EMIS KILLA/ “Vedere sparare e sentire l’odore del sangue è brutto, io fortunato…”

- Emanuele Ambrosio

Emis Killa tra gli ospiti della prima puntata di “Buoni o cattivi” di Veronica Gentili. Il rapper parla della sua adolescenza difficile

Emis Killa
Emis Killa, primo ospite di "Buoni o cattivi"

Emis Killa, ospite della prima puntata di “Buoni o cattivi”, ha affrontato tra le tante cose anche della sua vecchia vita, quella vissuta nei quartieri difficili. Un’adolescenza non semplice dalla quale però il rapper ha ammesso di esserne uscito proprio grazie alla musica: “Il malandrino non fa musica, è impegnato a condurre un altro tipo di vita, nell’illegalità”, ha commentato al programma di Veronica Gentili. “Sono sempre stato attratto da quel mondo, un po’ pittoresco, se vogliamo, da quel tipo di vita, ma in quella vera, vedere come uno spara, sentire l’odore del sangue, è molto brutto, ti lascia il magone addosso”, ha aggiunto.

Anche lui, da giovanissimo, ha ammesso di essere stato in qualche modo un “malandrino”. Nonostante questo però, ha confidato: “Non ho mai avuto guai con la legge, sono stato fortunato e intelligente da abbandonare presto quel treno e capire che non mi avrebbe mai portato da nessuna parte”. Eppure molti suoi amici non sono riusciti a farla franca finendo in carcere o in comunità: “A quell’età senti il peso del branco, cerchi una fratellanza, un’accettazione. Io sono cresciuto in una situazione in cui non mi è mancato l’amore da parte della mia famiglia ma mi è mancato il tempo con i miei genitori quindi la mia famiglia l’ho vissuta più in strada che in casa”, ha spiegato, svelando che oggi la sua compagnia dell’epoca sarebbe definita “baby gang”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Emis Killa ospite di “Buoni o cattivi”

Emis Killa tra gli ospiti della prima puntata di “Buoni o cattivi” di Veronica Gentili per raccontare le sue scelte di vita che l’hanno portato a diventare” buono o cattivo”. Intanto il rapper pochi giorni fa ha fatto sentire forte e chiara la sua voce verso il Moige per via della censura sullo spot con protagonista Lino Banfi in cui pronuncia la parola “porca pu**ena!”. Una decisione che ha fatto tanto discuter sui social, dove il rapper ha detto la sua: “ma vedo che li stanno già insultando abbastanza. Niente, a posto così”. Il Movimento Italiano Genitori ha replicato al rapper scrivendo: “magari sarai contento degli insulti, che effettivamente stanno arrivando, nei confronti nostri e delle nostre famiglie. Noi non lo siamo. Nessuno lo sarebbe. Peccato tu non dica che ci può essere disaccordo, ma bisogna sempre rispettare l’altro. Peccato”.

Naturalmente la risposta di Emis non si è fatta attendere e questa volta il rapper ha risposto di tutto punto citando proprio il celebre attore barese: “gne gne gne, porca pu**ena! Anzi porcodd**”. Nessuna replica da parte del Moige verso il rapper che non è nuovo alle provocazioni dopo quelle lanciate verso i novax arrivando a proporre un lockdown mirato solo per loro.

Emis Killa, nuove canzoni: “Era il momento giusto”

Polemiche a parte, Emis Killa come tanti altri artisti ha ripreso in mano la sua carriera artistica lanciando un nuovo progetto discografico. Una sorta di rinascita dopo quasi due anni di stop forzato per via della pandemia da Coronavirus. Intervistato da Rolling Stone, il rapper non ha nascosto il suo entusiasmo: “sto bene, sono abbastanza galvanizzato da questo periodo in cui pare che stiano ripartendo un po’ le cose, qualcosa si muove”. Il rapper ha poi precisato come lavorare sia stato fondamentale per lui durante il periodo di lockdown: “aver fatto musica anche durante la pandemia mi ha fatto bene, mi ha tenuto la testa impegnata, e adesso sto un po’ raccogliendo ciò che ho seminato”.

Tra i progetti c’è proprio il mixtape Keta Music 3, un progetto a cui è molto legato, ma che non è nato con l’obiettivo di scalare le classifiche. “Sono rilassato. Non sono progetti fatti per la classifica quindi c’è meno pressione, anche se ovviamente mi interessa che vada bene” – ha precisato però il rapper che è tornato sul mercato discografico con nuove canzoni. “Era il momento giusto. Sono passati sei anni dal secondo capitolo: la gente lo voleva, me lo chiedevano, e ha anche senso uscire ora con un progetto del genere” – ha detto il rapper che ha preferito pubblicato un mixtape piuttosto che un disco nuovo di zecca “è un progetto che si può fare in modo più rilassato, e nel contesto di questo momento è meglio che fare un nuovo album”.



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