DOVE VA LA RISTORAZIONE?/ I freni e le speranze di un settore ancora sotto al pre-Covid

- Chiara Bandini

Nel primo trimestre del 2022 il settore incassa un incremento dell’88,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che però era ancora pesantemente penalizzato dalle limitazioni alla mobilità

Riaperture ristoranti
Lapresse

La buona notizia è che, secondo le più recenti rilevazioni di Fipe, nel primo trimestre del 2022 l’indice del fatturato delle imprese della ristorazione è cresciuto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente dell’88,7%. Un incremento che – dice la Federazione Italiana Pubblici Esercizi – segnala il lento, ma progressivo ritorno alla normalità dopo la pandemia, spinto soprattutto dalla totale riapertura delle attività, pur ancora soggette a qualche limitazione come il green pass. 

La cattiva notizia è che questo poderoso balzo in avanti – osserva ancora Fipe – dipende in buona parte dal confronto con un periodo in cui la ristorazione era sottoposta ad ampie misure restrittive che ne circoscrivevano pesantemente l’attività. E la prova, impietosa, viene dai numeri: il fatturato infatti resta ancora al di sotto dei livelli del 2019 per circa 10 punti percentuali.

La stessa dinamica tocca peraltro anche i giudizi sull’andamento dei flussi di clientela, che – rileva Fipe – nei primi tre mesi dell’anno registrano un miglioramento (-15,2%), pur rimanendo ancora al di sotto di 7 punti rispetto a quanto rilevato nel 2019. E ancora, lo stesso vale per l’occupazione: in questo caso il saldo, pur restando negativo, passa da -20,1 del trimestre precedente a -10,7, portando la perdita nel confronto con il 2019 a circa 5 punti. E di nuovo, lo stesso discorso si può applicare anche al clima di fiducia che, sempre nel 1° trimestre del 2022, si attesta a quota 92,5 recuperando così 8 punti nel confronto con il 4° trimestre 2021, ma rimanendo ancora lontano dai livelli del primo trimestre del 2019, quando l’indicatore toccava quota 97,6. 

Si muovono invece in territori prettamente positivi le materie prime che, rispetto al 2019, registrano incrementi del +17% nei saldi delle risposte (+17%) e che, rispetto al 2021, fanno registrare un balzo del +50%. E va detto che anche i prezzi di vendita sono dati in aumento: il saldo tra risposte positive e negative – dice Fipe – registra infatti un +15%.

I dati registrati nella prima parte dell’anno fanno comunque complessivamente ben sperare per le prospettive a breve termine: le stime per il 2° trimestre del 2022 – nota Fipe – sono caratterizzate da ottimismo, in particolare riguardo alle performance economiche delle aziende e all’occupazione. Ma – avverte la Federazione – ci si dovrà confrontare con un rialzo dei listini in conseguenza degli aumenti dei costi delle materie prime. 

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