FILM BLASFEMO/ Mikawi (giudice): chi ama l’islam non può bruciare la Bibbia

- int. Hossam Mikawy

Per HOSSAM MIKAWY, occorre fermare chiunque realizzi film per spingere le persone alla violenza. Tutti i Paesi dovrebbero istituire una legge per impedire che si ripeta quanto è avvenuto

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Immagine di archivio

E’ di almeno un morto e undici feriti il bilancio del venerdì di scontri al Cairo, durante la quarta giornata di proteste contro il film “Innocence of Muslims”. Ieri la rabbia dei musulmani è divampata in tutte le principali capitali del Medio Oriente. A Tunisi i manifestanti hanno attaccato l’ambasciata statunitense, e nel corso dei tafferugli sono rimaste uccise due persone. Un morto e 25 feriti anche in Libano, proprio mentre il Papa Benedetto XVI iniziava la sua storica visita. Ilsussidiario.net ha intervistato Hossam Mikawy, presidente del Tribunale Cairo Sud, secondo cui “occorre fermare chiunque realizzi film per spingere le persone alla violenza. In quanto musulmano e giudice egiziano, sono convinto che tutti i Paesi del mondo dovrebbero istituire una legge internazionale per impedire che in futuro si ripeta quanto è avvenuto in questi giorni”.

Mikawy, che cosa ne pensa dell’ondata di odio che sta attraversando il mondo musulmano?

Questo film ha turbato tutti i musulmani. Alcuni copti egiziani emigrati negli Usa lo hanno girato per provocare i musulmani a compiere quanto abbiamo visto. Quanti hanno realizzato il video sono imperdonabili, perché utilizzano un’arte nobile come il cinema per spingere le persone a ricorrere alla violenza. Con un film mettono a rischio il mondo intero, e non soltanto la stabilità dell’Egitto e gli americani che vivono nel nostro Paese.

Che cosa c’è realmente dietro quanto è avvenuto?

Chi ha realizzato il film gode della situazione di disordine che si è creata al Cairo, in quanto vuole che i musulmani appaiano di fronte al mondo intero come dei terroristi. Ancora una volta l’Egitto si trova a essere scosso da un’ondata di turbolenze, e alcuni partiti o gruppi politici si compiacciono di fronte ai disordini e all’anarchia. Qualcuno vuole sovvertire l’umanità, le leggi e l’ordine pubblico.

Chi offende l’Islam di solito si appella alla libertà d’espressione …

Un film che offenda i profeti non ha nulla a che fare con la libertà. Desidero inviare un messaggio a tutti i professori di diritto, gli avvocati, i magistrati, gli attivisti dei diritti umani, ma anche a tutti gli autentici cristiani ed ebrei. Occorre fermare chiunque realizzi film per spingere le persone alla violenza. In quanto musulmano e giudice egiziano, sono convinto che tutti i Paesi del mondo dovrebbero avere una legge internazionale per impedire che in futuro si ripeta quanto è avvenuto in questi giorni.

Quanti consensi riscuoterà la sua proposta in Occidente?

Pur essendo musulmano ritengo che Gesù stesso sarebbe scandalizzato da questo film, e che ogni autentico cristiano ne sia sconvolto. Il Papa Benedetto XVI, il presidente di Al-Azhar e i massimi vertici della religione ebraica devono esprimersi chiaramente chiedendo una legge per fermare chiunque intenda realizzare film offensivi nei confronti delle tre grandi fedi monoteistiche e aizzare le persone alla violenza.

 

Resta il fatto che la violenza non può essere giustificata dalla provocazione che l’ha scatenata …

 

Quanti vanno a protestare di fronte all’ambasciata Usa si armano e combattono contro dei poliziotti, egiziani e musulmani come loro. Quanti hanno commesso le violenze non sono dei veri musulmani.

 

Come fa a esserne certo?

 

Un musulmano ha il dovere di pregare cinque volte al giorno, ma quanti manifestavano per le offese contro Maometto non lo hanno fatto. Li abbiamo osservati per due giorni di seguito: un vero fedele islamico non può ignorare questo precetto. Significa quindi che i manifestanti non sono persone religiose, ma soltanto gente che lavora per creare disordini.

 

E’ vero che durante l’attacco all’ambasciata è stata distrutta anche una Bibbia?

 

Tra gli esponenti del nostro clero, i cosiddetti sheikh, alcuni sono molto ignoranti, non hanno la mente aperta, e quindi hanno cercato di bruciare una Bibbia. Una donna egiziana però è uscita dall’auto, si è diretta verso di loro e li ha fermati. Quindi si è rivolta alla folla, ricordando che nel Corano il nome di Gesù è citato 22 volte, e quello del nostro profeta Maometto soltanto sei. Questo significa che nel Corano Dio ci dice che dobbiamo amare tutti i profeti, e specialmente Gesù. La folla ha ascoltato la donna e ha cambiato idea.

 

A quel punto che cosa è avvenuto?

Gli sheikh islamici hanno ribattuto che il profeta Maometto è stato attaccato diverse volte, e nessuno ha fatto niente per fermare chi lo aveva offeso. Hanno aggiunto che era loro dovere vendicarsi bruciando una Bibbia. La maggior parte della folla però si è opposta. I partiti e i movimenti islamisti che sono apparsi dopo la rivoluzione, e che per noi liberali sono degli avversari, si sono rifiutati di attaccare l’ambasciata o di toccare la Bibbia per danneggiarla. Oggi anche loro comprendono il vero significato della parola libertà.

 

Obama ha dichiarato che se il governo egiziano non si prenderà le sue responsabilità, dovrà affrontare dei seri problemi …

 

Proprio come in Egitto ci sono dei disordini politici, anche negli Stati Uniti ci sono divisioni in vista delle prossime elezioni presidenziali. I due candidati, Barack Obama e Mitt Romney, stanno strumentalizzando questo caso per promuovere i loro interessi. Il presidente democratico non ha protetto adeguatamente l’ambasciatore in Libia, Chris Stevens, e si è mostrato molto flessibile nei confrontidei musulmani. Il suo rivale repubblicano vuole invece mostrare che sta proteggendo i cristiani in Medio Oriente. Ancora una volta sono i politici a guidare la religione per fare ciò che conviene loro.

 

(Pietro Vernizzi)



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