SCUOLA/ Tfa, le molte strade che non portano a “Roma”

- Francesco Magni

Si stanno svolgendo (fino al 31 luglio) le prove preselettive per l’accesso ai corsi del secondo ciclo di Tfa. Giova ricordare come siamo arrivati a questo punto. FRANCESCO MAGNI

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Il Muppet Show (Immagine dal web)

Si stanno svolgendo (fino al 31 luglio) le prove preselettive (60 domande a risposta multipla, 120 minuti a disposizione) per l’accesso ai corsi del secondo ciclo del Tirocinio formativo attivo (Tfa).

Sono 146.742 gli aspiranti docenti impegnati nei test (con un’età media di 33,6 anni, inferiore rispetto alla precedente tornata dove era di 35,4 anni) che si contenderanno 22.478 posti per l’iscrizione ai corsi validi per conseguire l’abilitazione all’insegnamento, suddivisi nelle diverse classi di concorso, a cui si aggiungono 6.602 posti per la specializzazione sul sostegno, riservati a docenti già abilitati.

Ma quali sono state le tappe che hanno portato nel corso degli anni a questo punto?

Per limitarci agli ultimi anni, si può dire che in principio furono le Ssis (scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario) attivate nell’anno accademico 1999-2000 (I ciclo) e chiuse definitivamente nell’anno accademico 2008-2009 (IX ciclo).

Quindi il Miur, dopo un percorso di elaborazione assai lungo e articolato, ha emanato il Regolamento relativo alla formazione iniziale degli insegnanti (D.M. 10 settembre 2010, n. 249), che costituisce ad oggi il principale punto di riferimento normativo per conseguire l’abilitazione all’insegnamento.

In particolare il Miur ha delineato due tipologie di percorsi formativi:

A – per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria un corso di laurea magistrale quinquennale, a ciclo unico in deroga a quanto previsto dall’art. 8, comma 2, del D.M. del 22 ottobre 2004 n. 270 del Miur, comprensivo di un periodo di tirocinio da avviare a partire dal secondo anno di corso;

B – per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, un corso di laurea magistrale biennale ed un successivo anno di Tfa.

In attesa dell’entrata in vigore dei nuovi corsi di laurea magistrale biennale e del conseguente Tfa “ordinario”, nel corso dell’anno scolastico 2012-2013 si è concluso il primo ciclo del Tfa cosiddetto “transitorio”, che ha visto la partecipazione di ben 115.553 aspiranti prof (ma gli iscritti al test preselettivo furono addirittura 176.495) per circa 20.000 posti abilitanti.

Allo stesso modo nell’anno scolastico appena trascorso (2013-2014) si sono svolti i corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità e i cosiddetti Pas (Percorsi abilitanti speciali o Tfa “speciale“), anch’essi finalizzati a conseguire l’abilitazione all’insegnamento ma rivolti ai docenti della scuola con contratto a tempo determinato che hanno prestato servizio per almeno tre anni nelle istituzioni scolastiche statali e paritarie, compresi tra l’a.s. 1999-2000 e il 2012-2013 (68.892 aspiranti di cui circa 23.000 per conseguire l’abilitazione nella scuola dell’infanzia e primaria e circa 45.000 per la scuola secondaria).

Inoltre bisogna ricordare che il ministro Giannini ha recentemente firmato un decreto (D. M. 353 del 22 maggio 2014) per l’aggiornamento delle graduatorie di istituto, utilizzate da oltre 8.000 scuole per l’assegnazione delle supplenze.

I nuovi elenchi, che coinvolgono circa mezzo milione di insegnanti, prevedono punteggi differenziati a seconda del titolo abilitativo conseguito: come ha spiegato il ministero di Viale Trastevere, al fine di «valorizzare i diversi percorsi abilitanti, sia rispetto alla loro durata che alla selettività nell’accesso» sono attribuiti specifici punteggi ai docenti. Per esempio, gli abilitati all’insegnamento nella scuola secondaria attraverso i Tfa avranno 12 punti sulla base della durata del percorso e 30 sulla base della selettività dell’accesso ai corsi. Un’altra novità riguarda l’aggiornamento delle graduatorie, che di norma avviene ogni tre anni, ora verrà effettuato due volte all’anno (a giugno e a dicembre) per consentire, a coloro che nel frattempo conseguiranno l’abilitazione tramite Tfa o Pas, l’inserimento in seconda fascia (quella riservata proprio a chi è abilitato).

Tfa “ordinario”, Tfa “transitorio”, Tfa “speciale”/Pas, corsi per la specializzazione al sostegno, graduatorie: la varietà delle soluzioni e degli strumenti adottati negli ultimi anni (e stiamo parlando solo dell’abilitazione all’insegnamento) fa ben comprendere l’estrema complessità e delicatezza della materia in questione.

Se si passa poi a guardare al sistema di reclutamento, tutto è ancora fermo al cosiddetto “concorsone” indetto dal ministro Profumo nel 2012, finalizzato al reclutamento del personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado. Alla chiusura delle iscrizioni, il 7 novembre 2012, ben 321.210 candidati risultavano aver compilato la domanda di ammissione. Il numero di posti messi a concorso è stato in totale di 11.542, di cui 7.351 con presa in servizio nell’a.s. 2013-14 e 4.191 nell’a.s. 2014-15. Anche in questo caso non sono mancate errori procedurali, disfunzioni, ricorsi, rinvii…

Emerge quindi un quadro all’interno del quale è difficile districarsi, segnato da incertezze ed eccessivi formalismi, dove le procedure burocratiche e il conseguente contenzioso giuridico-amministrativo sembrano non diminuire mai. Un rapporto, quello tra normativa, tribunali amministrativi e scuola, destinato a suscitare ulteriori interrogativi e problematiche, come quella derivante da una recente sentenza del Tar del Lazio (n. 3838/2014) che ha annullato la bocciatura di uno studente di un liceo classico romano che aveva riportato gravi insufficienze nelle materie scientifiche (matematica e fisica), considerate dai giudici amministrativi come “meno gravi” trattandosi di un liceo classico e tali da non giustificare una bocciatura…

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