MATURITA’ 2010/ Non solo bigini: piccolo “vademecum” per godersi l’esame fino in fondo

Il rush finale non può ridursi solo ai bigini o a far la conta di quel che non uscirà nelle prove. L’esame è un momento nel quale vale la pena di impegnarsi come uomini. Il commento di LUIGI GAUDIO, docente di lettere

12.06.2010 - Luigi Gaudio
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Fra pochi giorni migliaia di alunni dell’ultimo anno delle scuole secondarie di primo e secondo grado dovranno affrontare le prove d’esame. Vorrei dare alcuni, pochi, ma utili, suggerimenti, come se stessi parlando ad uno di loro.

1. La prima risorsa sei tu. Così scriveva qualche anno fa il prof. Alberto Brasioli. Ci possono essere tantissimi strumenti (libri di testo, professori, compagni, mezzi informatici, ecc…) che ti possono aiutare, ma la risorsa principale, nel momento in dovrai affrontare le prove, sarai proprio tu, con tutto quello che hai profondamente assimilato, con quello che hai amato, che ti ha appassionato, e che salterà fuori sicuramente, ne puoi essere certo. Sarai come un giocatore che gioca la partita della vita, e non può dimenticare i tiri e i passaggi che ha provato mille volte in allenamento. Insomma, non potrai scordare proprio in quel momento chi sei, e quello che hai costruito in questi anni insieme ai tuoi compagni e ai tuoi professori, ma per farlo ti occorre qualche altro suggerimento.

2. Studia con i tuoi amici. È vero, certe volte con gli amici perdi tempo, oppure se sei uno bravo corri il rischio di lavorare per gli altri, e di non ripassare tutto sistematicamente. Vale la pena, però, di correre questo rischio. Infatti, è nel paragone con un altro che emerge, si verifica e si consolida quello che hai appreso. Studiare con gli amici vuol dire favorire due aspetti fondamentali per il tuo esame: il confronto e l’esposizione. Occorre considerare quello che già sai, anche da diversi punti di vista, e solo con il confronto si possono davvero assimilare i contenuti, sentendoli come propri, e non come un elenco di parole da memorizzare. Inoltre, soprattutto per un esame che termina con la prova orale, vale la pena che ti eserciti ad esporre agli altri. Questo implica anche una tua responsabilità.

Io credo che nell’orale, più che nello scritto, emerga la persona così come realmente è. Per prepararsi a questo, per esempio, ci si potrebbe dividere il programma, e ognuno potrebbe esporre agli altri la parte a lui assegnata, abituandosi a dire ad alta voce quei concetti che sul libro appaiono come estranei e lontani. I nostri ragazzi sono poco abituati ad argomentare, cioè a spiegare la fondatezza delle loro affermazioni, e questa forma di ripasso in compagnia potrebbe sviluppare questa attitudine, spesso compressa in uno studio mnemonico e ripetitivo.

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E poi, cosa c’è di meglio che passare alcuni giorni in montagna con gli amici, al riparo dall’afa, che sta per aggredire le nostre città? Infine, è importante stare con gli altri, non rinchiudersi in se stessi, in mille angosce e perdite di tempo, che si moltiplicano su alcuni forum e siti, sui quali si discute inutilmente per ore di quale sarà l’autore di cui tratterà la prima prova, per poi essere sempre immancabilmente smentiti dalle scelte ministeriali.

 

3. Studia con passione.Potrai ricordare solo quello che desideri davvero di sapere, direi quasi solo ciò che ami. Tutto il resto scivolerà via e lo dimenticherai presto. Forse in questi giorni potrai scoprire ciò che non hai mai saputo negli anni precedenti: cioè che quello che ti hanno obbligato a studiare fino ad adesso in effetti ti piace, corrisponde al tuo desiderio di sapere e di riflettere sulle cose, ha a che fare con i progetti che vuoi realizzare nei prossimi anni, proseguendo gli studi o andando a lavorare. A questo punto potrebbe scattare l’intuizione che hai davvero qualcosa di importante da dire o da fare. Questa è la molla che rende davvero efficace il tuo studio: capire che quello che studi ha un senso. Se invece capisci che stai studiando meccanicamente e senza passione, fermati un attimo, fai una pausa, chiedi aiuto ad un amico, e vedrai che riprenderai con maggior lena.

 

5. Studia le materie caratterizzanti.Non ti fossilizzare troppo sulla prima prova (il tototema di cui ho parlato prima) o sulla tesina, come ha già scritto qualcun altro in queste pagine web (Laura Cioni). Concentrati invece su quello che caratterizza maggiormente la scuola che hai scelto, quindi sull’interesse principale che ti ha mosso quando hai iniziato questo corso di studi. Preparati soprattutto sulla seconda e terza prova, e sui programmi, ed è proprio lì che scoprirai quella passione di cui parlavo prima.

 

4. Non vedere i commissari come dei nemici.In fondo, loro sono solo degli insegnanti come i tuoi, che (tranne pochi casi, di persone che hanno sbagliato lavoro) vorrebbero solamente riconoscere e valorizzare quello di buono che c’è in te, e come dicevamo all’inizio, ce n’è più di quanto tu credi.

 

 

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