diversi successi nel mondo del cinema, si aprirono per Dalida le porte del mondo della canzone soprattutto in Italia, grazie al grande successo de La danza di Zorba. Un pezzo che la portò a partecipare all’ormai ex Canzonissima, divenuta nel frattempo Scala Reale, e che le regalò l’incontro della sua vita: quello con cantautore genovese Luigi Tenco. Insieme parteciperanno a Sanremo con “Ciao Amore Ciao“, nell’edizione del tragico suicidio del cantante.

DALIDA, COM’E’ MORTA? IL SUICIDIO “AL BUIO”

Come detto, la stessa Dalida scossa dal dolore tentò di togliersi la vita, uno shock ripetutosi poi nel 1970 quando a uccidersi fu Lucien Morisse, suo ex marito. Nonostante questi gravi lutti la sua carriera negli anni andò avanti mietendo straordinari successi, alternativamente nel mondo del cinema e della musica, tanto da arrivare a superare il tetto dei 100 milioni di dischi venduti. Si dice però che il suicidio di Tenco minò in maniera definitiva la sua stabilità mentale e nel 1987 si suicidò ingerendo una massiccia dose di barbiturici ed alcol, lasciando un biglietto in cui confessò che “la vita gli era insopportabile”. La ritrovarono al buio, quando era risaputa la sua paura per le stanze completamente scure. Dalida è sepolta nel cimitero di Montmartre a Parigi; sulla sua tomba si trova una statua commemorativa che la mostra con gli occhi chiusi rivolti allo spettatore.



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