Domenico Merlo “Dissero che Michele era tossico”/ “Poteva essere salvato da leucemia”

- Lorenzo Drigo

Domenico Merlo, padre di Michele, morto per una leucemia fulminante diagnosticata troppo tardi, ha raccontato la malattia del figlio nella "piazza" di I Fatti Vostri

domenico merlo 640x300 Michele e Domenico Merlo (Rai 2, diretta I Fatti Vostri)

Domenico Merlo racconta la leucemia fulminante di Michele

Durante la diretta di I fatti vostri, in onda su Rai 2, nella “piazza” del programma è intervenuto il padre di Michele Merlo, Domenico. Il ragazzo, classe 1993, è morto il 6 giugno 2021 per un leucemia fulminante, ma i genitori hanno sempre continuato a sostenere che si sarebbe potuto salvare, fatto che Domenico Merlo ha voluto anche ribadire nella trasmissione di oggi. Ricorda di averlo visto “per l’ultima volta il 24 di maggio, quando ha registrato il primo pezzo dell’ultimo album”. In quell’occasione “aveva un livido molto importante, ce ne aveva molti da tempo, ma sono passati sempre per dei traumi, anche se lui non ne prendeva visto che giocava solo a golf”.

Furono molti i medici che dissero a Michele che si trattava solo di botte, o di strappi, racconta ora Domenico Merlo ai microfoni de I fatti vostri. Pochi giorni prima della sua morte si recò l’ultima volta in un pronto soccorso, dal quale però “l’hanno cacciato“. Mentre, “il primo intervento venne fatto il 26 di maggio dal medico di famiglia”, racconta Domenico, “la prima volta che si fece vedere lo trattò con un bendaggio e delle creme”. “Il medico” continua a raccontare, “ancora adesso dice che secondo lui era un trauma e dice che fu ingannato da Michele che disse di aver preso una botta in un trasloco”, mentre suo padre afferma che di traslochi lui non ne abbia mai fatti.

Domenico Merlo: “Dissero che Michele era un tossico”

Insomma, la vicenda legata alla morte di Michele, secondo suo padre Domenico Merlo, si sarebbe potuta risolvere molto più velocemente, se la leucemia gli fosse diagnosticata in tempo. Domenico in diretta a I fatti vostri ricorda l’ultima vista di Michele, “un triage a Cittadella dove rimase per qualche ora”, in quell’occasione lamentò “forti mal di testa, problemi al collo rigido, placche e sangue in bocca”. Tuttavia, “gli dissero ‘non devi occupare il pronto soccorso per quattro placche in gola’” e venne cacciato.

“I sintomi della leucemia erano evidenti”, racconta Domenico Merlo, “e in poche ore quella sera la situazione è degenerata”. Dormiva a casa di una ragazza che lo ospitava a Bologna, “chiese di andare a dormire” fino a quando dopo un po’ “la ragazza sente dei lamenti, va in camera e lui era già in coma, con un’emorragia celebrale”. Ma poi, il momento peggiore per Domenico, che venne a sapere della morte di Michele dai genitori della ragazza, che avevano chiamato il 118 che, durante l’intervento, aveva bisogno di alcune informazioni. “Continuavano a dire che i due ragazzi erano tossicodipendenti, dicevano che lui si era drogato, ma avevano preso fischi per fiaschi. Quel medico fu denunciato ed esonerato dal lavoro, per quanto può valere”, racconta Domenico Merlo.

Aveva speranze“, conclude il racconto a I fatti vostri sul decesso di Michele Merlo, “non lo dico io ma lo dicono 4 periti, ci fu negligenza, una mancanza. La percentuale di salvezza se gli fosse stata diagnosticata la leucemia in tempo andava dal 77 al’80%”, ed anche “il medico che lo operò ci chiese scusa dopo 6 ore di intervento”, disse “che sarebbe bastato poco per salvarlo”.





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