Decreto Dignità e calcio/ Obbiettivo fallito: scommesse in aumento e i club a secco

- Michela Colombo

Decreto Dignità e Calcio. E’ fallimento su tutta la linea per la norma: i club rimangono a secco e gli italiani scommettono di più.

Serie A pronostici
Foto LaPresse

In questi giorni drammatici per l’emergenza sanitaria, anche il calcio fa i suoi conti e tenta di capire come uscire dalla crisi economica che lo ha investito, visto il perdurare dello stop delle competizioni. Tra le prime misure che sono state subito proposte alle alte sfere, ha certo avuto eco, in tal senso, la richiesta di reintrodurre i finanziamenti per il club che venivano dal mondo betting, vietati lo scorso aprile 2019 dal Decreto Dignità. Per la precisione  si tratta della norma firmata dal primo governo Conte e voluta dal Movimento 5 Stelle, che, mantenendo legale il gioco d’azzardo, pure ne vieta ogni forma di pubblicità diretta o indiretta, relativa a giochi e vinti tramite scommesse. Un decreto volto dunque a disincentivare gli italiani a scommettere, ma che a conti fatti, pare un fallimento su tutta la linea. E che pure, in contesto così drammatico come il presente, sta andando a discapito dei club, a cui certo avrebbero ben fatto comodo questi soldi per limitare il buco che si sta formando nei bilanci di club e società, visto il perdurare dello stop al campionato per l’emergenza coronavirus.

DECRETO DIGNITA’ E CALCIO: CLUB A SECCO E ORA…

Ecco che allora a dare un contesto più preciso alla questione, infatti ci vengono ben in soccorso gli ultimi numeri e dati di AgiproNews e pure la corretta analisi fatta dal portale Calcioefinanza, per cui nonostante il decreto, firmato con l’intenzione di disincentivare gli italiani a scommettere, il popolo italiano non ha smesso di fare ricorso al betting. Anzi. Nel periodo dal 1 luglio 2019 (data di entrata in vigore del divieto al ricorso di pubblicità da parte delle società di scommesse) al 29 febbraio, la raccolta delle scommesse sportive è aumentata del 17.6%, passando dunque da 1.03 a 1.2 miliardi di euro. Visto lo scopo e le misure adottate nel decreto dignità, di fronte a tali dati non possiamo che dichiarare il fallimento della manovra: e a rimetterci a questo punto sono anche i club calcistici. Come riportato da Calciomercato.com infatti non sono di poco rilievo gli introiti mancati per i club dopo il Decreto Dignità: anzi la stima è di 100 milioni di euro a stagione. Facendo alcuni esempi, ecco che la Roma dall’accordo con Betway incassava circa 15 milioni complessivi, e la Lazio 7 da Marathonbet, ma non sono i soli. Ecco perché in questo giorni si sta chiedendo a gran voce la sospensione per 12 mesi del decreto in modo tale da offrire ai club “maggior respiro”: la misura però è ovviamente ampiamente osteggiata dalla politica e difficilmente verrà applicata.

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