ESAMI DI STATO 2011/ Maturità, Saggio breve (Tema svolto, Tipologia B prima prova): “Amore, odio, passione”

L’amore e le passioni sono il filo conduttore della traccia numero uno di Tipologia B, per la composizione del saggio breve o articolo di giornale. MARTINO SARTORI

22.06.2011 - La Redazione
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Il bacio di Klimt

Esami di stato, Maturità 2011: prima prova, tipologia B – 1.  Ambito artistico letterario. Argomento: Amore, odio, passione – L’amore e le passioni sono il filo conduttore della traccia numero uno di Tipologia B, per la composizione del saggio breve, o articolo di giornale. Gli spunti sono vari e toccano diverse espressioni artistiche dalla pittura (con Klimt, De Chirico e Picasso), alla letteratura (con Manzoni, Verga, D’Annunzio e Svevo). Clicca qui per i dettagli sulla traccia ufficiale della prima prova, Tipologia B Traccia 1.

TEMA SVOLTO – Perché l’amore il più delle volte si tramuta in indifferenza e alcune volte addirittura odio? La donna incaricata di soddisfare il bisogno di un uomo ne è incapace, strutturalmente. La dinamica amorosa è stata sempre al centro delle tematiche letterarie, nel novecento vediamo una estremizzazione del rapporto tra uomo e donna. Scriveva Baudelaire nella poesia L’ideal: “come vuoi che sazino un cuore come il mio, queste belle da vignetta, prodotti in avaria, nati da un secolo cialtrone?” E più seccamente Svevo ci fa notare come dopo il possesso della donna tanto desiderata che ci ha fatto sognare, pregare qualche dio di averla, compiuto le azioni più riprovevoli magari anche contro nostri amici, tutto svanisca come una bolla di sapone. Il sentimento che prevale è l’orgoglio nei confronti della donna sottomessa: “Emilio poté esperimentare quanto importante sia il possesso di una donna lungamente desiderata. In quella memorabile sera egli poteva credere d’essersi mutato ben due volte nell’intima sua natura. Era sparita la sconsolata inerzia che l’aveva spinto a ricercare Angiolina, ma erasi anche annullato l’entusiasmo che lo aveva fatto singhiozzare di felicità e di tristezza. Il maschio era oramai soddisfatto ma, all’infuori di quella soddisfazione, egli veramente non ne aveva sentita altra”.

L’innamoramento è in sé una forza propositiva, bella, totalizzante come si intuisce bene nel quadro di G.Klimt Il bacio. Dove i due ragazzi sono dall’amore presi e abbracciati e quasi dimentichi del mondo creano una sfera di protezione idilliaca che non può essere infranta dalla rozzezza del mondo, è un amore cieco, i due non si guardano nemmeno. Questa passione però se non riesce a perdurare, può dare adito alla noia da sempre rifuggita da tutti gli esteti come male supremo, ad esempio d’Annunzio ne Il trionfo della morte (1894) dove il protagonista, Giorgio, disperato perché neanche la bellissima Ippolita può dargli la felicità desiderata, decide di uccidersi e trascinare la sua amata con lui nel dirupo, sperando finalmente di essere liberato da questa angoscia grazie alla morte.

E nello stesso è atto di accusa verso la donna che per un certo tempo l’aveva illuso di poterlo salvare da questo male: “No, no, Giorgio! Lasciami! Lasciami! Ancóra un minuto! Ascolta! Ascolta! Un minuto! Voglio dirti…

Ella supplicava, folle di terrore, divincolandosi. Sperava di trattenerlo, d’impietosirlo.

– Un minuto! Ascolta! Ti amo! Perdonami! Perdonami!

Ella balbettava parole incoerenti, disperata, sentendosi vincere, perdendo terreno, vedendo la morte.

– Assassino! – urlò allora furibonda.

E si difese con le unghie, con i morsi, come una fiera.

– Assassino! – urlò sentendosi afferrare per i capelli, stramazzando al suolo su l’orlo dell’abisso, perduta”. L’amore cieco del Bacio di Klimt è in fondo tragico, perché circolare, e porta all’autodistruzione.

C’è una terza rappresentazione che si può prendere in considerazione, ed è quella di Picasso dipinta ne Gli amanti, dove l’uomo e la donna non sono presi da una passione travolgente. Il ragazzo sorregge l’amata con il braccio, e ne ricambia lo sguardo. Entrambe le figure hanno la stessa importanza e sono in piedi, a differenza del quadro del pittore austriaco dove la donna è inginocchiata e fagocitata da quella maschile. Questo tipo di passione è rappresenta in letteratura da Montale nella poesia Xenia I, V: “Non  ho mai capito se io fossi il tuo cane fedele e incimurrito o tu lo fossi per me. Per gli altri no, eri un insetto miope smarrito nel blabla dell’alta società. Erano ingenui quei furbi e non sapevano di essere loro il tuo zimbello: di essere visti anche al buio e smascherati da un tuo senso infallibile, dal tuo radar pipistrello”. Esempio di un rapporto che non si esaurisce nella passione, ma va oltre. Come ironicamente il poeta dice è guida e aiuto, al di là di cosa vale nella società in quel determinato momento storico, cioè di cosa detta il potere. Questo amore è anche smascheramento di ciò che è falso, di un vedere le cose anche al buio, solo così il rapporto affettivo è salvato nella sua totalità e la donna non rimane uno sfogo, ma aiuto alla vita.

 

(Martino Sartori, studente di Lettere moderne, Università Statale di Milano)



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