‘Die Zeit’ vs Ratzinger: “sapeva di abusi in Diocesi”/ Segr. Papa Emerito: “è falso”

- Niccolò Magnani

Le accuse di ‘Die Zeit’ contro il Papa Emerito: “da Cardinale di Monaco, Ratzinger sapeva di abusi pedofili di un sacerdote”. Il segretario di Benedetto XVI: “è tutto falso”

Ratzinger a Monaco
Card. Joseph Ratzinger, la preghiera dell'Arcivescovo di Monaco nel 1981 (LaPresse)

Non è la prima volta ma resta veemente l’accusa lanciata da alcuni media tedeschi contro il Papa Emerito Benedetto XVI, sul tema sempre caldo in Germania (e in generale nella Chiesa) degli abusi su minori. Le ultime accuse arrivano dalla rivista “Die Zeit” e sono molto pesanti, in quanto sostengono che l’allora Cardinal Joseph Ratzinger seppe di alcuni casi di pedofilia nella sua Diocesi di Monaco e Frisinga e “coprì” i responsabili.

Il settimanale tedesco cita anche un decreto extragiudiziale del tribunale ecclesiastico dell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga – datato 2016 – in viene criticato «il comportamento di alti prelati che non avrebbero fermato l’operato di un ecclesiastico accusato di abusi sessuali su minori». Tra questi prelati vi sarebbe anche l’attuale Papa Emerito, con l’accusa perciò «di non aver messo fine agli abusi di un sacerdote della sua Diocesi». Il caso riguarda il sacerdote Peter H., accusato di 13 casi di abusi sessuali su minori tra gli 8 e i 16 anni, tutti avvenuti tra il 1973 e il 1996: dal ’77 all’’82 Ratzinger fu arcivescovo in Baviera, nel 1980 avvenne il trasferimento del sacerdote poi condannato per pedofilia. «Il futuro Benedetto XVI che conosceva la situazione del sacerdote – accusano ancora nell’inchiesta sulla “Die Zeit” – e nonostante ciò, lo accettò come chierico nella sua diocesi, a condizione che si sottoponesse a una terapia in Baviera».

LA SMENTITA DEL SEGRETARIO DI PAPA RATZINGER

Come già avvenuto in passato, è dovuto intervenire il segretario personale del Papa Emerito, Mons. Georg Gänswein, interpellato dal settimanale tedesco, per respingere ogni tipo di accusa: «sono false le accuse. Il Papa non aveva conoscenza della storia precedente (ovvero della violenza sessuale, ndr) quando prese la decisione di ammettere il sacerdote». In un altro passaggio del “Die Zeit” si legge come tutti i vertici della Diocesi di Monaco, Ratzinger compreso, «I vertici della diocesi non sono stati all’altezza delle loro responsabilità verso i giovani e i bambini affidati alle loro cure pastorali». Nel 2016 i giudici del tribunale decisero di punire l’ecclesiastico con un pagamento di 3 mesi di stipendio alla Fondazione per bambini Tabaluga. Non solo, una volta andato in pensione, non gli è stato più permesso di esercitare il sacerdozio. Al netto delle ennesime accuse di stampa tedesca contro Benedetto XVI, il rigore e la decisa svolta nella Chiesa contro gli odiosi abusi è giunto proprio con il magistero dell’attuale Papa Emerito, sulla scia di quanto già iniziato da Giovanni Paolo II, ereditato il tutto poi da Papa Francesco. Nelle 18 pagine scritte nel 2019 da Benedetto XVI sulla “Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali”, si rinnova proprio quell’obiettivo di sconfiggere dal di dentro della Santa Chiesa di Dio il male della pedofilia: Ratzinger punta il dito contro il «garantismo della Chiesa» per il quale, negli Anni Ottanta del secolo scorso, sulla pedofilia «dovevano essere garantiti soprattutto i diritti degli accusati. E questo fino al punto di escludere di fatto una condanna. Il loro diritto alla difesa venne talmente esteso che le condanne divennero quasi impossibili».







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