DALLA GERMANIA/ La campagna sul nucleare per non restare al buio in inverno

- Alessandro Fontana

Il phase-out nucleare in Germania dovrebbe essere completato quest’anno, ma c’è chi spinge per un passo indietro su questo fronte

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Una centrale nucleare (Pixabay)

STOCCARDA – In base alle decisioni prese dopo l’incidente del reattore di Fukushima e sull’onda del relativo tsunami, il phase-out nucleare in Germania dovrebbe essere completato quest’anno. Le ultime tre centrali nucleari operative (Emsland, Neckarwestheim 2, Isar 2) dovrebbero essere spente entro dicembre. Ma l’invasione russa dell’Ucraina e la conseguente crisi del gas hanno riacceso il dibattito sull’opportunità di rinviare lo spegnimento.

Il Presidente della Baviera, Markus Söder, sta conducendo una campagna per mantenere in funzione le centrali nucleari tedesche, almeno per qualche tempo. Le centrale Isar 2 copre circa il 10% del fabbisogno totale di elettricità in Baviera: rinunciare a questo contributo, mentre Putin gioca al gatto col topo usando le turbine, sarebbe secondo Söder una decisione di carattere puramente ideologico.

Il proseguimento dell’attività dell’impianto Isar 2 è tecnicamente possibile, afferma TüV Süd (la società di certificazione leader in Germania e non solo). La ministra federale dell’Ambiente Steffi Lemke (Alleanza 90/I Verdi) ravvisa tuttavia gravi carenze metodologiche nella valutazione. Una presa di posizione suffragata dal capo del dipartimento per la sicurezza nucleare e la protezione dalle radiazioni, Gerrit Niehaus, ma osteggiata dal ministro bavarese dell’Ambiente, Thorsten Glauber (appartenente al partito degli “Elettori liberi”, un partito conservatore bavarese).

I principali economisti tedeschi sono dal canto loro favorevoli al nucleare. Un prolungamento della vita delle centrali rimaste potrebbe dare un “contributo importante” al processo di emancipazione dalle forniture energetiche russe, ha dichiarato ad Handelsblatt Veronika Grimm, titolare della cattedra di economia presso l’Università Friedrich-Alexander di Erlangen-Norimberga. Lars Feld, direttore del Walter Eucken Institut e attuale consigliere economico del ministero delle Finanze, e Clemens Fuest, presidente dell’Istituto IFO di Monaco, sono sostanzialmente d’accordo.

Nel frattempo, il ministro delle Finanze Christian Lindner (FDP) è al lavoro per contrastare gli effetti fiscali dell’inflazione. Gli aumenti di stipendio richiesti dai sindacati hanno infatti l’effetto di preservare il potere d’acquisto dei lavoratori, eroso dall’aumento dei prezzi. Gli aumenti di reddito rischiano tuttavia di essere vanificati dalla progressione delle aliquote fiscali. 

La proposta di Linder consiste quindi in una rimodulazione delle aliquote. Lo sgravio fiscale dovrebbe avere un valore complessivo pari a dieci miliardi di euro nel prossimo anno, portando benefici a 48 milioni di cittadini: pensionati, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi. Oltre all’adeguamento delle aliquote fiscali, saranno aumentati anche gli assegni familiari e quelli per i figli a carico.

Novità sul fronte dei trasporti. Mentre le criticità del traffico aereo sembrano in fase di normalizzazione, continua il grande successo di pubblico e di critica del biglietto ferroviario mensile a 9 euro: armati di biciclette e roller vari, i tedeschi hanno preso d’assalto i treni regionali. Stranamente, l’aumento dei passeggeri sui treni non sembra aver portato a una riduzione del traffico sulle strade, come inizialmente pronosticato e auspicato. 

Il successo dell’iniziativa ha messo di buon umore il ministero dei Trasporti, diretto da Volker Wissing (FDP). “Dal punto di vista della politica dei trasporti, il biglietto da 9 euro è stato una svolta”, ha detto un portavoce del ministro, “siamo riusciti a far salire più persone su autobus e treno. È pratico e conveniente”. L’offerta dovrebbe terminare a fine agosto, ma ci sono diverse proposte in discussione per un prolungamento della stessa, con un prezzo superiore ma comunque vantaggioso. 

Se dal punto di vista commerciale le cose vanno bene, dal punto di vista del servizio (fornito da Deutsche Bahn e da un mix di società regionali) ci sono ancora margini di miglioramento. Il livello complessivo è infatti piuttosto lontano dagli standard svizzero-giapponesi, e ricorda per certi versi quelli italici: ritardi non infrequenti, qualche cancellazione, mancanza di aria condizionata durante le “bombe di calore” di luglio e agosto. Attendiamo con apprensione il nuovo assetto invernale, senza il gas russo…

Naturalmente non tutti i problemi sono risolvibili dall’oggi al domani. La Deutsche Bahn avrebbe però trovato un’escamotage per sopperire all’elevato numero di ritardi. Secondo Tagesschau, la società sta progettando un adeguamento del sistema di informazione e prenotazione: in futuro saranno previsti tempi di trasferimento più lunghi per i collegamenti a lunga percorrenza. Una mossa che potrebbe ridurre i ritardi e avere un impatto sui risarcimenti richiesti dai passeggeri. Insomma, se Maometto non va alla montagna…

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