CONTE AL POSTO DI SAVONA/ Dietro il “super premier” c’è la linea del Quirinale

Giuseppe Conte prende ad interim il posto di Paolo Savona come ministro degli Affari europei. La linea del Governo verso l’Ue cambierà senz’altro

06.02.2019, agg. alle 16:54 - int. Francesco Forte
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Sergio Mattarella (LaPresse)

Ieri il Consiglio dei ministri, come recita il comunicato di palazzo Chigi, “ha deliberato l’avvio della procedura per la nomina del prof. Paolo Savona a Presidente della Commissione nazionale per le società e la Borsa”. Il suo posto nell’esecutivo, in qualità di ministro degli Affari europei, è stato preso ad interim dal Premier Giuseppe Conte. Secondo l’economista, ed ex ministro delle Finanze e per il Coordinamento delle politiche comunitarie, Francesco Forte, questo avvicendamento segna una sconfitta del Governo e una vittoria del Quirinale.

Professore, cosa ne pensa della nomina di Savona e dell’interim assunto da Conte?

Certamente Savona ha le competenze per ricoprire il ruolo di Presidente della Consob. In questo modo tra l’altro, oltre a venire risolto il problema di una carica vacante da oltre cinque mesi, si dà la possibilità all’ormai ex ministro di “dissociarci” da un Governo di cui non può condividere totalmente la Legge di bilancio. Il punto vero è che ora Conte assume un importantissimo ruolo di mediatore con l’Europa, che in qualche modo mette in ombra il ruolo del ministro dell’Economia e anche del ministro degli Esteri. Diventa lui il “leader” di questo esecutivo.

Ritiene che il Premier sia in grado di ricoprire questo ruolo di mediatore?

Conte non ha nessun precedente, salvo il fatto di non essersi finora scontrato con l’Ue. I 5 Stelle, tra l’altro, cercano anche qualcuno che a livello europeo li possa aiutare e non è da escludere che il Premier in qualche modo diventi il vero rappresentante di M5s, viste le difficoltà di Di Maio. Tornando alla domanda, ritengo che Conte assuma un ruolo superiore alle sue forze. Gli auguro di essere bravo a livello europeo, ma mi permetto di dire che queste cose non si improvvisano.

Questo avvicendamento migliorerà la posizione dell’Italia in Europa?

Certamente sì, ma più che altro per la debolezza attuale dell’Italia su questo fronte, dovuta alla linea di continuo contrasto che era stata portata avanti nei primi mesi di vita dell’esecutivo. I 5 Stelle tra l’altro non sono riusciti nemmeno ad avere una propria linea chiara in Europa. A differenza della Lega, che ha saputo portarne avanti una sul tema dei migranti.

Conte, come sappiamo, è espressione del Movimento 5 Stelle. Questo suo nuovo incarico ad interim rafforza i pentastellati o invece la linea di dialogo con le istituzioni europee portata avanti in questi mesi dal Quirinale?

Sicuramente Conte “addolcirà” la posizione dei 5 Stelle nei confronti dell’Europa, ma la linea la detterà il Capo dello Stato, che ha autorevolezza e anche uno standing maggiore, oltre a occuparsi, da anni, dei rapporti con l’Europa con una propria linea. Insomma, questo avvicendamento è una sconfitta per questo Governo.

Perché?

La Lega perde un uomo importante, che tra l’altro doveva portare avanti la linea economica del Carroccio e non ci è riuscito. Voleva, per esempio, fare gli investimenti, ma alla fine l’esecutivo ha scelto di privilegiare altre misure. Anche i 5 stelle subiscono un duro colpo, perché che partito “populista” è quello rappresentato da Conte che parla amabilmente al bar con la Merkel, come successo a Davos? Le battaglie storiche dei pentastellati si stanno sgretolando sempre più. La campagna elettorale la faranno sul reddito di cittadinanza, le questioni internazionali se le sono giocate.

A proposito di questo incontro tra Conte e Merkel, c’è anche da registrare, in un’intervista al Die Welt, l’apertura da parte di Tria a Weidmann come successore di Draghi alla guida della Bce. C’è quindi l’idea di cercare di riavvicinarsi alla Germania, andando anche contro l’Eliseo, visto che Di Maio e Di Battista hanno incontrato i gilet gialli?

L’idea di fare qualcosa con la Germania è sensata, ma è chiaro che un conto è farlo non dico alla pari, ma almeno con delle buone carte, un altro è farlo in un modo che ricorda molto i deputati del Sud che sostenevano i governi di Giolitti, che venivano chiamati ascari, come i soldati mercenari africani assoldati dalle potenze coloniali europee. Non mi sembra che ci si stia muovendo in cambio di contropartite, sembra quasi più una ricerca di benevolenza. Le contropartite sono importanti, visto che c’è un problema spaventoso che riguarda le regolamentazioni bancarie.

A cosa si riferisce?

Si stanno facendo delle norme sugli Npl che creano grossi problemi alle nostre banche. Inoltre, come ha ricordato anche Ignazio Visco, ci sono delle banche minori a cui non si applica il meccanismo di ricapitalizzazione precauzionale usato per Mps e che potrebbe essere utilizzato anche nel caso di Carige. Questo è un grosso problema per le Banche di credito cooperative, una parte delle popolari e le residue Casse di risparmio: se avranno una difficoltà o si applicherà la risoluzione oppure andranno svendute. Questi sono temi su cui dovremmo cercare un negoziato a livello europeo. Mentre ora mi sembra che stiamo dicendo che sosterremo un banchiere centrale tedesco, ma in cambio di che? Aggiungo che come contropartita c’è anche la ricerca di una vera soluzione europea in tema di migranti.

Dunque dal suo punto di vista l’incarico ad interim di Conte rappresenta una sconfitta del Governo e una vittoria del Quirinale?

Diciamo una vittoria che dipende da una sconfitta. È per così dire un arretramento del Governo che dice: Mattarella salvaci tu! Sembra la ritirata di Caporetto in disordine. Solo che qui la linea del Piave non c’è, perché ce ne sono due di linee: quella della Lega e quella di M5s. Ora che i due partiti si sono spartiti un bonus elettorale a testa cominciano a emergere tutte le differenze e gli attriti. È chiaro che per il Governo c’è una difficoltà crescente. Una mossa di questa genere serve per guadagnare un po’ di tempo.

(Lorenzo Torrisi)

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