DIETRO LE NOMINE DI CAIO E LAZZERINI/ Decolla la Newco di Alitalia?

- Roberto Zucchetti

Sono arrivate le nomine dei vertici di Alitalia. Più importante sembra però essere la struttura societaria che avrà la compagnia

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Lapresse

Si comincia a sapere qualcosa di più sul futuro della nuova Alitalia: usando i canali ufficiali (Facebook) il premier Giuseppe Conte ha annunciato i nomi dei vertici che prenderanno i comandi della compagnia: Francesco Caio sarà il Presidente mentre Fabio Lazzerini l’amministratore delegato. “Il vertice neo-designato potrà da subito lavorare, con gli advisor già individuati dal Ministero dell’Economia, al nuovo piano industriale, che sarà poi notificato alla Commissione Europea”, afferma il premier. Aggiunge anche: “Abbiamo condiviso le linee guida che orienteranno il piano industriale, che dovrà consentire il perseguimento di strategie aziendali nel segno della economicità di gestione, in modo da affrontare, con piena capacità competitiva, le complesse sfide del mercato dei trasporti aerei post-Covid 19”.

Amministratore delegato di provenienza interna: Fabio Lazzerini è l’attuale capo del business di Alitalia, già manager di Emirates. Presidente, un manager di provata esperienza nella gestione di imprese pubbliche: Francesco Caio, già amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane dal 2014 al 2017 e dal maggio 2018 presidente del cda di Saipem. A loro l’augurio per un’avventura certo difficile e la richiesta di essere al servizio della loro azienda e non delle esigenze di equilibrio elettorale del Governo.

Qualche informazione in più si ottiene dalla lettura di un articolo apparso domenica su Il Messaggero, dove si anticipa che la nuova società sarà una holding che controllerà tre società, dedicate alle operazioni di volo, alle attività di manutenzione e all’handling. Questa sembra una buona notizia, perché separa e responsabilizza le tre business unit che oggi convivono e che devono invece trovare, ciascuna per suo conto, il proprio equilibrio economico. Abbiamo più volte messo in evidenza che sono proprio le attività “di terra” a impedire ad Alitalia di “volare alto”: se la separazione societaria sarà in grado di portare scelte, almeno in parte, autonome forse la parte volo si potrà salvare e probabilmente entrare a far parte di una compagine societaria in grado di competere veramente a livello mondiale.

Infatti, solo all’interno di una compagine molto più grande, la futura Alitalia Volo potrà fornire a tutto il nostro Paese i collegamenti diretti di lungo raggio che oggi mancano. Il rinnovo della flotta, reso possibile dalla riduzione dei velivoli, dalla sostituzione di quelli arrivati a fine vita utile e dalla favorevole riduzione dei prezzi (almeno questo vantaggio tra tante sventure), potrà migliorare l’efficienza di Alitalia Volo, ma inciderà inevitabilmente sul fatturato di Alitalia Manutenzione: i nuovi aerei avranno senza dubbio bisogno di minore e diversa manutenzione.

Sempre dalla stessa fonte giornalistica si apprende che alla direzione operativa arriva Marco Comani, con un passato professionale in vettori low cost, e quindi con un’impostazione molto orientata a ottenere il maggior numero di ore volate dalla flotta. Un altro segno di speranza che, almeno per il volo, si voglia fare sul serio.

Tra qualche mese sapremo quindi se la nuova Alitalia sarà finalmente decollata (ci auguriamo tutti, non come San Giovanni Battista).

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