Emanuele Filiberto “Monarchia fu fregata al referendum”/ “E quel trucco a Sanremo…”

- Silvana Palazzo

Emanuele Filiberto di Savoia e la teoria del complotto sul referendum del 1946: “Monarchia fu fregata, me lo disse pure Andreotti”. E su Sanremo: “Ci fu quel trucco finale…”

Emanuele Filiberto, padre di Vittoria di Savoia
Emanuele Filiberto, padre di Vittoria di Savoia (foto Twitter, 2019)

C’è una teoria del complotto anche sul referendum istituzionale del 1946 che ha decretato la nascita della Repubblica italiana. La sostiene Emanuele Filiberto che a “La Zanzara” su Radio 24 spiega come i Savoia siano stati “fregati” col voto. «Beh, questo si sa. Sicuro. Parenzo obietta? Ma sei un cocciuto della Madonna, Parenzo. Incontrai Andreotti e mi disse la stessa cosa». Si arriva pure allo scontro verbale col giornalista David Parenzo in merito alla monarchia: «Che c..o stai dicendo? O la storia la impari oppure passiamo ad altre cose. In Italia c’è stata una Repubblica che ha riscritto la storia dopo un po’, no?». Dopo avergli ricordato che in Italia non c’era una monarchia assoluta, ma costituzionale, tira in ballo le leggi razziali. «Le merde di legge che avete avuto, le ignobili leggi razziali che avete avuto, che ha avuto l’Italia, sono state votate non dal re, dal parlamento». Quando gli viene fatto notare che erano controfirmate dal re, Emanuele Filiberto di Savoia precisa: «Era obbligato a controfirmare le leggi».

EMANUELE FILIBERTO “MONARCHIA FU FREGATA AL REFERENDUM”. POI SU SANREMO…

Emanuele Filiberto di Savoia sostiene poi che in Italia ci siano «ancora molte persone che guardano positivamente alla monarchia». Di sicuro è convinto di una cosa a riguardo: «Oggi la monarchia è simbolo di stabilità. Un simbolo malgrado da dove tu provenga, destra, sinistra, alto o basso, come vuoi, sei sempre attaccato ad una persona, ad una famiglia che è apolitica». Come è certo che il suo cuore è monarchico: «Guardo l’attuale Repubblica Italiana e mi sento bene lì dentro. Però quello che sono, lo sono. Io ho un nonno che ha sofferto nel ’46 lasciando l’Italia, ho un trisavolo che ha unificato questo bellissimo paese, non può essere altro che monarchico il mio cuore». Dalle discussioni su monarchia-repubblica si passa a Sanremo, a cui lui ha partecipato con Pupo cantando “Italia amore mio”. «Avevamo vinto noi? Ma questo lo sappiamo dai, era scritto a tavolino, ci siamo divertiti, abbiamo fatto divertire il pubblico. C’è stato un piccolo trucco finale che è il famoso trucco della linea chiusa, no?».



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