DENISE PIPITONE, EX PM ANGIONI/ “Della Chiave testimone su cui bisognava puntare”

- Davide Giancristofaro Alberti

L’ex pm del caso Denise Pipitone, Maria Angioni, dice la sua sulla vicenda anche in una intervista a Mattino 5 e torna a commentare il ruolo di Battista Della Chiave

angioni 639x300
Maria Angioni, ex pm caso Denise Pipitone (Storie Italiane)

L’ex pm Maria Angioni è intervenuta oggi in collegamento anche con Mattino 5 per commentare nuovamente il caso di Denise Pipitone. Rispetto alla testimonianza di Battista Della Chiave ha spiegato: “Già nell’immediatezza della scoperta di questo testimone ma anche nella ricostruzione delle sue parole offerte dai nuovi esperti del linguaggio dei segni, dice delle cose molto dettagliate e credibili. Questo testimone è attendibile”. La Angioni ha anche svelato che questo testimone sarebbe stato scoperto “per caso”. Già all’epoca l’uomo fece un racconto molto dettagliato. “L’avvocato Frazzitta era sgomento di fronte alle cose dette da questo signore, ma nella ricostruzione fatta poi dai nuovi esperti che hanno interpretato il linguaggio dei segni del signor Della Chiave, il racconto è ancora più dettagliato e preciso”, ha aggiunto l’ex pm. In base all’idea che si è fatta lei stessa su come sarebbero andate le cose, grazie a questo testimone considerato “assolutamente attendibile” l’ex pm ha aggiunto nuovi elementi alla vicenda.

Battista Della Chiave, a suo dire, era il testimone sul quale bisognava puntare. “Bisogna capire i familiari che si trovano nell’imbarazzo creato da queste parole. Secondo me era un testimone che andava tutelato e non lasciato in un ambiente…”, ha aggiunto la dottoressa. Quel “Beppe” potrebbe essere lo stesso Giuseppe Della Chiave? “Non posso dirlo”, ha commentato la Angioni, “perchè io avevo fatto fare una perizia fonica preliminare che aveva individuato una probabilità di identità di una delle voci al 60% con una delle persone già intercettate. Non ricordo invece che fosse stato intercettato anche Giuseppe Della Chiave”, ha ammesso. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

DENISE PIPITONE, EX PM ANGIONI A STORIE ITALIANE

Maria Angioni, la pubblico ministero che ha indagato sul caso Denise Pipitone dall’ottobre del 2004 al luglio del 2005, è stata intervistata stamane dal programma di Rai Uno, Storie Italiane. Ecco che cosa ha raccontato: “Quando sono arrivata e ho preso i fascicoli in mano, le forze dell’ordine che stavano indagavano puntavano su una ricostruzione semplice, che era stata Jessica Pulizzi accecata dalla rabbia, col suo fidanzato aveva portato via la bimba, ma questa situazione non mi tornava e non mi torna oggi”. Quindi argomenta: “Sulla scena del crimine vi erano diverse persone, si trattava e si tratta di accertare tutte queste persone rientranti nella famiglia allargata della bambina, cosa ci facevano quel giorno sulla scena del crimine, perchè hanno detto e fatto cose che erano idonee a creare sospetti”.

Sull’avvistamento di Milano: “Il fatto che la bimba sia verosimilmente finita a Milano, (sono stati fatti ricostruzioni di quasi certezza della minore filmata), comporta necessariamente un’organizzazione, e il racconto del signor Della Piave (l’audioleso intervistato da Chi l’ha Visto ndr) che io ritengo attendibile, genuino e dettagliato, ci sta, conferma ulteriormente”. Quindi l’ex pm ha aggiunto: “Due persone che vanno al magazzino di via Rieti e che portano via la bimba su una barca a remi. Noi sappiamo da altre vicende che la barca serve per portare poi su una nave, su un mezzo più grande”.

DENISE PIPITONE, ANGIONI: “UN GRUPPO VOLEVA FARLE DEL MALE, UN ALTRO VOLEVA PROTEGGERLA”

Secondo l’Angioni vi sarebbero due grossi gruppi dietro la sparizione di Denise Pipitone: “Io penso ci siano stati due gruppi di persone, sempre appartenenti alla scena famigliare o amicale: un gruppo che voleva fare male alla bimba e un gruppo che voleva proteggerla, tutto al di fuori dello stato ovviamente. Sarebbe stata rapita da persone che volevano farle del male, ma la notizia è giunta prima agli altri che allo Stato grazie alle numerose sentinelle che tengono sotto controllo Mazara del Vallo. Se alcune persone hanno preso la bimba per farle del male – ha aggiunto – le sentinelle hanno appreso subito la notizia ed hanno preso in consegna la bimba e poi l’hanno portata via per sempre”. Interessanti anche le parole su una testimonianza vocale: “Le voci delle due persone intercettate vicino al motorino di Jssica e che hanno fatto presupporre che la bimba fosse viva e doveva essere spostata, una di queste voci, ad una perizia fonica preliminare, corrispondeva al 60% ad un altro famigliare della minore, diverso da Jessica e Anna corona, un altro stretto famigliare verso cui vi erano tantissimi indizi che mi hanno disturbato in quanto non centravano con Jessica e Anna Corona. Non posso fare i nomi ma i sospetti erano forti così come gli indizi. Non si può puntare su Jessica perchè è comodo, bisogna continuare a pensare e capire”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA