Damiano Bologna ucciso per difendere amica da stalker/ La sorella “Lasciato solo…”

- Angela Marrelli

La sorella di Daminao Bologna, ucciso dallo stalker dell’amica si sfoga alla Vita in Diretta. La donna conosceva bene suo fratello e sa che non ha avuto il tempo di difendersi

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La Presse

L’omicidio a Canosa di Puglia del 13 novembre ha colpito tutti: un uomo è morto per salvare l’amica da uno stalker. E’ il caso di cui si è occupato oggi la Vita In diretta con un servizio che ha ripercorso quei tragici momenti in cui Damiano Bologna perde la vita. Si trovava al bar del centro con un’amica. Entra un uomo e la molesta verbalmente. Damiano la difende ma alla fine morirà in un bagno di sangue. L’aggressore adesso è in carcere ma Damiano non c’è più.

La famiglia ci tiene a ribadire che Damiano avrebbe difeso qualsiasi donna, non solo quella ragazza perchè era una sua amica, che conosceva tra l’altro solo da due settimane. La donna non gli aveva detto che l’aggressore la perseguitava da mesi: la stava tormentando. Quando entra nel bar, l’assassino si dirige verso Damiano e lo invita ad uscire fuori. Si sente un tonfo: il rumore della testa della vittima che cade al suolo. Il fratello Giovanni e la sorella Grazia parlano di lui come un uomo forte, che sicuramente non ha avuto il tempo di difendersi. “Aveva il viso tutto rovinato dai pugni. Gli occhi quasi neri, il labbro tutto spaccato, la faccia gonfia. Si vedeva che soffriva, voleva parlare ma non ci riusciva” racconta Grazia ai microfoni de La Vita in Diretta, portando alla memoria i momenti in cui Damiano era in coma. La sua famiglia, i suoi cari speravano che si risvegliasse, ma lui non ce l’ha fatta.

Damiano l’eroe di Canosa di Puglia

“Io so solo una cosa” aggiunge la sorella di Damiano. “Mio fratello dopo essere stato ammazzato di botte, è stato abbandonato lì, era solo. E’ stato picchiato a morte, è stato preso alle spalle, perché non ha avuto il tempo di reagire, il tempo di difendersi e nessuno ha fatto niente. E’ stato abbandonato lì a terra, vicino al marciapiede”. Sono queste le parole cariche di dolore di una sorella che ha perso un fratello, in un modo così violento e inaspettato.

Un fratello che oggi è ricordato come un eroe ma che ha pagato con la vita il suo coraggio, il suo altruismo. “Io non so niente di quella notte. So soltanto che mio fratello ha difeso una ragazza. Non si è girato dall’altra parte”. Grazia è fiduciosa nella giustizia: l’assassino di Damiano “deve pagare per quello che ha fatto.” Puntualizza con fermezza. L’aggressore è accusato di omicidio volontario, ma intanto c’è un paese intero sotto shock. Damiano era un contadino forte, tutti lo conoscevano come una persona gentile e disponibile. L’aggressore pure lo conoscono tutti: è sposato e ha due figli, ma stalkerizzava quella ragazza da maggio scorso.



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