SCIENZ@SCUOLA/ Oltre il modello per capire. Il sistema respiratorio nella classe quinta primaria

- Maria Caporale

Il lavoro di scienze sul corpo umano, nelle classi quinte della primaria, ha affascinato molto i bambini, che hanno partecipato con particolare interesse, curiosità e desiderio di conoscenza

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L’attività presentata è stata svolta nell’anno scolastico 2008- 2009 nelle classi quinta A e quinta B della Scuola Primaria “Nova Terra” di Buccinasco (Mi) sotto la guida delle insegnanti Maria Caporale e Teresa Oliverio in collaborazione con Serena Salvemini, docente di matematica e scienze alla secondaria di primo grado. Ed è stata discussa nel gruppo di ricerca Educare insegnando promosso dall’Associazione “Il rischio educativo”.

Un lavoro di scienze sul corpo umano, svolto nelle classi quinte della primaria, ha affascinato molto i bambini, i quali hanno partecipato alle lezioni con particolare interesse, curiosità e desiderio di conoscenza. Tuttavia, l’insegnante ha riscontrato una difficoltà nello studio e nella memorizzazione degli organi che permettono la respirazione e del funzionamento degli stessi.
Per questo motivo è stato suggerito ai ragazzi di creare dei modelli che potevano essere utilizzati durante l’interrogazione.
Gli alunni hanno risposto a questa proposta con entusiasmo, producendo modelli, talvolta funzionanti, con materiale riciclato. L’utilizzo dei modelli ha aiutato molto i ragazzi, soprattutto quelli con difficoltà, poiché ha rappresentato una semplificazione della realtà da studiare. Il rischio però era quello che i bambini identificassero gli organi con il modello stesso. Per evitare questa possibilità si è deciso di completare il lavoro con l’osservazione reale di alcuni organi animali.
Di seguito riportiamo, a titolo esemplificativo, il lavoro fatto sul sistema respiratorio con particolare riferimento ai polmoni.
Dopo aver dettato ai ragazzi le informazioni sul sitema respiratorio, abbiamo deciso di effettuare un’osservazione diretta dei polmoni, per evitare che questi organi rimanessero astratti o comunque permanesse in loro l’immagine artefatta presente sul libro di testo.
Il momento osservativo è stato libero, coloro che non se la sentivano rimanevano comunque in classe e ascoltavano i commenti dei compagni.
Successivamente sono state scritte delle osservazioni generali, che sintetizzavamo i commenti dei ragazzi.

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Maria Caporale
(Insegnante alla Scuola Primaria “Nova Terra” di Buccinasco)

© Pubblicato sul n° 38 di Emmeciquadro

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